La RES [http://www.res-net.org/] è una coraggiosa nuova etichetta che se pur agli esordi ha saputo creare un catalogo degno di rispetto. di Marco Tuppo


Possiamo trovare, all'interno della sua produzione, musica classica contemporanea, sperimentazioni ambient, musica elettronica, new jazz e per il futuro molto altro, sempre seguendo una forte ispirazione e volontà.

La si potrebbe definire musica colta! Io preferisco definirla musica che non scende a compromessi con strofe e ritornelli, che può nascere durante una session, scritta a pentagramma o divisa in mille tessere da ricomporre, ma   comunque   fiorita da un'idea, da uno slancio “artistico”.

Ho avuto la possibilità di conoscere durante il MEI 2004 Gabriele Bruzzolo e gli altri fondatori della RES, e sono rimasto contagiato dalla loro gentilezza, entusiasmo e apertura e sperando che lo siate anche voi, ho riportato di seguito alcune risposte a domande che ho avuto la possibilità di porgli.   

 

Intervista a Gabriele Bruzzolo:

1-Un aggettivo per descrivere la RES?

Possibile. Perché RES – Registrazioni e Suoni nasce come “etichetta delle musiche possibili”, un mezzo per dare visibilità a musiche al di fuori dei classici schemi pop rock. Musiche e artisti italiani che meritano una possibilità.

2-So che tra i fondatori sono presenti musicisti ancora attivi, cosa vi ha spinto a decidere di fondate una nuova etichetta?

Sì, RES è nata dall'incontro di quattro musicisti (Andrea Battaglion, Michele Palmieri, Joachim Thomas ed io) e un tecnico del suono (Stefano Bruzzolo). Ma dobbiamo fare un passo indietro. Prima di RES c'era il caos, o meglio il progetto CHAOS! Questo progetto nasce nell'agosto 2002 come gruppo aperto di improvvisazione. Dalle registrazioni dei concerti è venuta alla luce una quantità di materiale di qualità che ci ha fatto meditare sull'autoproduzione. Da qui a pensare a una vera e propria etichetta per pubblicare anche altro rispetto alle sole produzioni di Chaos, il passo è stato breve. Abbiamo trovato un distributore, Silenzio Distribuzione di Roma e siamo partiti. Era il dicembre 2003. RES nasce con l'idea di basare tutto sul rispetto dell'artista considerandolo sempre e comunque l'unico proprietario in toto delle proprie composizioni. Sembra una cosa scontata, ma con questa filosofia RES non detiene alcun diritto di edizione sulle opere che pubblica che quindi rimangono ancora presso l'autore stesso. Non credo che sia poco. Ciò nasce proprio dal fatto che siamo per lo più musicisti e conosciamo le esigenze dei musicisti. In ogni caso, a mio modesto parere, non siamo “una nuova etichetta” e basta (come dire: una tra tante). La nascita di RES è strettamente legata al fatto che il progetto CHAOS ci ha fatto riflettere che nel panorama italiano non sarebbero stati in molti a scommetterci su e allora ci siamo messi in gioco.

3-Una moltitudine   di suoni e progetti   diversi tra loro nel vostro catalogo, qual è secondo voi l'anello di congiunzione tra questi artisti?

La sottile linea rossa che unisce gli artisti del catalogo è una diagonale. Non esistono più generi: Max Waves e Halo XVI si muovono nell'ambito elettronico, “Onde” di AG è musica per la danza, il quartetto Mu è tra il jazz modale e il rock, Chaos è indefinibile perché, se il primo disco è elettronico, il doppio che uscirà tra qualche mese in formazione trio (è la prima registrazione in senso cronologico del progetto) è tra l'ambient e l'etnica, il noise e il jazz elettrico alla Miles Davis anni '70. Poi la musica contemporanea di Wolfango Dalla Vecchia… I dischi sono legati, oltre che dal valore artistico, da una componente costante di ricerca e sperimentazione. Siamo dei sognatori e forse ci illudiamo che il catalogo di RES possa essere una antologia di sogni.

4-Alcuni delle vostre produzioni nascono da vere e proprie free-session, catturando così il nettare del senso creativo, come nascono queste esperienze e come vengono vissute dai musicisti?

Beh, allora qui lascio i panni del discografico e riprendo quelli del musicista. Dici bene quando parli di “nettare del senso creativo”. Nella musica improvvisata (o come preferisce chiamarla Markus Stockhausen “musica intuitiva”) si è sempre sul filo del rasoio, si è allo stesso tempo fonte di ispirazione e ispirati, rapiti in un continuo flusso di coscienza. Certo nei due progetti di improvvisazione che mi vedono partecipe, Chaos e Mu, il risultato è nettamente diverso. Chaos è per me quasi un laboratorio dadaista: quando dico che un concerto non è uguale all'altro è perché tutto dipende dalla strumentazione che decidiamo di portare, da quali musicisti invitiamo a suonare con noi e dalle fantasie del momento. Mu si muove su criteri più jazz   dove l'interplay e il groove la fanno da padroni. Per me improvvisare è, in assoluto, l'esperienza più bella che esista. D'altra parte il nostro agire di tutti i giorni, dovendo rispondere a richiami e sollecitazioni non previsti, è un continuo improvvisare. Perché non farlo anche nell'atto creativo, quando ci sentiamo più vivi?

5-All'interno del vostro catalogo è presente una vera e propria chicca! mi riferisco alle registrazioni del grande compositore Wolfango Dalla Vecchia, come è nata questa produzione?

Già, è un piccolo fiore all'occhiello! Nel maggio dello scorso anno il Comitato Promotore del Festival Organistico Internazionale “Città di Treviso” ha contattato RES per la pubblicazione di registrazioni inedite di Wolfango Dalla Vecchia, avute direttamente dagli eredi, per ricordare il compositore padovano (allievo di Petrassi) a dieci anni dalla sua scomparsa. Hanno creduto in noi e nel nostro modo di lavorare nel campo nella musica e della cultura. Il CD contiene una composizione mai pubblicata prima su disco (Media Vita per organo e nastro magnetico), mentre gli altri brani sono nella loro prima esecuzione pubblica assoluta. E' nata così una collaborazione che darà altri frutti in futuro. RES curerà le pubblicazioni di musica contemporanea del Festival Organistico, che ogni anno commissiona nuove partiture per organo a vari compositori.

6-Eravate presenti anche voi al MEI 2004, come vedete la scena underground italiana e quali sono i rapporti con le altre realtà?

Il MEI 2004 è stata una bellissima esperienza per noi (dopo un anno di attività ci siamo presentati con 6 titoli in catalogo e un sampler in edizione limitata fatto apposta per il MEI). Una vetrina importante. Il MEI è un'occasione unica per le etichette indipendenti, perché crea in chi vi partecipa la sensazione che l'unione fa la forza. Per una piccola etichetta indipendente sarebbe solo una guerra tra poveri il non entrare in comunicazione e in relazione con le altre. Da parte nostra siamo associati al Coordinamento delle Etichette Indipendenti (AUDIOCOOP) e siamo in ottimi rapporti con alcune etichette della zona come la Lizard dell'amico Loris Furlan, la Shyrec e i ragazzi della Fosbury. Se un'etichetta indipendente deve portare alla luce del sole la musica che per cause di forza maggiore – in un mercato come quello italiano – vive nel sottosuolo, allora deve dimenticare gli antagonismi e portare avanti un discorso di collaborazione con gli altri. Questo è un altro motivo centrale nella filosofia di RES, il rapporto umano nell'ambito musicale. Per quanto riguarda strettamente la scena underground italiana – da un punto di vista commerciale –, devo dire che attualmente è l'unica che riesce a districarsi nel mercato discografico nazionale che ormai è asfittico: il fatto di non dover produrre migliaia di copie, rimaste poi invendute in magazzino, ci fa dormire meglio la notte!

7-Da dove è partita la RES e dove vuole arrivare?

RES è partita dalla passione per la musica e per la creazione artistica unita alla sentita esigenza, come si diceva prima, di una realtà che da un lato mettesse l'artista al centro dell'attenzione, dall'altro desse un'opportunità a chi normalmente ha difficoltà ad averne per la particolarità della sua proposta. Con semplicità e a piccoli passi, ma con rigore e cura del particolare, vuole creare un personale caleidoscopio delle musiche possibili. La curiosità ci guiderà. In senso più tangibile ci stiamo indirizzando anche su uno sviluppo di commercio via internet e di contatti con distributori in Germania, Stati Uniti e Giappone (proponendo un catalogo di musiche che offrono maggiore mercato all'estero, credo sia una tappa dovuta). Essendo un'associazione culturale, RES non si muove solo nell'ambito della produzione discografica, ma anche nell'organizzazione di concerti e manifestazioni. Nell'autunno scorso abbiamo partecipato come organizzatori e con tre nostri progetti musicali a un convegno di studi tra musica e filosofia insieme all'Opus Avantra Studium, all'Università di Ca' Foscari di Venezia e alla Biennale Musica. Lo scorso 6 febbraio, nella chiesa medievale di Santa Caterina a Treviso, abbiamo organizzato una delle uniche quattro date italiane del tour della League of Crafty Guitarists, l'ensemble di 13 chitarristi nato dai seminari di Robert Fripp. Anche su questo versante cerchiamo di non stare con le mani in mano…

8-Potete dare qualche anticipazione sulle prossime produzioni?

Oltre al già citato doppio disco dei Chaos, dal titolo “Comme au temps du chaos”, che conterrà anche una traccia multimediale con un paio di video-live estratti dallo stesso concerto, pubblicheremo a breve il disco del progetto “L'Imbroglio” del batterista Lucio Bonaldo, un disco di jazz obliquo molto interessante nel quale suonano una dozzina di musicisti. Stiamo lavorando anche alla pubblicazione delle musiche per orchestra, per piccolo ensemble e elettroacustiche del giovane compositore Filippo Perocco (sue composizioni sono state eseguite nei festival internazionali più prestigiosi in Olanda, Australia, Inghilterra e Germania e trasmessi dalla BBC). Altre cose sono in cantiere e altre se ne aggiungeranno…   Abbiamo una montagna di demo ricevuti al MEI che dobbiamo finire di ascolare!!!  


AG/Onde
[RES]

Sotto la sigla AG si nasconde Alessandro Grazian, a mio parere uno dei più validi e interessanti cantautori della scena indipendente degli ultimi tempi.
In questo disco Alessandro decide di svestirsi del suo passato e del suo nome, affidandosi ad una sigla, per dare vita ad un progetto complesso e articolato. Progetto che parte da una chitarra elettrica, la quale modificata tramite computer editing, arriva a creare un suono indeterminato,   un suono puro che si muove su atmosfere Ambient e su di esse comunica e danza.
Sì danza, perché questo progetto ha visto la luce per accompagnare l'intervento di danza ambientale “onde” realizzato a Campo San Giacomo da L'Orio   (Venezia) il 23 giugno del 2002.


HALO XVI / the lost Music of Bacchanales de Fanfreluche
[RES]

Un disco che mi ha entusiasmato! “the lost Music of Bacchanales de Fanfreluche” del pluristrumentista HALO XVI é un disco d'elettronica sperimentale ma che al suo interno contiene delle pregevoli melodie ed è arricchito da interessanti inserti strumentali.

Un progetto curato anche nella registrazione e soprattutto sincero, che pur ricordando nomi noti come Howie B, DJ Shadow ma soprattutto Craig Amstrong,   mantiene un proprio marchio di fabbrica, una propria personalità.


WOLFANGO DALLA VECCHIA/Wolfango dalla Vecchia suona Wolfango dalla Vecchia
[RES]

Una serie di registrazioni live del maestro Della Vecchia ed eseguite dallo stesso, messe a disposizione dalla famiglia a dimostrazione, a dieci anni dalla morte, della sua grande creatività e lungimiranza.

A metà via tra la follia di Luciano Berio e i grandi classici,   Wolfango dalla Vecchia compositore e organista in queste quattro registrazioni che vanno dal 1974 al 1985 confonde e seduce, dipingendo a tratti immagini decadenti, futuriste, felliniane.


MAX WAVES / Airland – Studie I
[RES]

Ascoltando “Airland – Studie I” emerge senza dubbio un richiamo alla scuola del Brian Eno   più ispirato, quello di “music for a Film” o “music for airport” per intenderci.
14 suite Ambient che lente massaggiano la mente   ma che non mancano a tratti di attirare l'attenzione con dolci passaggi di pianoforte, ipnotici inviluppi o giocose dissonanze.
Si tratta quindi di un originale punto di incontro tra il vecchio e nuovo modo di fare elettronica.


MU/Milk and Magic
[RES]

Improvvisazioni, sperimentazioni, ricerca, il tutto registrato dal vivo durante un concerto a Treviso il 22 luglio 2004 e ripreso tramite un solo microfono stereofonico, in modo da riprodurre fedelmente ciò che il pubblico e i musicisti hanno ascoltato/assimilato.
Rumori di bicchieri e brusii mentre la musica si pone in bilico tra la scuola jazz newyorkese e gli insegnamenti di John Cage.
Un sax nervoso effettato che si muove sicuro in un duetto con la chitarra, nel tessuto creato da un pianoforte dissonante e le percussioni che tendono a mescolarsi con i rumori delle nostre città.    


CHAOS/ Quattordicidodicizerodue
[RES]

Un altro bel disco che sa sedurre cimentandosi in una danza tra strumenti che ha del mantrico.

Un piccolo capolavoro di equilibrio che segue una propensione sperimentale, ma che non cade mai nell'auto celebrazione, quest'ultima neo di molte produzioni nate dalla ricerca e dall'improvvisazione.

“Quattordicidodicizerodue” si pone come fine di accompagnare l'ascoltatore verso terre lontane tra tramonti sul deserto e laghetti giapponesi e   lo fa con gusto e delicatezza.


CHAOS/ Comme au Tems du Chaos
[RES]

Anche se la sua uscita é prevista per i primi d'aprile “Comme au Tems du Chaos” risulta essere cronologicamente precedente a “Quattordicidodicizerodue”.

Ad unire i due progetti firmati Chos sicuramente una forte propensione all'improvvisazione (sessioni anarchiche live),la ricerca di emozioni spontanee da riversare nell'esecuzione.

A diversificare invece “Comme au Tems du Chaos” da “Quattordicidodicizerodue” sono le sue ambientazioni più scure e nervose;a diversificarlo è un uso più intenso di tessuti elettronici anch'essi creati e suonati seguendo la scia dell'improvvisazione cosa non facile e per questo il risultato e quanto meno sorprendente.


INTROSPETTIVO/L'imbroglio
[RES]

Un'altra anticipazione, “L'imbroglio” nuovo nato in casa RES è un disco denso in cui tra vibrafono, fiati, sticker e molto altro   esplodono le sonorità Cool sperimentali care ai Soft Machine quanto alla scuola newyorkese di Miles Devis e Co..

Un numeroso organico che si alterna lungo tredici brani in una metaforica cavalcata di emozioni da brivido,che dire se non un riuscito concentrato di seduzioni.


AAVV/RESAMPLER VOLUME 1
[RES]

In conclusione, per chi vuole avere un assaggio, è stata realizzata questa compilation che risulta essere un'ottima panoramica della filosofia e della produzione RES.

Contatti: info@res-net.org - http://www.res-net.org/

Marco Tuppo