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EBRIA rec (www.ebriarecords.com) : Qualche anno fa quando Snowdonia, Bar la Muerte e Wallace (in ambito "rock e sue derivazioni") incominciarono a far uscire certi dischi in Italia ci fu chi rimase parecchio sorpreso, resta da domandarsi se la stupore fu più per il fegato delle proposte musicali o per il fatto che il già esiguo mercato interno si trovasse a confrontarsi con dei dischi rivolti ad un pubblico (purtroppo e lo dico veramente dispiaciuto) veramente esiguo..........
a cura di Andrea Ferraris |
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Con il passare del tempo alcuni hanno come si suol dire "tenuto botta" (in particolar modo le ultime due etichette del lotto, soprattutto sia per il livello qualitativo sia per la frequenza delle uscite), nonostante ciò non si può dire che spesso siano state affiancate da nuovi "paladini delle cause perse" e tanto meno dal supporto di una parte della stampa specializzata. Senza dubbio i "dischi strani" continuano ad uscire ma spesso la vita delle etichette che li partorisce è stata breve in un "Bel Paese" dove ciò "trendy" quasi sempre va a braccetto con l'aggettivo "straniero" oppure dove i "cloni slavati" sembrano adattarsi meglio ad una richiesta sempre più orientata ad un potenziale pubblico di coprofagi (su quanto le riviste specializzate siano causa, compartecipi o spettatrici in ciò che accade, ognuno la pensi come preferisce). Per fortuna però, a dispetto di quello che ho appena detto c'è chi fa della pazienza e della caparbia la goccia con cui scavare la roccia e l'Ebria potrebbe essere una realtà longeva se solo il buon gusto e la fortuna la assisteranno negli anni a venire. Oltre ad andare verso la quinta uscita, Ebria ha dato vita al Baafest, quello che è stato uno dei festival più interessanti degli ultimi anni. Nel corso di due giornate la Stecca degli Artigiani di Milano ha ospitato: Zu, Pin Pin Sugar, Tasaday, I/O, Sinistri (ex Starfuckers), Tanake, Freetto Meesto, Chuck Norris Zen Solution. "Bronto numero 3" (questa la sigla con cui la Ebria contraddistingue ogni singola uscita) risponde a Nippon and the symbol un progetto a metà fra musica e poesia. "Universobangaorfeo" contiene la musicazione di alcune letture tratte da Calvino, Buzzati e Campana.
Per quanto riguarda il futuro della label lombarda c'è l'uscita di OIOIO: una simpatica ragazza del centro Italia che armata di laptop e chitarra lavora piccole schegge electro-pop, i ben informati ne parlano molto entusiasticamente accrescendo ulteriormente le nostre aspettative e come diceva la buonanima di mia nonna: "chi vivrà vedrà". |
Ci vuole più fegato o buone ragioni per aprire un'etichetta in un momento in cui il mercato è sempre più inflazionato dai dischi, da nuovi gruppi e con la gente che oltre ad aver meno soldi da spendere in cd preferisce farli sparire in prodotti molto pompati?
Crediamo che fegato e buone ragioni siano equamente bilanciate allorché si decida di aprire un'etichetta. È vero, il mercato è inflazionato e la gente spende meno per i dischi, ma questo non esclude il fatto che si abbia lo stesso voglia di mettersi in gioco per promuovere e dare voce a realtà che, secondo noi, meritano attenzione e hanno un valore. Del resto, difficilmente si decide di aprire un'etichetta con l'idea che ci si possa guadagnare o rientrare delle spese sostenute… soprattutto se si decide di essere indipendenti per scelta e non come condizione passeggera o altro… Fino ad ora avete fatto uscire solo gruppi italiani, anzi, adesso che ci faccio caso dei gruppi che più o meno ruotano attorno all'area milanese: un caso? Una regola che non prevede eccezioni? Una conseguenza logica?È vero, finora abbiamo prodotto solo italiani, anzi, solo gruppi dell'area milanese. Possiamo dire che sono valide tutte e tre le ipotesi che hai fatto: innanzitutto… essendo dell'area milanese viene di conseguenza che si conoscano e si creino relazioni con gruppi e persone di quell'area (OvO, Uncode Duello, Bar La Muerte e Wallace); è la realtà che conosciamo meglio perché siamo a diretto contatto con essa; crediamo, inoltre, che una forma flessibile di appartenenza al proprio territorio sia comunque un valore… questa “forma flessibile” ha altresì come conseguenza logica che non necessariamente si chiudano le porte a gruppi/artisti provenienti da altre parti d'Italia o dall'estero. Ad es. la nostra prossima uscita IOIOI è di Macerata… Insieme alla Wallace e poche altre etichette in Italia (Neppure così poche poi) siete fra le rare label che danno spazio a “ensemble” (“sperimentali” o più semplicemente ostici) che altrimenti non avrebbero spazio. Anche questa è una regola di fronte alla quale pensate di poter recedere o è un “dictat” perentorio?Sai… un'etichetta è, per certi versi, una creatura strana… nasce con delle idee alla base (che sono importanti per darsi un'identità), ma non è detto che queste idee non possano modellarsi e/o rimodellarsi con il tempo. Noi siamo principalmente interessati alle musiche di ricerca, nelle quali ha un'importanza fondamentale anche la ricerca sonora (questo a prescindere dai diversi generi musicali); l'etichetta ha anche una sua vita, dei momenti storici, dei percorsi di definizione e di identità; per come stiamo lavorando… ad oggi Ebria Records si muove all'interno di territori ostici, alla ricerca di ensemble, dando “voce” anche a produzioni che difficilmente l'avrebbero. Crediamo che Ebria (e noi con lei) stia delineando e trovando un suo stile che và al di là dei generi musicali dei gruppi che produciamo… e questo è molto importante per noi. Quello che ci riserva il futuro? Lo scopriremo insieme alla nostra “piccola” creatura. Nel corso dell'anno che si è appena concluso avete organizzato un festival di due giorni che per quanto mi riguarda, sia come qualità dei gruppi che come atmosfera è stato fra gli eventi più interessanti dell'anno. Siete soddisfatti di come è andato il Bääfest? Ci raccontate qualcosa di più sulle dinamiche organizzative etc.? Potete inquadrarlo per chi non l'ha visto e non ha idea di cosa si trattasse?Grazie per i complimenti al BääFest. Il festival è un evento al quale teniamo moltissimo; siamo molto soddisfatti dell'andamento dell'evento… sia per la qualità (e disponibilità) dei gruppi che vi hanno preso parte, sia per la risposta del pubblico. È stato un evento piacevolmente faticoso da organizzare, ma ne è valsa la pena. Nei due giorni è passato molto pubblico, persone interessate alle proposte (anche quelle meno note), c'è stata grande attenzione alle esibizioni, il tutto in un clima eccezionale che ha coinvolto e messo a diretto contatto tutte le realtà coinvolte: pubblico, organizzatori e gruppi…. meglio di così!?! Il tutto è nato dal nostro desiderio di essere un'etichetta in grado di produrre dischi, ma anche in grado di offrire proposte al territorio e in grado di collaborare con le altre realtà musicali, e non, con cui siamo in contatto. Pensiamo che questo sia un periodo abbastanza favorevole, a livello musicale indipendente, per il territorio di Milano. Il festival è nato dalla collaborazione con il gruppo di ControProgetto che gestisce la Stecca degli Artigiani presso la quale si è svolto il festival. L'idea che sta alla base del BääFest - Festival Free-Impro-Minimal-Core è la seguente (cito dalla presentazione dell'evento): Il BääFest è l'occasione per unire e far conoscere diversi gruppi italiani che si muovono nell'ambiente della musica sperimentale (free, jazz, minimale, d'improvvisazione, etc.). I soggetti coinvolti provengono da diverse parti d'Italia, alcuni più noti, altri meno. L'idea è quella di offrire uno spaccato di un modo “altro” di intendere e diffondere musica. Quest'anno chissà… forse non ci saranno solo gruppi o artisti italiani… Ci sono gruppi che non avete ancora prodotto che vi piacerebbe fare o che vi sarebbe piaciuto fare in Italia?Ci sono alcune prossime novità. Innanzitutto IOIOI che uscirà a breve, in questo caso Ebria aprirà le porte anche ad un lavoro che introduce ottimi elementi di elettronica. Ci sono molti gruppi che ci piacciono e che conosciamo… ad esempio ci piacciono molto i Tanake di Firenze… oppure come non pensare ai bravissimi Sinistri (ex Starfuckers). Secondo delle statistiche riportate alla radio ed in tv la quantità di pubblico che in Italia va a vedere dei concerti sembra aumentata. Pensate che sia vero? Pensate che ciò possa influire sull'esistenza di etichette e di gruppi come quelli che producete?Abbiamo notato che c'è una sorta di ritorno di pubblico, anche se spesso molto del pubblico che si vede ai concerti è composto da “addetti ai lavori”, ma non siamo in grado di quantificare o identificare un reale aumento… e non crediamo che questo possa influire sull'esistenza di gruppi o etichette; ad es. non abbiamo prodotto I/O pensando a folle oceaniche ed urlanti durante i loro concerti… poi, come succede spesso in Italia… un basso riscontro di pubblico, a volte, dipende dal semplice fatto che si è italiani; all'estero alcune proposte hanno maggiore riscontro e l'essere stranieri (in Italia) sovente aiuta. Visto che bene o male ruotate attorno Milano, forse siete in grado di spiegare perché una volta era un centro nevralgico da cui passavano più o meno tutti mentre ora (per i concerti) è più sonnolenta di molte città di provincia. Non c'è stato ricambio? Pensate che le cose possano cambiare? In che modo?Non crediamo che la sonnolenza alla milanese dipenda dalla mancanza di ricambio… Milano sta cercando di risvegliarsi e le diverse realtà (label, gruppi, organizzatori, locazioni, etc.) stanno iniziando a comunicare tra di loro e a coordinarsi. Forse manca “pubblico”… ossia persone che non siano all'interno di meccanismi artistici ed organizzativi, ma per quello aspettiamo per vedere come prosegue… Potremmo farti il discorso un po' trito e ritrito della città ricca, città della moda e dell'economia etc. etc., ma non ci crediamo molto. Forse è più vero che ogni cosa ha un andamento simile a frequenze d'onda, con interesse e riscontro che sale e scende in diversi periodi storici, con alti e bassi connessi. La stampa vi ha dedicato un minimo di attenzione? Se sì, chi? Pensate che le cose cambieranno in meglio?La stampa ci ha dedicato un po' di attenzione; abbiamo ricevuto diversi attestati di stima, soprattutto dalle persone con le quali abbiamo collaborato; oppure penso a webzine come Sands-Zine, che ha sempre parlato molto bene del nostro lavoro; I/O ha ricevuto buone recensioni anche in ambito jazz (penso ad All About Jazz). Diciamo che un po' di attenzione in più non ci dispiacerebbe, ma siamo convinti che le cose cambieranno in meglio… C'è qualche episodio che vi ha spinto ad andare avanti fino ad ora? Ed all'opposto esiste qualche episodio che invece vi ha fato venire voglia di smettere?L'episodio che ci fa andare avanti è la nostra passione per la musica, poi… le minestre che si mangiano quando si suona o si viaggia in giro per concerti… ah, poi dimenticavo il cigno arrosto con patate, tanto caro ai Rosolina Mar. A parte gli scherzi… ogni nuova scoperta/incontro e ogni nuova uscita è già di per sé un bell'episodio e poi… il BääFest è un gran bel motore per noi… Episodio che potrebbero farci smettere? Finora no! Forse l'aumento del costo del diesel… Come siete arrivati a certi ascolti, nel senso carriera simile a tutti del tipo che a quattordici anni Metallica, a sedici grunge e poi noise e a venti sperimentazione? Oppure vi siete svegliati un giorno e avete detto: “da oggi ascolto solo avanguardie giapponesi!”? Oppure ancora avete deciso di punto in bianco che ascoltare sperimentazione ed avanguardia dava lo status di nerd o di intellettuale a pieno diritto e vi interessava conquistarlo?Risposta non seria: 4 percorsi molto differenti tra di loro, c'è chi arriva dalla classica e dalla contemporanea, chi dal metal e via dicendo (chi il metal ha iniziato ad ascoltarlo a 26 anni), chi dal D.I.Y., chi dall'interesse per alcuni grandi voci, vedi Buckley, Stratos etc. La scoperta e la ricerca viene da sé quando la musica non è solo un passatempo. Risposta seria: se sei brutto, antipatico e poco avvenente per fare rock'n'roll, non ti resta che buttarti sulle avanguardie e fare l'intellettuale! Quali dischi apprezzate al di fuori del contesto in cui vi muovete, intendo “quelli normali” (mamma mia che ho scritto!!). Quali vi hanno maggiormente influenzato e quali etichette, persone, situazioni? Uscite future, progetti? (Ebria Records: Marco De Marco, Accursio Graffeo, Andrea Reali, Paolo Romano).
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EBRIA rec (
Per quanto mi riguarda il manifesto programmatico dell'etichetta potrebbe essere esplicito fin dalla prima uscita, ovvero quel disco degli
Per la seconda uscita la Ebria sceglie la coproduzione di "
L'idea anche in questo caso forse è un po' limitata senza la performance live, pur legandosi alla categoria delle musiche non tradizionali, paradossalmente si tratta del lavoro più "tradizionale" uscito su Ebria. Direi che si respira un'atmosfera improvvisativa anni '70, avete presente la Cramps record? Sì, bravi, proprio quella degli Area, di Cage, degli Electric Frankenstein dei lavori solisti di Stratos giusto per citare alcune delle cose più famose. Se in primis questo cd sembra vagamente sullo stile di un progetto simile nel quale Andrea Centazzo (a proposito di gente che è "famosa…ma quanto?") musicava le poesie friulane di Pasolini, in diversi episodi sembra invece molto più vicino ad alcuni lavori e partecipazioni di Andrea Ceccon dal dopo Voci Atroci (qualcuno li ricorda?). Cerchiamo di inquadrare meglio questo fotogramma: liriche infami che scavano nel petto, la recitazione volendo è "classica", ma impeccabile, tanto che per forza di cose relega a tratti la musica a mero contorno un po' come il pollo arrosto relega le patate ad una portata secondaria quasi decorativa, la musica sotto al testo si muove da folate "classico contemporanee" a piccole e martellanti andature "kraut" o "prog-evolute". Il gusto di vecchie droghe trovate nel cassetto di papà, i fumogeni, l'eskimo, la tensione la tv in bianco e nero e gli slogan studenteschi interrotti da un' "art performance" al limite della provocazione, atmosfere pesanti come quelle di questo disco.
L'ultima uscita del piccolo dinosauro è