
di Giuseppe Verticchio |
Perché hai deciso di dare vita ad un'etichetta e soprattutto di far uscire delle cose così particolari nonostante abbiano un mercato piuttosto esiguo (non solo in Italia)? E come mai fai uscire dei CD-R (nonostante nel tuo caso specifico la qualità sia talmente alta che spesso sono più curati a livello grafico di molte uscite “stampate”). E' poi estremamente piacevole leggere considerazioni come le tue: sono sempre stato convinto che l'ottima qualità di una proposta musicale vada supportata con un'altrettanto ottima veste grafica e confezione. Certo, alla fine è la musica quella che conta, ma come recita un vecchio adagio “anche l'occhio vuole la sua parte”. E' anche divertente osservare le reazioni delle persone quando si accorgono di avere in mano un “semplice” CD-R invece di un CD stampato. Comunque, per evitare qualsiasi fraintendimento e/o delusione, ogni uscita Afe pubblicata in questo formato ha sempre riportato ben in vista all'esterno dell'artwork il logo CD-R. Esiste una ragione in base alla quale differenzi le uscite da CD-R a CD stampato in fabbrica? Diverso il discorso per “ Zehn Tage (Touka) ” di Telepherique + Maurizio Bianchi , l'unico CD completamente prodotto da Afe fino a questo momento. In quel caso sono stati gli autori a chiedermi se sarebbe stato possibile pubblicare il disco in quel formato. Ci ho pensato un po' e vista l'ottima qualità della musica e la storica importanza delle persone che l'hanno realizzata, ovviamente ho accettato di buon grado. Si è trattato però soltanto di una specie di esperimento, riuscito anche particolarmente bene devo dire. Non è infatti nelle mie intenzioni realizzare produzioni su larga scala, preferisco di gran lunga continuare a proporre quelle piccole edizioni in CD-R in cui Afe si è specializzata negli anni. Probabilmente ci sarà ancora più in là qualche CD marchiato “Afe”, ma si tratterà soltanto di eccezioni o di ulteriori esperimenti. Ed infatti in catalogo, a fianco di alcuni nomi più o meno noti dell'elettronica nazionale, non avevo potuto fare a meno di notare che c'è anche Maurizio Bianchi… Qual è il riscontro della Afe fuori dall'Italia? Il problema principale per te quale era: il fatto di poterti ingrandire troppo o di poter perdere il controllo diretto su ciò che concerneva la tua etichetta? Con Rough Trade fu piuttosto divertente, il tipo si esprimeva in un inglese di gran lunga sotto i limiti della decenza, ma da quello che ero riuscito a decifrare pretendeva che gli spedissi tramite corriere una quintalata di dischi, senza darmi in cambio alcuna garanzia sul come e quando li avrebbe pagati... Gran personaggio! Ed ora passiamo a te, so che hai una discografia personale molto corposa, puoi illustrarci in quali progetti sei coinvolto o sotto quali moniker si può trovare Andrea Marutti? I progetti musicali che mi vedono coinvolto sono numerosi e assai diversi tra loro. Questa caratteristica rispecchia i miei diversi interessi ed un po' anche la mia famigerata MPD... OK, a parte gli scherzi, i miei due alias più conosciuti sono senza dubbio Amon e Never Known , due progetti di natura Ambient/Dark-Ambient che nel tempo si sono anche incrociati diverse volte. Sono sempre stato affascinato dalle grandi civiltà del passato e dall'archeologia spaziale. Quand'ero bambino mio fratello si comprava un sacco di libri di fanta-archeologia ed io praticamente li divoravo. La cosa che mi colpiva di più era l'ipotetica relazione tra lo sviluppo di queste civiltà e le visite compiute sulla Terra da abitanti di altri mondi. Un tema che ancora oggi mi è molto caro e mi ispira. Lips Vago , progetto completamente aperto a qualsiasi contaminazione stilistica, invece è sicuramente la creatura musicale che più mi somiglia. Si tratta di elettronica ritmata distante anni luce dalle mie produzioni Amon / Never Known, una bestiola dal cuore melodico e dallo spirito lieve in cui confluiscono gli stimoli che mi circondano quotidianamente: la bellezza delle donne, l'interesse per i computers, la visione di strani films e molto, molto altro… Il magico duo Wolkspurz & Ramirez invece è una specie di costola staccatasi volontariamente da Lips Vago lungo la strada. Dopo aver seguito per lungo tempo una ferrea dieta masticando le musiche più assurde, ha risputato fuori un elettronica spassosa a tutto tondo ricca di influenze derivanti dagli Anni Ottanta, l'Incredibly Strange Music, il Moog Sound e tante altre cosine di cui è bello non vergognarsi. Con Spiral ho sperimentato forme elettroniche più legate alla casualità, escursioni nel noise più assurdo ed atmosfere surreali. Questo è un progetto mutante, e per sua natura cambia spesso forma, rendendomi difficile aggiungere altre parole per descriverlo. Negli anni ho operato anche con diverse altre sigle, ma si è sempre trattato più o meno di creazioni estemporanee, non di progetti veri e propri. Da un po' di tempo a questa parte mi sono proposto dal vivo con il mio nome di battesimo ed anche come The Afeman . Al momento, pur non avendo abbandonato nessuna delle creature menzionate sino a qui, sto raccogliendo idee e materiale per realizzare un disco a mio nome. Come hai iniziato ad ascoltare generi così particolari, sempre grazie a tuo fratello o il solito amico che ti presta “quel disco che ti cambia la vita”? So che nonostante la Afe sia un'etichetta con una sua fisionomia ben definita in realtà tu sei un ascoltatore a 360°: c'è del materiale italiano (questa web-zine si occupa proprio di quello) che ti è piaciuto negli ultimi anni (o dei live-situazioni performance-etc..)? Sul fronte femminile sono contento di vedere lanciatissime IOIOI e Madame P, al secolo Patrizia Oliva. Della prima è appena stato pubblicato l'esordio in CD da parte dei ragazzi dell'Ebria Records, un acquisto che mi sento di consigliare a scatola chiusa. Patrizia non ha ancora pubblicato un disco “ufficiale”, bensì delle autoproduzioni in edizione limitata, ma non credo che ci vorrà ancora molto perché qualche etichetta si faccia avanti per produrla. Anche i loro live sono molto interessanti, della serie “belle e brave!”, sperando con questa affermazione di non passare per uno della vecchia scuola... Restando alla dimensione live, recentemente mi è capitato di assistere a diversi concerti dei Ronin, davvero grandi e con un sound stupendamente romantico! Uno di Sarebbero molti altri i musicisti italiani operanti in questo campo che mi sentirei di citare, ma avendo pubblicato diversi loro lavori su Afe, ciò rischierebbe di diventare banale pubblicità, e nemmeno troppo occulta. Ultimamente mi capita sempre più spesso di leggere, sentire o comprare musicisti “sperimentali” italiani che pubblicano per etichette di culto estere di cui alle volte qui non arriva quasi notizia. Una nuova stagione? Un piccolo tesoro sotto casa?…Una spiegazione?…Oppure mi accontento di un semplice commento. AMON/Foundation [Afe/Eibon 2005]Un sodalizio che si ripete quello fra Afe ed Eibon, le due etichette si erano già incrociate in occasione dell'uscita di True Colour of Blood. Quale occasione migliore per uno sforzo congiunto se non quella di una colossale doppia raccolta di Andrea Marutti targata Amon?. Questo doppio cd raccoglie l'ormai irreperibile full-length che era stato stampato dalla Murder Release nel 1996, il limitatissimo cd-r "Mer" uscito su Blade records del 2000, ed alcune tracce inedite o bonus. Credo che le parole con cui la Eibon descrive Amon come una vera e propria "leggenda dark ambient" siano appropriate oltre che indirizzare chiunque stia leggendo nei territori calcati all'interno di questo disco. Lande desolate, verrebbe da dire facendosi suggestionare dalla copertina e verrebbe da aggiungere "aree arse dal sole", ma sinceramente più che di processi di desertificazione credo che si possano utilizzare le inflazionatissime parole di Sun Ra: "Space is the place". La maggioranza delle tracce (per esempio Prepare to leave, Oririon e la title track Foundation), sembra ricostruire un ambiente siderale/amniotico per il super-feto di Kubrick, quando non ricorda addirittura gli esterni fatti sull'astronave della celebre odissea spaziale (ed essere messi in parallelo con Ligeti in un film impostato sulla colonna sonora non è cosa da tutti). Sull'altro versante invece si trovano pezzi come Uhura photons, Secret chamber, Mopula che si concedono a spiragli di melodia per quanto chiaramente non si tratti certamente di melodie alla Brian Eno. Il disco è corposo e molto omogeneo (infatti nonostante le distinzioni fatte sopra non si tratta di due tipologie di pezzo), quelli più consumati fra di voi, o meglio i più pratici del genere, credo che non potranno fare a meno di notare che, contestualizzando le tracce del 1996, Amon era sorprendentemente al passo con alcune delle migliori cose che ruotavano attorno al filone "dark ambient" ed al giro isolazionista. Potremmo dire Aura piuttosto che Thomas Khoner, o Eclipse invece che Final: i drone non vengono mai tagliati in modo brusco, i suoni e le atmosfere si sovrappongono in modo graduale tanto che lo stordimento durante l'ascolto è da mettere in conto come un effetto collaterale. Drones bui ma non si respira aria "death ambient" o nessuna atmosfera stile Cold Meat Industry…"provare per credere". Andrea Ferraris |
AFE Records (
Ed ora passiamo a te, so che hai una discografia personale molto corposa, puoi illustrarci in quali progetti sei coinvolto o sotto quali moniker si può trovare Andrea Marutti?
questi si è tenuto all'inizio di Luglio in occasione del Tagofest a Marina di Massa, una meravigliosa kermesse a cui anch'io ho avuto il piacere di essere invitato come musicista e label-owner. I gruppi che ho apprezzato di più in questa circostanza sono stati: i tuoi Deep End (...e ti avevo già detto anche di quanto mi sia piaciuto il disco ben prima di cominciare questa intervista!!!), gli In My Room, anche se li ho ascoltati un po' distrattamente smontando il mio set, i Calomito, stupenda bomba fusion pomeridiana, e i Pecksniff, seppure privi – a mio modesto giudizio – di una loro personalità.
AMON/Foundation [Afe/Eibon 2005]