Non solo Post
intervista di Andrea a Laundrette/Red House Blues e Joe Leaman,
due realtà molto "americane" nel panorama indie italiano.


intervista ai Joe Leaman,
[maggio-giugno 2002]

Un adesivo appiccicato sulla copia di Crappy... dice all'incirca che siete una delle band più finest al mondo. Mi racconti com'è andata la storia e come ci si sente a essere considerati appunto finest?
Non lo sapevo.
Cosa c'e' scritto su quell'adesivo e soprattutto chi ce lo ha messo ?
Comunque fa piacere, è una bella sorpresa.

Ma come non lo sapevi? Me l'hai spedito tu il disco, dopo l'allagamento di casa tua. Possibile che non ti sei accorto dell'adesivo in bella mostra appiccicato sopra la copertina? Ho capito. Allora lo avevo preso da qualche disco che avevo appena comprato, tanto per farmi due risate. Vedo che ha funzionato...

Vi ho fatto pubblicità con tutti i miei amici dicendo che siete una delle band più finest del mondo! E quell'adesivo l'ho pure appiccicato sul libro che stavo leggendo in quel periodo, mi piaceva l'idea di mescolare le cose. Va be', per me siete lo stesso una delle band più finest.
Ma quindi era solo per farti due risate che mi hai detto che a San Martino Spino, al Festival delle Valli, avresti cercato di abbordare Thalia Zedek per un'eventuale futura collaborazione?

No, quello era serio. Il problema è stato che Thalia è arrivata maledettamente tardi e quindi non c'e' stato il tempo. Ci ha ripromesso che quando torna in Italia cercherà di collaborare con noi. Lei è incredibilmente brava. Quando le abbiamo parlato ero emozionatissimo, mi sembrava di parlare con il presidente della Repubblica.


In un'intervista di due anni fa su rockit, parlando della Soundmachine che distribuiva il vostro secondo disco, quel Crappy Barband Shocklrock che ci hai messo un sacco di tempo a mandarmi, sempre per la questione dell'allagamento di casa tua, dicevi questo: "Abbiamo due amici in più che ci danno una mano. Speriamo molto nella distribuzione, ma anche in questo caso è un poco presto per parlare di risultati concreti. Siamo comunque fiduciosi e, se non altro, abbiamo a che fare con due persone piacevoli e che non ci rompono le palle."
Com'è andata a finire? E casa tua, va meglio?

In casa mia va meglio, decisamente. Per quanto riguarda la barriera corallina, Rudy è un ragazzo fantastico anche se alcuni gruppi che avevamo incontrato in giro per l'Italia ce ne avevano parlato male. La Soundmachine invece non ci ha mai inviato una lira, nonostante i resoconti parlassero di un certo numero di copie vendute. Dopo un poco comunque avevano smesso di arrivare pure i resoconti e non riuscivamo a trovare Mario Ruggeri, il titolare, nemmeno al telefono. Quando lo trovavamo rispondeva solo "Pronto, pronto" e dicendo che non sentiva nulla. Ora Mario Ruggeri ha una nuova etichetta, la Freakshow. Raccomandiamo chiunque di aspettare prima di dare una lira a quest'uomo, potrebbe succedervi che non vi ritorna più indietro.

I resoconti che la Soundmachine vi ha spedito di quante copie vendute parlavano?
Non rispondo sui dettagli, perché non voglio sbagliare di una copia e avere casini. Di questa faccenda non vorrei più parlare...

Non parliamone più, allora.
Il vostro primo disco era autoprodotto; il secondo è uscito per Barriera Corallina; Fried Sponge, l'ultimo, uscito a marzo, è su Gammapop. State facendo come il Vieri dell'inizio che ogni anno cambiava una squadra. Ma come Vieri il vostro ingaggio nonché valore lievita a ogni passaggio? Come vi trovate in Gammapop? Come l'avete contattata? E, per finire, la Gammapop sarà la vostra Inter?

Non penso che il paragone con Vieri sia azzeccato, innanzitutto perché lui gioca dieci partite all'anno, mentre noi dal vivo suoniamo molto di più. Inoltre il nostro ingaggio è praticamente nullo per quanto riguarda le etichette di appartenenza. Sul discorso della nostra Inter, spero di non fare la stessa fine dell'Inter di quest'anno.
Il contatto con Gammapop è avvenuto nel modo più classico. Ci hanno sentito, gli siamo piaciuti e ora siamo li.

C'è un mio amico che sogna di fare il musicista. Ma è costretto a fare un lavoro che odia, per pagare le rate della macchina, per comprare un microfono nuovo, la chitarra. Va a suonare in locali di terza classe dove gli pagano un anticipo sul compenso pattuito, poi chi s'è visto s'è visto. Ma ai Joe Leaman non piacerebbe prima o poi riuscire a sopravvivere di canzoni, di dischi, di concerti?
Di al tuo amico che quasi non c'e' speranza. Un sacco di gente ci chiede se sopravviviamo con il nostro gruppo. La risposta è no. In tutti i casi, fino a che la passione dura si va avanti, quando non ci sarà più la spinta ci faremo da parte.

È una mia impressione, o sei sfiduciato?
In che senso ? Se sfiduciato significa che penso che non potrò mai vivere della mia musica e che nessuno mi regalerà mai nulla ne a me ne tanto meno al mio gruppo, allora sono sfiduciato. Ma lo sono sempre stato. Ripeto: La cosa che ti fa andare avanti in questo "mestiere" è la passione e la convinzione. Sia quella tua, sia quella delle persone che lavorano con te, come ad esempio il nostro manager Ugo Mazzia, una persona che in molti dovremmo imitare per correttezza, professionalità e per un senso umano molto spiccato. Altrimenti non so cosa intendi. Io la fiducia nel lavoro del gruppo ce l'ho, penso che stiamo facendo ottime cose e che le cose che faremo a breve saranno ancora migliori di queste. I Joe Leaman sono un progetto da portare avanti con il maggior impegno possibile. Dei trend del momento, della copertina di un mensile o di una apparizione su MTV non ci frega molto. Se vengono,  bene. Se non arrivano, vorrà dire che i grandi canali non si accorgono della buona musica. Da sempre è così. Questa alta considerazione del nostro lavoro porta alcune persone a dire che "ce la tiriamo". Che pensino quello che gli pare. Noi pensiamo a noi stessi, ai gruppi che ci piacciono e basta, senza implicazioni di "scena" o altre puttanate. Non vogliamo battere un cucchiaio su un tamburo e pretendere che gli altri dicano che questa sia arte. Cerchiamo di scrivere belle canzoni, tutto qui.

Ma ti ci vedi come Bugo a firmare per la Universal? A entrare nel mondo dei grossi nomi e grossi calibri? A poter dedicare giornate intere alle tue canzoni anziché la notte e i fine settimana? Quanto cambierebbero le vostre canzoni se i Joe Leaman diventassero di colpo famosi e non dico ricchi, ma almeno riuscissero a sopravvivere di musica?
Non so nemmeno cosa sia la Universal. Non mi vedo a firmare niente. Se dedicassimo tutto il giorno alla musica ci stancheremmo, molto probabilmente. Noi viviamo già della nostra musica. Il fatto che poi non si diventi ricchi non lo vediamo come un problema.

C’è qualcosa che avete ascoltato-letto-visto in questo periodo che vi abbia colpito particolarmente?
Per quanto riguarda le letture, io ho letto "Il calciatore suicidato" di Carlo Petrini e devo dire che vale molto di più come scrittore che come attaccante.
Dischi ? Direi che l'ultimo album interessante sia l'ultimo degli "And you will know us by the trail of dead", mentre in questo periodo sto ascoltando molto i primi due album degli Suede.

Ho visto sul sito della Gammapop che non avete fatto solo tre dischi ma anche un ep. Cosa contiene? Avete già scritto qualcosa di nuovo, o per un po' penserete solo a suonare i nuovi pezzi?
L'ep contiene una cover di Smalltown boy dei Bronski beat, un inedito, un pezzo già presente sull'album e uno del disco vecchio. Diciamo che è un assaggino...


DISCOGRAFIA E BIO

JOE LEAMAN, Double Penetration Aua Records, 1998
JOE LEAMAN, Crappy Barband Shocklrock Barriera Corallina / Sound Machine, 2000
JOE LEAMAN, People against loneliness e.p. Superlove, 2002
JOE LEAMAN, Fried Sponge Gamma Pop, 2002

 

BIO ( courtesy GAMMAPOP)

Joe Leaman e' un trio nato nel 1996. Suonano un particolare tipo di rock riconducibile a nomi del calibro di Thin White Rope, Pixies, Husker Du, Dinosaur Jr, Screaming Trees, Afghan Whigs, Come, Buffalo Tom, Died Pretty e cosi' via. La loro storia include tre album chiamati rispettivamente "Double Penetration" (1998), "Crappy Barband Shocklrock" (2000), "Fried Sponge" (2002), un EP chiamato "People Against Loneliness E.P." (2002) e un centinaio di concerti intensi ed esplosivi. I loro nomi ? Giancarlo Frigieri (Voce, Chitarra), Laura Sghedoni (Basso, Voce) e Mark Flowers (Batteria). Non avete bisogno di sapere altro. Ascoltate la musica. Andate ai concerti. Comprate i dischi. E basta.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale del gruppo: www.joeleaman.com

BIO (courtesy official site)

I Joe Leaman nascono nel 1996 da una costola di Julie's Haircut. La formazione iniziale prevede cinque elementi. Mark Flowers (Batteria), Federico Viani (Chitarra), Glauco Cavazzuti (Basso), Giancarlo Frigieri (Chitarra, Voce) e Laura Sghedoni (Voce). Dopo pochissimo tempo, dapprima Viani e in seguito Cavazzuti abbandonano la formazione. Trovato un nuovo bassista nella persona di Paolo Campani, la band realizza qualche concerto fino a giungere alla decisione di rimanere un trio. Campani abbandona e il ruolo di bassista passa nella mani di Laura Sghedoni, lasciando cosi' a Giancarlo Frigieri il compito della voce principale. Pubblicano il loro primo demo-tape nel gennaio 1997 dal titolo First Murder, del quale esce pochi mesi dopo una versione completamente remixata e rivisitata dal genio del mixer Luca G. e dal tastierista Markus Barbieri. La band inizia a suonare in ambito prettamente locale, ma subisce una brusca interruzione dell'attività a causa di una malattia alle braccia del cantante/chitarrista che ne compromette per qualche mese l'uso delle stesse. Ripresisi dallo shock i Joe Leaman ricominciano a macinare concerti fino all'uscita del loro primo album Double Penetration, uscito sotto l'egida dell'AUA Records , una minuscola etichetta di Tricesimo (UD)nel dicembre del 1998. L'album inizia a farli notare alla stampa specializzata per una buona coniugazione di suoni che provengono dall'area Pixies/Sebadoh con venature dark e new-wave che lasciano tradire ripetuti ascolti di Joy Division, Bauhaus e Wall Of Voodoo. La promozione dell'album viene affidata ad una numerosa serie di concerti, in particolar modo fuori regione, esempio lampante di una buona campagna sul territorio che fa si che il pubblico e soprattutto la stampa si accorga di loro come un vero e proprio caso particolare. Il secondo disco della band si intitola Crappy Barband Shocklrock ed esce nel novembre 2000 su Barriera Corallina, etichetta pisana. Le recensioni sono ottime, così come i diversi concerti sempre più numerosi che alimentano le leggende urbane sul trio, divenuto nel frattempo oggetto di avances anche da alcune agenzie di management (lusinghe alle quali i nostri eroi non cederanno).Il suono si è fatto più preciso e diretto, influenzato da gruppi come Screaming Trees, Husker Du, Dinosaur Jr.Nel Febbraio 2001 arriva l'offerta della Gammapop, alla quale i nostri non sanno dire no. Comincia l'avventura che li vede al fianco di nomi come One Dimensional Man, Julie's Haircut, Cut, Bartok, Laundrette a tenere alta la bandiera del rock indipendente cantato in inglese, cosa fino a qualche anno fa impensabile nel nostro paese. Il 4 Febbraio 2002 vede la luce "People Against Loneliness", EP che segna l'esordio ufficiale di collaborazione con la Gammapop e che esce per il marchio Superlove. Il 4 Marzo 2002 esce poi "Fried Sponge". Se il terzo album e' (come una vecchia leggenda del rock'n'roll vuole) l'album della verità, allora i Joe Leaman sono pronti per entrare tra il novero dei grandi gruppi italiani. Che ve ne accorgiate o meno, dipende da voi.
c@#

   

intervista ai Laundrette,
[maggio-giugno 2002]

Cominciamo dalla fine: come siete finiti a suonare in Red House Blues con Sean Meadows (June of '44, Him) e David Lenci?
tutto è nato da un'idea di david che non ha mai abbandonato il sogno di un gruppo post psichedelico. alle ambizioni di david si sono presto aggiunte le intuizioni di sean, desideroso di partecipare ad una collaborazione oltreoceano. i due si erano già conosciuti nel '98 quando i june of '44 erano in italia in tour e david è stato il loro fonico live. fin da allora è nata un'amicizia che non è mai venuta meno. ai primi del 2001 david ha rivolto a noi l'invito di accodarci al progetto sulla base di una necessità di dare il nostro contributo artistico all'arrangiamento dei pezzi che sean e david stavano scrivendo. in giugno sean è venuto in italia e nel giro di una settimana e mezzo siamo riusciti nell'impresa nello studio di david (red house recordings di senigallia, ingegnere del suono andreas venetis), grazie anche all'ottimo clima amichevole che ci accompagnato fin dall'inizio, consapevoli della fiducia che la gammapop aveva riposto nel progetto. è stata un' esperienza profondamente stimolante per noi laundrette oltre che indimenticabile per tanti altri motivi.

Toglimi una curiosità: David Lenci chi è?
E poi: avete suonato, state suonando, suonerete Red House Blues in giro per l'Italia o magari in Usa?

david lenci è un veterano della scena psichedelica italiana anni '80. suonò nei "nicotine spiral surfer" poi, finita quell'esperienza, dedicò anima e corpo all'attività da fonico e ingegnere del suono, aprendo nel 1995 uno studio di regsitrazione di modeste dimensioni (sound machine recording) nei pressi di senigallia (an). lì è stato registrato il nostro primo disco (altitude, 1997) e il primo dei three second kiss (for pain relief, 1995). nel frattempo è entrato nella simpatia di agostino tilotta, divenendo fonico live di uzeda nonchè dei three second kiss. grazie ad agostino, david è riuscito a farsi apprezzare come fonico live anche dai gruppi u.s.a. che sono stati ingaggiati dall'indigena negli ultimi 5 anni per le date europee, tra cui i june of '44 nel '98 e nel '99. due anni dopo ha conosciuto andreas venetis, uno studente greco il quale scelse di mettersi in attività con lui e lasciare l'università. i due nel 1999 hanno aperto un nuovo studio di registrazione, più grande e di qualità notevolmente superiore al precedente (red house recording), un vero luogo di culto per molti gruppi italiani (one dimensional man, gang...) date le strumentazioni eccellenti di cui lo studio è dotato. tuttavia, nonostante il suo lavoro da fonico gli abbia procurato e continua a procuragli delle soddisfazioni, oltre alla grana per vivere, non ha mai abbandonato l'idea di riprendere in mano la chitarra e realizzare i suoi sogni. indubbiamente spetta a lui, prima che a sean, la paternità della formazione red house blues. per quanto riguarda la formazione red house blues per il momento è tutto in standby, in attesa che sean ritorni di nuovo in italia (ottobre). a tutt'oggi il compito di fissare le date dei concerti è affidato ad agostino tilotta e che presto ci farà conoscere il calendario. quasi sicuramente l'attività live prevederà all'incirca una decina di date sparse qua e là per la penisola. naturalmente, ottimizzando i tempi con sean, prima delle date ci dedicheremo alla registrazione di nuove tracce per il secondo cd. per quanta riguarda gli u.s.a. è ancora troppo presto ma c'è tanta speranza affinchè ciò si realizzi.

Red House Blues è distribuito solo in Italia oppure la presenza di Sean lo farà spuntare anche in Usa e nel resto dell'Europa?
dato il numero esiguo delle copie stampate per il momento la distribuzione è limitata alla sola italia. l'idea di ampliare la distribuzione, a prescindere dalla presenza di sean, dipenderà dalla disponibilità della gammapop nonchè dalla volontà di tutti noi a confidare nella continuazione di questa esperienza. il nostro obbiettivo è innanzitutto la promozione di red house blues con un tour per alzare le aspettative delle prossime registrazioni. ciò renderebbe tutto più semplice per una distribuzione del cd oltre i confini italiani.

Red House Blues rappresenta una divagazione rispetto al lavoro compositivo dei Laundrette, immagino una divagazione importante, proficua, sia in termini di vostra crescita musicale che di contatti. Ma il progetto Laundrette come procede?
quando david ci ha chiamati per partecipare al progetto rhb abbiamo accolto l'invito con entusiasmo, certi di ricavarne una crescita sotto il profilo artistico ed esperienziale e così è stato. bisogna tuttavia aggiungere che la partecipazione a rhb certamente divagativa e non sempre coincidente con il nostro stile, si è rivelata utile nella decisione più importante dei laundrette degli ultimi mesi. infatti a fine registrazione abbiamo sentito l'esigenza di apportare alle nostre canzoni maggiore spessore artistico, ciò ha coinciso con una sperimentazione coraggiosa ma al tempo stesso stimolate, vale a dire l'ingresso di rino, già chitarrista degli ego nonchè fratello di massimo (bassista). ad un anno esatto dall'incontro con sean siamo cresciuti, non solo numericamente ma anche qualitativamente e lo stesso entusiamo che ci porta a ricreare le nuove sonorità dal vivo, ci spinge verso la preparazione del prossimo cd a due anni e mezzo da "concrete & glass". in ottobre, prima di partire per le date con sean e david, registreremo il nuovo cd con la collaborazione di juan carrera, che ha dato già la sua disponibilità visto che ha apprezzato il nostro ultimo lavoro e questo per noi è molto importante perchè premia tanto impegno e ci aiuta a consolidare la nuova formazione a quattro.

Abbi pazienza, non conosco Juan Carrera. Chi è?
juan carrera ha suonato fino a poco tempo fa nei warmers, band parallela dei fugazi con alec mackaye...(http://www.dischord.com/bands/warmers.shtml) ed è anche un ottimo produttore e fondatore della etichetta indipendente slowdime (washington dc), ramificazione della dischord dei fugazi nonchè label dei three second kiss. quando può ritorna piacevolemente in italia, a cui è legato per vicende sentimentali (la sua ragazza è di parma)...se vuoi più notizie ho trovato una sua intervista on line: http://users.pandora.be/fugazi/interview_juan_luis_carrera.htm

Fantastico!
In Concrete and Glass c'è una canzone intitolata Vincent Gallo. Avete sentito il disco che Vincent Gallo ha pubblicato qualche mese fa? Che ve ne pare? Non avete mai pensato di contattarlo, magari per proporgli di girare un video, oppure di suonare, oppure solo per fargli ascoltare la canzone a lui intitolata? Con tutti i contatti oltreoceano che state allacciando...

mi dispiace ma non abbiamo ascoltato nulla di vincent gallo seppur riserviamo un ottimo giudizio su di lui per la sua straordinaria interpretazione in palookaville e per il suo magistrale esordio da regista con buffalo '66...davvero un artista a tutto tondo. è davvero un sogno contattarlo, troppo grande per essere vero ... perdonaci, ma è troppo per noi!!!

Qualcosa avete ascoltato di sicuro: la colonna di Buffalo '66 era opera sua, come la sceneggiatua e quasi tutto il resto. Il disco uscito qualche mese fa, When, è delicato e malinconico, a me piace un sacco. Come al solito ha fatto tutto da solo: scritto, suonato, cantato, prodotto, ha anche girato il video di Honey Bunny. Io però non sarei così drastico nell'escludere qualsiasi contatto con lui: magari vi risponde, magari no, ma perché non provare? Ragionateci, poi scrivetegli qua: http://www.vincentgallo.com/contact/
Altra domanda: cosa rappresentano le foto contenute nel libretto di Red House Blues?

le foto all'interno di rhb sono state scattate da diana rowell, la moglie di sean, e sono degli esterni dello studio di registrazione. non ci sono rifermenti a qualcosa di preciso ma sono il frutto di uno stato d'animo spenzierato, lo stesso che ci ha accompagnato durante la registrazione e dunque da tutti noi condivisibile. ricordo che diana era rimasta molto colpita dalla campagna marchigiana che in quei giorni (primi di giugno) si esprimeva in tutta la sua bellezza e forse la sua provenienza newyorkese insieme alla sua sensibilità ha permesso di fermare su carta ciò che per noi è invece uno spettacolo dimenticato perchè troppo conosciuto. grazie diana.

C'e qualcosa che avete ascoltato-letto-visto in questo periodo che vi abbia colpito particolarmente?
ultimamente non ho trovato niente di particolarmente interessante al cinema. qualche mese fa sono rimasto affascinato dalla bellssima pellicola di joel ed ethan coen, l'uomo che non c'era. mi ha rapito il nitore del bianco e nero, i costumi, i dialoghi e le ambientazioni: davvero straordinari. ancora una volta i coens confermano di conoscere l'america meglio di ogni altro e di mostrare al mondo le fragilità della terra a stelle e a strisce; tutto quello che hollywood tenta di nascondere. adoro le loro storie iperboliche, i finali spiazzanti e i personaggi verosimili, mai costruiti sul set. i fratelli coens sono tra i nostri beniamini dopo martin scorsese e jonathan demme. abbiamo davvero un attrazione profonda per le storie di personaggi distrutti dalla vita, immersi nei paesaggi più inquietanti che si possano mai immaginari e profondamente radicati nella quotidianità. posso citare, nonché consigliare vivamente a chiunque si trovi in linea con certe ambientazioni, "tormenta" di russell banks. non mi stancherò mai di nutrirmi degli enigmi che si celano dietro quell'america apparentemente statica, fredda e più silenziosa di un quadro di hopper. i laundrette sono profondamente debitori al cinema e alla letteratura americana, meno attenta al mercato e francamente più veritiera, al pari dei velvet e dei beatles.

Concordo in pieno con i Coen e di Russel Banks ho letto, anni fa, La legge di Bone e mi era piaciuto parecchio. Cercherò di recuperare Tormenta. Ma in Red House Blues suonate un pezzo strumentale intitolato The Zahir: di chi è stata l'idea di ispirarsi a Jorge Louis Borges?
l'idea di rubuare il titolo da una breve storia di J.L.Borges è stata di Sean come del resto quasi tutti i testi sono opera sua. Immagino che tale scelta sia nata da un amore per lo scrittore argentino o forse solo per quella storia. Per quel poco che conosco di Sean penso che in lui ci sia una continua necessità di fermare attraverso la musica le immagini della sua mente, anche di origine letteraria. Il suo lavoro da truck-driver, che lo spinge a macinare miglia su miglia, nonchè la sua passione per la fotografia, sono di stimolo a non cancellare con superficialità tutto ciò che egli vede e naturalmente la musica è un valore aggiunto di notevole spessore alle sue sensazioni. Apprezzo molto le sue scelte perchè sono semplici, in puro stile americano.
ho rivolto la domanda a sean per evere maggiori indicazioni sul perchè della scelta. la sua risposta è stata alquanto interessante: zahir è una storia di borges tutta incentrata su un'idea che cattura la tua immaginazione e che non riesce più ad abbondonarti. il parallelismo con zahir è presto fatto, infatti il riff che rappresenta il corpo centrale del pezzo si ripete in continuazione in forma circolare, immagine che riporta il tutto ad una situazione impressa nella memoria.

Un paio di giorni fa (11 giugno) avete suonato a Scandellara, Bologna. Com'è andata? Da quanto tempo non suonavate live? E avete già suonato con la nuova formazione a 4?
i laundrette a bologna hanno presentato le nuove composizioni nella formazione a quattro, cioè con rino, fratello di massimo, alla seconda chitarra, ormai sempre più consona alle esigenze del gruppo. si è trattato in sostanza di un buon concerto, così come era già accaduto in precedenza a pesaro, il pubblico ha mostrato di gradire questo nuovo cambiamento e tutto ciò è di grande stimolo per la registrazione del prossimo cd. alle sonorità scarne ed essenziali della funzionale formazione triangolare, ora si aggiungono incastri chitarristici e preziosi giri armonici che denotano una volontà di superare la scelta iniziale che ci ha accompagnato in questi sette anni, per mezzo di un'oggettiva maturità artistica.

Ma ti ci vedi come Bugo a firmare per la Universal? A entrare nel mondo dei grossi nomi e grossi calibri? A poter dedicare giornate intere alle tue canzoni anziché la notte e i fine settimana? Quanto cambierebbero le vostre canzoni se i Joe Leaman diventassero di colpo famosi e non dico ricchi, ma almeno riuscissero a sopravvivere di musica?
onestamente non riuscirei a figurarmi immerso in un mercato discografco che punta ad allargare la propria base economica condizionando le scelte dei singoli gruppi. ho l'impressione che vivere un'esperienza così semplice come la nostra, dove l'amicizia e le idee sono i perni centrali, dove le ricerce artistiche sono finalizzate ad un'esigenza strettamente personale di esprimersi indipendentemente dai risultati, non possano facilmente restare integri se a questi subentrasse il grande mercato. se la gammapop riuscisse ad allargare i propri confini e ad imporsi come etichetta di respiro, perchè no, internazionale, sarei davvero felice per loro e sarebbe senz'altro di aiuto economico per gruppi che come noi sono costretti a pagarsi le spese di registrazione e di masterizzazione, tuttavia farei in modo che i laundrette restassero il gruppo di sempre, evitando circoli viziosi dettati da strategie di mercato e operazioni affini.


DISCOGRAFIA

"Concrete and Glass" CD - Free Land Records / Gamma Pop Records FREE011/ GPOP008 (Febbraio 2000)
"Altitude" CD - Vurt Recordz - VRCD002 (1997)
AA.VV., "Metal Machine Muzak" CD - Gamma Pop Records - GPOP001 (Dicembre 1997)


BIOGRAFIA (courtesy GAMMAPOP)

Laundrette nascono a Montecarotto (AN), nell'estate del 1993.
Fin da subito il gruppo si stabilizza nella più congeniale formazione a tre: Marco Carlini (batteria e voce), Massimo Bartera (basso e voce) e Lucio Febo (chitarra).
Nel 1995 registrano il primo demo, positivamente recensito dalle migliori testate specializzate e programmato in adeguati spazi radiofonici. Da questo momento i Laundrette intraprendono un'intensa ed incessante attività live che li porta sui palchi di tutta la penisola e a supportare gruppi come Uzeda, Blonde Redhead, Three Second Kiss, Sophia, etc. Se il demo rappresenta una selezione della loro prima produzione, sempre in bilico tra sensibilità pop e attitudini punk, l'evoluzione noise-pop dei Laundrette trova attualmente riscontro nei loro set live, dove uniscono acide ballate di stampo americano ad aggressivi episodi elettrici, "dimostrando notevoli qualità tecniche ed espressive... il risultato e un sound originale e di forte impatto… le canzoni dal vivo schizzano come schegge di un art rock…" (Il Mucchio Selvaggio).
Dopo aver aggiunto al demo cinque nuovi pezzi, i Laundrette incidono 10 brani, buona parte dei quali inediti, per il loro CD d'esordio, "Altitude", registrato quasi interamente in diretta e realizzato con la produzione artistica di David Lenci, fonico live degli Uzeda. Prodotto in collaborazione con la Vurt Recordz di Roma e recensito in modo lusinghiero dalle migliori testate specializzate, il CD evidenzia l'avvicinamento dei Laundrette a suoni taglienti e nervosi, ed il tentativo di ricreare in maniera diretta la fisicità e l'intensità emotiva delle loro esibizioni.
La partecipazione, inoltre, alla compilation "Metal Machine Muzak" (insieme a Three Second Kiss, Headcleaner, 100%, Northpole, CUT, Massimo Volume e molti altri) testimonia la presenza dei Laundrette nel panorama del più vitale underground italiano.
A due anni di distanza da "Altitude", i Laundrette incidono nuovamente in diretta otto nuovi brani per il secondo CD "Concrete and Glass", in uscita per la Free Land Records e Gamma Pop, appositamente riunite. Il CD conferma una maturità artistica ed un'incisività sonora che la band ripropone, senza alcuna difficoltà, in studio come dal vivo.

DAVID LENCI AND SEAN MEADOWS WITH LAUNDRETTE - "Red House Blues"

Recorded & mixed by A. Venetis at
Red House Recordings Senigallia - May 2001
produced by Gammapop
2002 Gammapop Records


BIOGRAFIA (Courtesy GAMMAPOP)

Red House Blues è un progetto che nasce dall'incontro di Sean Meadows (guitar/voice) , David Lenci (guitar/voice) e i Laundrette (Lucio Febo/guitar, Massimo Bartera/bass, Marco Carlini/drums).

In una calda serata di fine maggio del duemilauno, Sean Meadows (ex June of '44, Lungfish, etc. ) è volato da New York in Italia, destinazione Senigallia (An), invitato da David Lenci (titolare della Red House Recordings, già fonico live di Uzeda, June of '44 e Three second kiss) per un progetto di registrazione che avrebbe unito tre esperienze e tre percorsi musicali in una sola idea.
Il risultato è tutto nelle sette tracce che danno vita a Red House Blues (Gamma Pop Records, distribuzione Self), interamente composte da Sean e David in dieci giorni, arrangiate ed incise insieme ai Laundrette nell'arco di una settimana.
Di fondamentale importanza, poi, è stato l'apporto dato da Fabio Verdini (Gang) all'organo Hammond e da Luca Vannicola alle percussioni.

Registrato in presa diretta e mixato da Andreas Venetis negli stessi studi Red House Recordings, Red House Blues è il prodotto dell'incontro tra l'elettricità post-punk e psichedelica di tre chitarre, basso e batteria, e la disarmante spontaneità del Rock'n'Roll, quella stessa che ha accompagnato le session in studio così come i momenti di vita comune.
Questi elementi, uniti ai positivi riscontri di critica e appassionati, fanno sì che ciò che è nato come un progetto estemporaneo, sia oggi solo il punto di partenza di un percorso destinato ad ulteriori sviluppi.

Red House Blues sarà a breve in tour nonostante i problemi logistici facili da immaginare; in questo senso il booking è stato affidato ad Indigena Management.