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Like a shadow?/lie down (hope ep)
[autoproduzione 2004]
A questo punto non mi resta che pensare che nella penisola
siano presenti più di un gruppo di seguaci della scena del post-rock
classico. Da aggiungere alla lunga lista che comprende molti gruppi
passati su queste pagine (Lule Kaine, Marla, Abarthjour Floreale, Sogni
verticali) ci sono anche i 'like a shadow?' che si presentano con questa
autoproduzione molto ben fatta e legati già alla 'Sperimentale
concerti' di Torino, per quanto riguarda il booking.
5 brani per questo Ep, i migliori direi il brano d'apertura 'Suleimania'
e 'You'all always be my ruin'.
Non di certo originalissimi nell'arrangiamento dei brani, visti gli
inevitabili riferimenti, anche da parte loro, ai soliti Sigur Ros, A
Silver Mt. Zion ,Mogwai, Godspeed you black emperor!,e con ancora dei
particolari da mettere a punto, come la voce che in alcuni brani risulta
essere un po' fuori le righe e straziante.
Ma tutto risulta essere suonato con molta energia e passione. Da vedere
dal vivo, perchè dicono che se la cavano e noi ci fidiamo visto
che come spesso accade, i live sono molto più interessanti dei
dischi.
www.likeashadow.com
- info@likeashadow.com
gianmaria

E42/Libera
[Subhuman Records/Cantoberon Multimedia 2004]
E42 realizza la prima full length release orientando
la propria bussola verso territori orecchiabili e pop, che come immediatezza
costruivano anche la lisca dell’ep presentato in qualche arretrato
di Post?. Testi in Italiano, belli, che danno al gruppo un sentore di
rock d’autore (parte del gruppo deriva dalla formazione degli
Elettrojoyce, questo può essere un indizio…); una voce
avvolgente e calda che non stride sul supporto costruito essenzialmente
sui riff di chitarre in arpeggi puliti o accordi distorti e con un bell’uso
del piano con suoni classici “pesanti” e “ingombranti”
in molti episodi a dare qualcosa di maggiore effetto e di meno sentito.
Sì, perchè la matrice della forma canzone è sicuramente
poco innovativa, se ridotta a basso/chitarra/batteria, con quei riff
graffianti, distorti, di chitarra che restano però innocui e
poco ricercati. E’ infatti dove ci si stacca da questo rock diretto
e già sentito troppe volte che il disco colpisce, come in Ex
Flowback, forse l’episodio migliore, che fa pensare ad una soluzione
in Italiano dei Radiohead dei tempi di Ok Computer e oltre. Oppure in
episodi come Libera, Orbita, Adora o la conclusiva L’Ultimo Amore,
dove le sospensioni e l’atmosfera danno supporto e spazio alla
bella voce da ambientazione di Andrea Salvati. Potevano osare di più?
Decisamente, perché un arrangiamento meditato della base della
pasta sonora avrebbe dato un tono meno opaco ad un’ossatura di
piano e voce molto interessante, l’elemento su cui costruire,
che invece va ad appoggiarsi ad un tappeto standardizzato e già
collaudato, con un aria del tutto poco creativa.
contatto@E42.org
www.e42.org
Al

SCUOLA FURANO/st
[Riotmaker 2004]
Prendete un po’ di anni ‘80…quanti?
Il giusto! Fatto? Prendete tanta disco, dagli anni ‘80 ai 2000
e qualcosa passando attraverso i vari beat e break dei ‘90…Fatto?
Prendete tanto stile, tanto tanto cazzeggio e altrettanto entusiasmo.
Fatto? Bene, ora agitate forte forte ed otterrete il debutto omonimo
dei Scuola Furano, naturalmente uscito per la grande famiglia Riotmaker.
Mi dite che il risultato non vi convince poi tanto? Che forse avete
dosato male gli ingredienti? Che vi sembra di avere messo un po’
troppi anni ‘80, e anche che vi è scivolata quella parte
di eitis che per fortuna sembrava essere scomparsa nei naintis? Che
di MC Hammer, beh si fa volentieri a meno, dopotutto le varie cristinabritnijessicaanastaciablu
spaccano già abbastanza la minchia?
Che però dai, ci sono anche i Daft Punk dentro, e che però
dai, magari somiglia un po’ troppo ai Daft Punk, e che loro, i
Daft Punk è da anni che suonano così e sono un po’
troppo facili da copiare eppur così difficili da copiare. Che,
uffa! sempre ‘sti testi demenzialgrotteschi! Ma dopo un po’
stufano!
Ah, così mi dite….
E, aggiungete, però!, lavando i vetri di camera vostra (…operazione
che richiede anche un certo tempo e impegno, giacché li pulite
una volta all’anno…) avete ascoltato il cd con piacere,
avete canticchiato e ballicchiato…
Beh, cosa dire, avete ragione….
www.riotmaker.net/scuolafurano
info@riotmaker.net
Enrico
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Artemoltobuffa/Stanotte/stamattina
[Aiuola Dischi, 2004]

Non Voglio Che Clara /Hotel Tivoli
[ Aiuola Dischi, 2004]
Doppia uscita ravvicinata per l’Aiuola Dischi, “etichetta
pop piccola ma curata”, come si autodefinisce fin dal retro-copertina
dei CD.
Artemoltobuffa (nient’altro che il simpatico anagramma del nome
dell’autore: Alberto Muffato) nell’esordio “Stanotte/stamattina”
presenta undici belle canzoni in bilico tra indie-rock americano e
cantautorato, tanto nostrano quanto inglese. L’apertura Stanotte/stamattina
è una piccola gemma tra Samuele Bersani e gli Yuppie Flu meno
elettronici, La scena patetica ricorda i Pavement più “compiuti”
e piacevolmente dissonanti, C.E. Gadda e l’estate è un
ottimo singolo (con tanto di progressione iniziale: un-due-tre-vai)
che ricorda forse gli Yo La Tengo di qualche anno fa, Scarpe nuove
è una filastrocca solo apparentemente banale. Altri episodi,
come Lacrime a biro e In canale: intrico d’alghe, fanno pensare
ai Perturbazione quale più facile accostamento per Muffato,
la cui capacità di scrittura è solo poco meno equilibrata
e incisiva della band torinese. I testi raccontano di storie piccole,
descrivono il dettaglio per arrivare ad emozioni più grandi,
cogliendo spesso il centro, come in Lacrime a biro: “Mi chino
sulla sua persona, sul suo corpo a ciminiera, la biro nera nella mano,
su di lei io scrivo la mia storia mentre lei ride piano…”
o in I tuoi denti: “Sorridi o mostri i denti, sorridi e mostri
i denti ma ridi o mostri i denti, tu vuoi morsicarmi?”. Geniale
la ghost-track in dialetto (direi) di Mestre. Bel disco.
“Hotel tivoli” dei Non Voglio Che Clara è invece
una collezione di sette canzoni raffinate e dal tono decisamente più
romantico, con orchestrazioni anni ’60 calibratissime e atmosfere
sognanti tra Luigi Tenco e i Belle & Sebastian. La voce è
sempre sommessa, a tratti sussurrata, a tratti quasi svogliata, e
racconta di dolci malinconie intimistiche, come in I piani del sabato
sera: “I miei piani per il sabato sera contano per lo più
su un “Ciao, come stai?”, che ogni piano semplifica. I
miei piani per il sabato sera non cercano che un’altra possibilità,
ma se ti chiedi aiuto chi verrà, quando uno soffre e chiede
aiuto si va, senza se, senza ma”, o in Le paure: “Quest’anno
porto via con me lo stretto indispensabile, e metterò da parte
tutte le paure che ho perché a trovare scuse sono bravo ma
tu non fai sconti neanche di fronte al talento, neanche se resto al
tuo fianco”, e lascia spesso spazio a belle parti strumentali,
come nel finale di tromba della title-track. “Hotel tivoli”
è un disco che sembra uscire da un tempo lontano, e proprio
per questo sembra ancora più prezioso.
www.aiuola.it - info@aiuola.it
www.artemoltobuffa.com
- info@artemoltobuffa.com
www.nonvogliocheclara.it
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Enrico
fAb
[3-cd-r-autoprodotti]
fAb e' un giovane ragazzo pugliese dedito all'elettronica
"di confine", utilizza laptop, field recordings, samples
e oggetti. Il risultato delle
sue composizioni (difficilmente si puo' parlare di canzoni) oscillano
fra microwave,drones, e isolazionismo in maniera incompromissoria.
L'ascolto
(come spesso capita in questo non-genere) e' consigliato in cuffia
per meglio apprezzare le microtessiture e le microvarianti.
Il materiale contenuto in questi cd e quasi tutto di buon livello
anche se i brani che svettano nella sua produzione sono: "Tiempu
ca era tiempu pi
crae" e' una "suite" di venti e passa minuti basata
sulla ri-elaborazione di suoni tradizionali della puglia e quindi
in questo pezzo si stendono lunghi suoni distesi che lontanamente
ricordano i suoni di partenza a cui
vengono sommati echi lontani di ritmiche. Questo lungo drone non manca
di spunti melodici (cosa piuttosto rara al giorno d'oggi per il genere!)
e di
microsuoni ritmici che riescono a dare un senso di movimento da considerarsi
piu' subliminale che reale.
Con "Red Led" invece cambia decisamente toni suonando una
sorta di brano molto Mille Plateux "Click & Cuts" e
quindi lunghe reiterazioni per sinth (presuppongo) suoni micro-glitch
come "ritmo trainante" e una splendida salita "figlia
del post-rock" in chiave electro-ambientale l'ascolto risulta
ipnotico e/o estatico.
"Piece de vie" e' un semplice suono di sint che viene ripetuto
e sommato ad altri rumori concreti/suoni trovati e ad altri sint in
un cresciendo che porta ad una parte centrale piuttosto ill-bient
(nel senso di
ambient-malata!) che nel suo rifrangersi reiterato cambia forma per
poi riempirsi di rumori di parti vocali campionate e quant'altro.
fAb con i il suo suono inquieto puo' andare molto lontano se continua
con questa tenacia.
acreobject@libero.it
tommy
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