|
Per questo numero abbiamo scelto di presentarvi
la PK records: una piccola etichetta
indipendente Alessandrina nata da poco.

Una breve intervista ad Alessandro effettuata via mail
da Jummah vi spiegherà meglio di cosa si tratta.
Com'è
nata l'idea di investire del tempo in una piccola etichetta?
Son cose che immagino
spesso succedano a gente più giovane ( noi viaggiamo sui 30
) o già con esperienze musicali.noi siamo stati solo e sempre
ascoltatori ma iniziando a lavorare stavamo perdendo una parte
di questa nostra identità "rocker" (è patetico ma immagino
sia così..) per cui abbiam deciso di creare la PK.il motivo
contingente è stato il disco dei Polis.
In
quanti lavorano alla PK rec.? Siamo 5.cioè
4/5 dei T.Mossi D. più Pol che è il DJ che ha prodotto Polis,
One By One e il demo per T.Mossi D. ..Siamo un po una cooperativa
Com'è la situazione musicale
ad Alessandria? Come a NY nel '77.no.scherzo.direi
nella media delle piccole città di provincia.ora di buono
direi che c'è anche, oltre i 2 centri sociali, un buon locale
per concerti, l'AX, una sala prova comunale per i più giovani,
e molti garage affittati a gruppi.però io conosco praticamente
solo i gruppi PK o da noi "distribuiti". più i Bigots, un
gruppo di hardcore melodico che suona da almeno 5 anni e
che ho visto spesso dal vivo.
Ho notato che alcuni gruppi
vengono solo distribuiti (EN; Deep End);si tratta di una
situazione temporanea o pensi di portare avanti questa idea?
L'idea vorremmo portarla avanti, anzi anche fare
coproduzioni se possibile.per ora facciamo così: dà + spessore
all'offerta dell'etichetta.non costa nulla..ci si dà una
mano con altri. Poi
non è che si tratti di distribuzione in senso stretto: ovviamente
non abbiamo magazzini e logistica. però se qualcuno vuole
promuoversi sul sito della PK ben venga.Poi nel caso di
Deep End e EN sono concittadini, ci si conosce, quindi la
cosa è più automatica.
Puoi
fare un elenco dei gruppi che per adesso producete e fare
una breve descrizione di loro?quali sono le prossime uscite?!
Allora.per ora abbiam prodotto un solo disco, quello
dei Polis, e
ora vorremmo farne uscire uno di un gruppo di Alessandria
che si chiama One By One We Are All
Becoming Shades.fanno un misto di lo-fi, dark, e
colonne sonore da film di Lynch. Poi nel catalogo abbiamo
anche la distribuzione di EN
e Deep End, più Handrail
( un vecchio gruppo di Is dei Polis ormai sciolto di cui
abbiamo delle registrazioni,una via di mezzo tutto sommato
tra i Burning Defeat e i Deep End.) e i T.Mossi
D. che sono in sintesi il gruppo dove suonano gli
"azionisti" della PK, per cui abbiamo appena fatto un demo
registrato da Pol, il "DJ" dei Polis
Progetti
futuri? A breve fare uscire One By One.anche
in coproduzione (chi è interessato può scaricare 2 mp3 dal
nostro sito). a lungo direi continuare senza fretta a fare
uscire dischi.trovare "partner" con cui fare coproduzioni,
organizzare concerti e trovare un distributore.dato che
lavoriamo tutti l'idea è mantenere dei ritmi di produzioni
abbastanza rilassati, 1 o 2 cose l'anno..finché ci assiste
la passione e la voglia di non essere "lavoratori" a tempo
pieno penso possa durare un po'.
Mi
sono accorto che tra di loro i gruppi sono a volte molto
differenti, nel senso che non seguono tutti lo stessa filone
musicale...quindi la scelta dei cd da parte vostra dipende
solo da una questione di gusti personali? il
genere non è un problema.noi 5 "azionisti" abbiamo gusti
abbastanza diversi e ognuno di noi, al di là delle sue fisse,
ascolta più generi.per cui basta che il disco piaccia.non
siamo in grado di elaborare strategie d'offerta precise,
del tipo "diamoci un immagine e un catalogo da etichetta
elettrofolk politico"(dico la prima cazzata che mi viene
in mente) basta la soddisfazione di produrre roba che pensi
abbia senso far ascoltare agli altri..che possa emozionare
l'ascoltatore. un atteggiamento genuinamente pop.spero.tra
il pop il coop.dato che siamo, tra chi suona e chi produce,
tutti amici e conoscenti.
Sono
ormai tantissime le piccole etichette che nascono ogni giorno,
e sembra che tra di loro si facciano concorrenza anziché
aiutarsi. Hai mai avuto occasione di collaborare o di scontrarti
con qualcuno?! Abbiamo
chiesto consigli alla Green Records e Wallace..e fatto scambi
con A La Coque, Loveboat, Bar La Muerte, Meltedsnow (sono
inglesi). C'è scarso aiuto tra noi piccoli? Forse si, probabilmente
perché è una guerra tra poveri: poche strutture per concerti,
poco pubblico, pochi soldi, poca distribuzione, ..e troppi
dischi che escono.e tutti quelli che ci investono vorrebbero
giustamente le loro soddisfazioni..mica far soldi. giusto
non perderci troppo e avere un po di riconoscimento.in più
stiamo parlando di etichette che non fanno musica tradizionale
italiana.questo secondo me abbassa ancora i margini di sopravvivenza.direi
alla fine, per la mia breve esperienza, che è inevitabile.Comunque
ben vengano tutte le forme di supporto reciproco.anche post-it
mi sembra nato per questo tutto sommato.mi viene in mente
anche il CD di Equilibrio Precario dedicato alle etichetti
piccole e piccolissime.
A
chi devono spedire il cd i gruppi interessati?
L'indirizzo, presente anche nel sito, è:
http://www.pkrecords.it/
Pussy Koan Records
C/O ufficio postale
via Cavallotti 54
15022 - Bergamasco (AL) - Italy
Vorrei rimarcare che i demo o le cassette sono molto ben
accette. più roba ci arriva più contenti siamo.
grazie ancora e ciao
Ale
|
|
|
 |

Diamo
spazio a quelle voci che per motivi vari non sono uscite
dal coro per arrivare alla copertina di uno dei quattro
numeri di Post? finora editi, cd che comunque hanno felicemente
girato nei nostri lettori a casa rendendoci happy. Siamo
sempre alla ricerca di spiriti affini, in fondo.
Buio Omega fa parte di quella scena di Varese delineata
a suo tempo da Rumore (ma quante microscene esistono…perché
non parlare e valutare in toto la scena italiana?). Quello
che ci è arrivato è un demo, dalle tinte scure e troppo
carico di bassi. Queste le caratteristiche anche del suono
della band, ad evocare sensazioni da inconscio abbandonato
e ripiegato su sé stesso, condito da voce recitata e dissonanze
cullate da ritmi lenti e delicati. Un oscuro oblio. (contatti:
natalino.brunetti@tin.it
). Object Astra propone canzoni lunghe, cantate da una voce inglese improntata
lo-fi che si perde e si nasconde sotto la musica, musica
a forma di suite che farebbero pensare alla psichedelia,
variazioni in movimenti senza cambiamenti tonali, senza
chiaroscuri. Peccato, visto che il violino potrebbe dare
phatos ad un amalgama piuttosto piatto e poco sfaccettato.
Soluzioni a tratti simili ai Milaus anche se con pochissimo
piglio a confronto. Sarà anche la scarsa qualità dell’incisione
del demo che non aiuta di certo (contatti: objectastra@hotmail.com ). Dilatazione suonano
con una decisa intenzione Post composizioni in modo minore
di ambientazione statica, con testi, situazioni e intercalare
cantato/parlato che ricordano i primi Diaframma (stanze
vuote), il tutto venato qua e là da spunti e rotture noise.
Poco uniforme, anche se ben suonato e ben registrato questo
“Fotogrammi”, manca di una linea che unisca il
tutto, restando a tratti un esercizio di stile (contatti:
dilatazione@yahoo.it).
Parlano rock italiano i Divelta,
nella loro “Crisalide”, un rock che non dispiace
affatto. Bella voce femminile agguerrita come una Consoli
e arrangiamenti da camera di basso, batteria e chitarra,
orientati alla raffinatezza e al dialogo fra gli strumenti.
Poca concessione al commerciale quindi, e un deciso gusto
per l’espressione e l’introspezione. Merita davvero “Rinascere”.
Un mini davvero ben concepito, suonato e registrato
(contatti:divelta@hotmail.com
). I Northpole non sono una sorpresa, anche
se difficilmente possono rientrare nei confini di questa
fanzine. Il territorio è il pop, semplice e efficacissimo
(ricordate gli Smiths?), con tutti i pregi di una comunicazione
istantanea. Naturalezza e comunicazione è quello che traspira
da questa musica semplice e mai banale, nettamente distante
dalle comete pop a cui lo stivale ci
sta abituando di questi tempi, roba da un disco
con la major e poi via nel cassetto se non hai venduto.
Qui di spessore ce n’è tanto e poi a noi piacciono. Da
ascoltare. W il pop italico allora se si chiama Northpole,
Perturbazione etc etc… (contatti: federica.colella@libero.it
). Spazio importante
per un gruppo della PK records, a cui è dedicato parte
dell’ editoriale di questo numero. Merita già il nome:
One
by one we are all becoming shades. Esplorano I
territori dilatati della musica per addizione, suono su
suono tessendo e dilatando atmosfere da spazi aperti su
trame raffinate. Non ci sono solo i Polis all’ombra della
PK. Sentiremo ancora parlare di questo duo alessandrino
(contatti: e.brunoldi@tin.it ). Segnaliamo anche The Frozen Fracture,
che aprono il loro cd con una connessione via modem, per
connetterci verso la sperimentazione casalinga strumentale
chitarristico/lo-fi delle 16 tracce dense di melodie e
sospensioni di “The Thermal Sink”. Un paradiso
in cui perdersi per molti, pericoloso inferno per altri:
attenti a non farsi portar via dalla troppa libertà di
espressione, si rischia di percorrere la tangente (contatti:
frozen_f@hotmail.com).
Piacevolmente colpiti dal free jazz post di Anatrofobia, non abbiamo
ancora trovato spazio e collaborazione per una copertina
che meritano (contatti:info@anatrofobia.com
). Sempre nel territorio del free Zero Tolerance for Silence, dal profondo sud segni di noise durissimo,
scolpito in brani che cambiano forma ad ogni esecuzione
a seconda dell’ispirazione del gruppo. Un demo che li
valorizza ancora poco. Li aspettiamo ad un’uscita ufficiale
(contatti: psichic@libero.it
). E’ passato
da queste parti anche Alessandro Raina, “Colonie Paradie's”, collage folk minimale
intimista di difficile amalgama ma con ottime intenzioni,
uscito già da tempo per cane Andaluso. Segnaleremo sicuramente
le sue prossime uscite (contatti:
artaud@libero.it).
Materiale arrivato quasi fuori tempo limite in una trattoria
Emiliana quello di U-Topia che ci segnala come il bristol
sound o la scuola Dj Shadow abbia lasciato tracce anche
da queste parti. Voce femminile, cantato in inglese intrecciato
a basi, una sorta di formazione alla Lamb, che si fa ascoltare
in questa interessante autoproduzione lunga (contatti: kiara_gu@hotmail.com).
Da segnalare infine i Vic Larsen, (contatti:
massimobressan@infinito.it)
con il loro ultimo lavoro “Abitazione” prodotto
da Francoise Cambuzat, secco e tagliente nei suoni e nei
contenuti come la forma della loro musica, retaggio di
hard-core (?) o meglio dei Public Image Limited, come
dichiarano. Un po’ scarno nelle soluzioni e negli arrangiamenti,
ma bello e meritevole di degna segnalazione. Eppoi chi
siamo noi per giudicare?
|