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Non voglio esagerare, ma era da tempo che
non ascoltavo un disco così "caldo", "intenso",
"intimo" e suonato con tutta la passione che solo Marco Iacampo
(che si trasforma nel ragazzo del buongiorno) poteva possedere e trasmettere.
Atmosfere sognanti, dai mille colori e dalle mille sfumature, che con
la sua voce a tratti un po' rauca e cupa (un giovane Tom Waits?!) e
la sua onnipresente chitarra acustica riesce perfettamente a disegnare. gianmaria
Quien Sabe ? è la terza fatica / la terza strada intrapresa
dal quartetto milanese: un percorso del tutto, nuovo rispetto a quanto
presentato in passato, affrontato assieme al contributo di Xavier Iriondo
e Paolo Cantu', andando a percorrere vie quasi inedite per il gruppo
(in rapporto ai due album precedenti): un'immersione spazio temporale
nel passato delle agitazioni popolari, del western all'italiana (il
titolo del disco) e della psichedelia, tutto quanto interpretato nella
forma dell'improvvisazione organizzata, con una linea precisa a condurre
ogni singolo brano. Quien Sabe ? non è un disco di facile ascolto e
lascia spazio a parecchie interpretazioni, proprio per la sua struttura
"liberata" che fa aleggiare la musica tra la sperimentazione
psichedelica (come senso del dilatato) ed ibridi di sonorizzazioni cinematiche
(non a caso, in alcune parti vengono riprese spezzoni sonori di alcuni
film). La radice del disco è vicina al rock per la strumentazione usata
ed è stata strutturata dall'esperienza "sperimentale" di Xavier
Iriondo e Paolo Cantu', in fase di produzione; la materia sonora è modellata
dai musicisti in un alternarsi di situazioni che potrebbero rappresentare
un'ipotetica colonna sonora del periodo storico degli anni settanta:
da lenti passaggi sonori basati su leggere distorsioni di chitarra ed
intromissioni di batteria sino a momenti di tensione decisi come in
"i padroni del vapore" passando per il punto di confine, "sound
005" che è la canzone più vicina ad una normalità rock; tra gli
inserti sonori si riconosce anche un brano di Charles Bukowski, in "the
poetry reading". Bon Y Aur dimostrano di essere una band aperta,
affrontando il passaggio dei 43 minuti dell'intero disco, ma in questo
caso risultano più ostici del previsto, non immediati (in realtà, dopo
alcuni approfonditi ascolti ci si addentra maggiormente) come nei precedenti
album, al tempo stesso, nutro parecchia curiosità ne poter assistere
ad una esecuzione dal vivo degli stessi brani. Fabio Battistetti
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Goodmorningboy Ho contattato via e-mail Marco Iacampo, che gira il mondo del rock’n’roll col nome Goodmorningboy. Sì, lui, magari v’è capitato di sentirne parlare. Dopo essere stato il cantante degli Elle ha optato per la carriera solista. Un primo disco più che buono, cui ha fatto seguito un ep di outtakes e, finalmente, un secondo lavoro – uscito ancora per Urtovox e intitolato “Hamlet Machine” – che è bellissimo, maturo, coinvolgente. L’ho visto anche dal vivo, una volta, e mi ha colpito. Ha tanto fuoco, dentro. E sembra sincero. “Dovrai correggerla... questo computer è una chiavica”.
Comincia con queste parole il suo messaggio in risposta alle domande
che gli avevo mandato qualche giorno prima. Come sta andando questo
tour europeo? Un’esperienza da ripetere,
allora… Qualche episodio curioso? Il tuo ultimo cd mi è piaciuto
moltissimo. Qual è stata l’idea di partenza? Una differenza che mi ha
colpito rispetto al precedente cd sta nel modo di gestire la voce,
che stavolta è registrata in maniera differente. In più, con l’inserimento
dei testi, sembra che tu abbia preso… “coraggio”. Come dire che
volevi far intendere perfettamente ciò che canti. Quali sono le ispirazioni
che ti porti dentro da sempre e quali i tuoi ascolti attuali? Dagli Elle ad oggi molte
cose sono cambiate nel tuo modo di comporre e suonare. È stato un
percorso naturale?
Sinceramente, quando ho aperto la busta e ho visto
una decina di copertine diverse stampate su carta da pacchi riciclata,
mi sono chiesto se non avessero sbagliato a spedire qualcosa...invece
era tutto sotto controllo, anzi, Luca mi allegava le copertine invitandomi,
se volevo, a copiare i cd e distribuirli durante i nostri concerti. gianmaria |

