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intervista
ai Joe Leaman,
[maggio-giugno 2002]
Un
adesivo appiccicato sulla copia di Crappy... dice all'incirca
che siete una delle band più finest al mondo. Mi
racconti com'è andata la storia e come ci si sente
a essere considerati appunto finest?
Non lo sapevo.
Cosa c'e' scritto su quell'adesivo e soprattutto chi ce
lo ha messo ?
Comunque fa piacere, è una bella sorpresa.
Ma
come non lo sapevi? Me l'hai spedito tu il disco, dopo l'allagamento
di casa tua. Possibile che non ti sei accorto dell'adesivo
in bella mostra appiccicato sopra la copertina?
Ho capito. Allora lo avevo preso da qualche disco che avevo
appena comprato, tanto per farmi due risate. Vedo che ha
funzionato...
Vi
ho fatto pubblicità con tutti i miei amici dicendo
che siete una delle band più finest del mondo! E
quell'adesivo l'ho pure appiccicato sul libro che stavo
leggendo in quel periodo, mi piaceva l'idea di mescolare
le cose. Va be', per me siete lo stesso una delle band più
finest.
Ma quindi era solo per farti due risate
che mi hai detto che a San Martino Spino, al Festival delle
Valli, avresti cercato di abbordare Thalia Zedek per un'eventuale
futura collaborazione?
No, quello era serio. Il problema è stato
che Thalia è arrivata maledettamente tardi e quindi
non c'e' stato il tempo. Ci ha ripromesso che quando torna
in Italia cercherà di collaborare con noi. Lei è
incredibilmente brava. Quando le abbiamo parlato ero emozionatissimo,
mi sembrava di parlare con il presidente della Repubblica.
In un'intervista di due anni fa su
rockit, parlando della Soundmachine che distribuiva il vostro
secondo disco, quel Crappy Barband Shocklrock che ci hai
messo un sacco di tempo a mandarmi, sempre per la questione
dell'allagamento di casa tua, dicevi questo: "Abbiamo
due amici in più che ci danno una mano. Speriamo
molto nella distribuzione, ma anche in questo caso è
un poco presto per parlare di risultati concreti. Siamo
comunque fiduciosi e, se non altro, abbiamo a che fare con
due persone piacevoli e che non ci rompono le palle."
Com'è andata a finire? E casa tua, va meglio?
In casa mia va meglio, decisamente. Per quanto riguarda
la barriera corallina, Rudy è un ragazzo fantastico
anche se alcuni gruppi che avevamo incontrato in giro per
l'Italia ce ne avevano parlato male. La Soundmachine invece
non ci ha mai inviato una lira, nonostante i resoconti parlassero
di un certo numero di copie vendute. Dopo un poco comunque
avevano smesso di arrivare pure i resoconti e non riuscivamo
a trovare Mario Ruggeri, il titolare, nemmeno al telefono.
Quando lo trovavamo rispondeva solo "Pronto, pronto"
e dicendo che non sentiva nulla. Ora Mario Ruggeri ha una
nuova etichetta, la Freakshow. Raccomandiamo chiunque di
aspettare prima di dare una lira a quest'uomo, potrebbe
succedervi che non vi ritorna più indietro.
I
resoconti che la Soundmachine vi ha spedito di quante copie
vendute parlavano?
Non rispondo sui dettagli, perché non voglio sbagliare
di una copia e avere casini. Di questa faccenda non vorrei
più parlare...
Non
parliamone più, allora.
Il vostro primo disco era autoprodotto; il secondo è
uscito per Barriera Corallina; Fried Sponge, l'ultimo, uscito
a marzo, è su Gammapop. State facendo come il Vieri
dell'inizio che ogni anno cambiava una squadra. Ma come
Vieri il vostro ingaggio nonché valore lievita a
ogni passaggio? Come vi trovate in Gammapop? Come l'avete
contattata? E, per finire, la Gammapop sarà la vostra
Inter?
Non penso che il paragone con Vieri sia azzeccato,
innanzitutto perché lui gioca dieci partite all'anno,
mentre noi dal vivo suoniamo molto di più. Inoltre
il nostro ingaggio è praticamente nullo per quanto
riguarda le etichette di appartenenza. Sul discorso della
nostra Inter, spero di non fare la stessa fine dell'Inter
di quest'anno.
Il contatto con Gammapop è avvenuto nel modo più
classico. Ci hanno sentito, gli siamo piaciuti e ora siamo
li.
C'è
un mio amico che sogna di fare il musicista. Ma è
costretto a fare un lavoro che odia, per pagare le rate
della macchina, per comprare un microfono nuovo, la chitarra.
Va a suonare in locali di terza classe dove gli pagano un
anticipo sul compenso pattuito, poi chi s'è visto
s'è visto. Ma ai Joe Leaman non piacerebbe prima
o poi riuscire a sopravvivere di canzoni, di dischi, di
concerti?
Di al tuo amico che quasi non c'e' speranza. Un
sacco di gente ci chiede se sopravviviamo con il nostro
gruppo. La risposta è no. In tutti i casi, fino a
che la passione dura si va avanti, quando non ci sarà
più la spinta ci faremo da parte.
È
una mia impressione, o sei sfiduciato?
In che senso ? Se sfiduciato significa che penso
che non potrò mai vivere della mia musica e che nessuno
mi regalerà mai nulla ne a me ne tanto meno al mio
gruppo, allora sono sfiduciato. Ma lo sono sempre stato.
Ripeto: La cosa che ti fa andare avanti in questo "mestiere"
è la passione e la convinzione. Sia quella tua, sia
quella delle persone che lavorano con te, come ad esempio
il nostro manager Ugo Mazzia, una persona che in molti dovremmo
imitare per correttezza, professionalità e per un
senso umano molto spiccato. Altrimenti non so cosa intendi.
Io la fiducia nel lavoro del gruppo ce l'ho, penso che stiamo
facendo ottime cose e che le cose che faremo a breve saranno
ancora migliori di queste. I Joe Leaman sono un progetto
da portare avanti con il maggior impegno possibile. Dei
trend del momento, della copertina di un mensile o di una
apparizione su MTV non ci frega molto. Se vengono, bene.
Se non arrivano, vorrà dire che i grandi canali non
si accorgono della buona musica. Da sempre è così.
Questa alta considerazione del nostro lavoro porta alcune
persone a dire che "ce la tiriamo". Che pensino
quello che gli pare. Noi pensiamo a noi stessi, ai gruppi
che ci piacciono e basta, senza implicazioni di "scena"
o altre puttanate. Non vogliamo battere un cucchiaio su
un tamburo e pretendere che gli altri dicano che questa
sia arte. Cerchiamo di scrivere belle canzoni, tutto qui.
Ma
ti ci vedi come Bugo a firmare per la Universal? A entrare
nel mondo dei grossi nomi e grossi calibri? A poter dedicare
giornate intere alle tue canzoni anziché la notte
e i fine settimana? Quanto cambierebbero le vostre canzoni
se i Joe Leaman diventassero di colpo famosi e non
dico ricchi, ma almeno riuscissero a sopravvivere di musica?
Non so nemmeno cosa sia la Universal. Non mi vedo
a firmare niente. Se dedicassimo tutto il giorno alla musica
ci stancheremmo, molto probabilmente. Noi viviamo già
della nostra musica. Il fatto che poi non si diventi ricchi
non lo vediamo come un problema.
C’è
qualcosa che avete ascoltato-letto-visto in questo periodo
che vi abbia colpito particolarmente?
Per quanto riguarda le letture, io ho letto "Il calciatore
suicidato" di Carlo Petrini e devo dire che vale molto
di più come scrittore che come attaccante.
Dischi ? Direi che l'ultimo album interessante sia l'ultimo
degli "And you will know us by the trail of dead",
mentre in questo periodo sto ascoltando molto i primi due
album degli Suede.
Ho
visto sul sito della Gammapop che non avete fatto solo tre
dischi ma anche un ep. Cosa contiene? Avete già scritto
qualcosa di nuovo, o per un po' penserete solo a suonare
i nuovi pezzi?
L'ep contiene una cover di Smalltown boy dei Bronski
beat, un inedito, un pezzo già presente sull'album
e uno del disco vecchio. Diciamo che è un assaggino...
DISCOGRAFIA E
BIO
JOE LEAMAN, Double Penetration Aua Records,
1998
JOE LEAMAN, Crappy Barband Shocklrock Barriera Corallina
/ Sound Machine, 2000
JOE LEAMAN, People against loneliness e.p. Superlove, 2002
JOE LEAMAN, Fried Sponge Gamma Pop, 2002
BIO ( courtesy GAMMAPOP)
Joe Leaman e' un trio nato nel 1996. Suonano
un particolare tipo di rock riconducibile a nomi del calibro
di Thin White Rope, Pixies, Husker Du, Dinosaur Jr, Screaming
Trees, Afghan Whigs, Come, Buffalo Tom, Died Pretty e cosi'
via. La loro storia include tre album chiamati rispettivamente
"Double Penetration" (1998), "Crappy Barband
Shocklrock" (2000), "Fried Sponge" (2002),
un EP chiamato "People Against Loneliness E.P."
(2002) e un centinaio di concerti intensi ed esplosivi.
I loro nomi ? Giancarlo Frigieri (Voce, Chitarra), Laura
Sghedoni (Basso, Voce) e Mark Flowers (Batteria). Non avete
bisogno di sapere altro. Ascoltate la musica. Andate ai
concerti. Comprate i dischi. E basta.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale
del gruppo: www.joeleaman.com
BIO (courtesy official site)
I Joe Leaman nascono nel 1996 da una
costola di Julie's Haircut. La formazione iniziale prevede
cinque elementi. Mark Flowers (Batteria), Federico Viani
(Chitarra), Glauco Cavazzuti (Basso), Giancarlo Frigieri
(Chitarra, Voce) e Laura Sghedoni (Voce). Dopo pochissimo
tempo, dapprima Viani e in seguito Cavazzuti abbandonano
la formazione. Trovato un nuovo bassista nella persona di
Paolo Campani, la band realizza qualche concerto fino a
giungere alla decisione di rimanere un trio. Campani abbandona
e il ruolo di bassista passa nella mani di Laura Sghedoni,
lasciando cosi' a Giancarlo Frigieri il compito della voce
principale. Pubblicano il loro primo demo-tape nel gennaio
1997 dal titolo First Murder, del quale esce pochi mesi
dopo una versione completamente remixata e rivisitata dal
genio del mixer Luca G. e dal tastierista Markus Barbieri.
La band inizia a suonare in ambito prettamente locale, ma
subisce una brusca interruzione dell'attività a causa
di una malattia alle braccia del cantante/chitarrista che
ne compromette per qualche mese l'uso delle stesse. Ripresisi
dallo shock i Joe Leaman ricominciano a macinare concerti
fino all'uscita del loro primo album Double Penetration,
uscito sotto l'egida dell'AUA Records , una minuscola etichetta
di Tricesimo (UD)nel dicembre del 1998. L'album inizia a
farli notare alla stampa specializzata per una buona coniugazione
di suoni che provengono dall'area Pixies/Sebadoh con venature
dark e new-wave che lasciano tradire ripetuti ascolti di
Joy Division, Bauhaus e Wall Of Voodoo. La promozione dell'album
viene affidata ad una numerosa serie di concerti, in particolar
modo fuori regione, esempio lampante di una buona campagna
sul territorio che fa si che il pubblico e soprattutto la
stampa si accorga di loro come un vero e proprio caso particolare.
Il secondo disco della band si intitola Crappy Barband Shocklrock
ed esce nel novembre 2000 su Barriera Corallina, etichetta
pisana. Le recensioni sono ottime, così come i diversi
concerti sempre più numerosi che alimentano le leggende
urbane sul trio, divenuto nel frattempo oggetto di avances
anche da alcune agenzie di management (lusinghe alle quali
i nostri eroi non cederanno).Il suono si è fatto
più preciso e diretto, influenzato da gruppi come
Screaming Trees, Husker Du, Dinosaur Jr.Nel Febbraio 2001
arriva l'offerta della Gammapop, alla quale i nostri non
sanno dire no. Comincia l'avventura che li vede al fianco
di nomi come One Dimensional Man, Julie's Haircut, Cut,
Bartok, Laundrette a tenere alta la bandiera del rock indipendente
cantato in inglese, cosa fino a qualche anno fa impensabile
nel nostro paese. Il 4 Febbraio 2002 vede la luce "People
Against Loneliness", EP che segna l'esordio ufficiale
di collaborazione con la Gammapop e che esce per il marchio
Superlove. Il 4 Marzo 2002 esce poi "Fried Sponge".
Se il terzo album e' (come una vecchia leggenda del rock'n'roll
vuole) l'album della verità, allora i Joe Leaman
sono pronti per entrare tra il novero dei grandi gruppi
italiani. Che ve ne accorgiate o meno, dipende da voi.
c@#
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intervista
ai Laundrette,
[maggio-giugno 2002]
Cominciamo
dalla fine: come siete finiti a suonare in Red House Blues
con Sean Meadows (June of '44, Him) e David Lenci?
tutto è nato da un'idea di david che non ha mai abbandonato
il sogno di un gruppo post psichedelico. alle ambizioni
di david si sono presto aggiunte le intuizioni di sean,
desideroso di partecipare ad una collaborazione oltreoceano.
i due si erano già conosciuti nel '98 quando i june
of '44 erano in italia in tour e david è stato il
loro fonico live. fin da allora è nata un'amicizia
che non è mai venuta meno. ai primi del 2001 david
ha rivolto a noi l'invito di accodarci al progetto sulla
base di una necessità di dare il nostro contributo
artistico all'arrangiamento dei pezzi che sean e david stavano
scrivendo. in giugno sean è venuto in italia e nel
giro di una settimana e mezzo siamo riusciti nell'impresa
nello studio di david (red house recordings di senigallia,
ingegnere del suono andreas venetis), grazie anche all'ottimo
clima amichevole che ci accompagnato fin dall'inizio, consapevoli
della fiducia che la gammapop aveva riposto nel progetto.
è stata un' esperienza profondamente stimolante per
noi laundrette oltre che indimenticabile per tanti altri
motivi.
Toglimi una curiosità:
David Lenci chi è?
E poi: avete suonato, state suonando, suonerete Red House
Blues in giro per l'Italia o magari in Usa?
david lenci è un veterano della scena psichedelica
italiana anni '80. suonò nei "nicotine spiral
surfer" poi, finita quell'esperienza, dedicò anima
e corpo all'attività da fonico e ingegnere del suono,
aprendo nel 1995 uno studio di regsitrazione di modeste dimensioni
(sound machine recording) nei pressi di senigallia (an). lì
è stato registrato il nostro primo disco (altitude,
1997) e il primo dei three second kiss (for pain relief, 1995).
nel frattempo è entrato nella simpatia di agostino
tilotta, divenendo fonico live di uzeda nonchè dei
three second kiss. grazie ad agostino, david è riuscito
a farsi apprezzare come fonico live anche dai gruppi u.s.a.
che sono stati ingaggiati dall'indigena negli ultimi 5 anni
per le date europee, tra cui i june of '44 nel '98 e nel '99.
due anni dopo ha conosciuto andreas venetis, uno studente
greco il quale scelse di mettersi in attività con lui
e lasciare l'università. i due nel 1999 hanno aperto
un nuovo studio di registrazione, più grande e di qualità
notevolmente superiore al precedente (red house recording),
un vero luogo di culto per molti gruppi italiani (one dimensional
man, gang...) date le strumentazioni eccellenti di cui lo
studio è dotato. tuttavia, nonostante il suo lavoro
da fonico gli abbia procurato e continua a procuragli delle
soddisfazioni, oltre alla grana per vivere, non ha mai abbandonato
l'idea di riprendere in mano la chitarra e realizzare i suoi
sogni. indubbiamente spetta a lui, prima che a sean, la paternità
della formazione red house blues. per quanto riguarda la formazione
red house blues per il momento è tutto in standby,
in attesa che sean ritorni di nuovo in italia (ottobre). a
tutt'oggi il compito di fissare le date dei concerti è
affidato ad agostino tilotta e che presto ci farà conoscere
il calendario. quasi sicuramente l'attività live prevederà
all'incirca una decina di date sparse qua e là per
la penisola. naturalmente, ottimizzando i tempi con sean,
prima delle date ci dedicheremo alla registrazione di nuove
tracce per il secondo cd. per quanta riguarda gli u.s.a. è
ancora troppo presto ma c'è tanta speranza affinchè
ciò si realizzi.
Red
House Blues è distribuito solo in Italia oppure la
presenza di Sean lo farà spuntare anche in Usa e
nel resto dell'Europa?
dato il numero esiguo delle copie stampate per il momento
la distribuzione è limitata alla sola italia. l'idea
di ampliare la distribuzione, a prescindere dalla presenza
di sean, dipenderà dalla disponibilità della
gammapop nonchè dalla volontà di tutti noi
a confidare nella continuazione di questa esperienza. il
nostro obbiettivo è innanzitutto la promozione di
red house blues con un tour per alzare le aspettative delle
prossime registrazioni. ciò renderebbe tutto più
semplice per una distribuzione del cd oltre i confini italiani.
Red
House Blues rappresenta una divagazione rispetto al lavoro
compositivo dei Laundrette, immagino una divagazione importante,
proficua, sia in termini di vostra crescita musicale che
di contatti. Ma il progetto Laundrette come procede?
quando david ci ha chiamati per partecipare al progetto
rhb abbiamo accolto l'invito con entusiasmo, certi di ricavarne
una crescita sotto il profilo artistico ed esperienziale
e così è stato. bisogna tuttavia aggiungere
che la partecipazione a rhb certamente divagativa e non
sempre coincidente con il nostro stile, si è rivelata
utile nella decisione più importante dei laundrette
degli ultimi mesi. infatti a fine registrazione abbiamo
sentito l'esigenza di apportare alle nostre canzoni maggiore
spessore artistico, ciò ha coinciso con una sperimentazione
coraggiosa ma al tempo stesso stimolate, vale a dire l'ingresso
di rino, già chitarrista degli ego nonchè
fratello di massimo (bassista). ad un anno esatto dall'incontro
con sean siamo cresciuti, non solo numericamente ma anche
qualitativamente e lo stesso entusiamo che ci porta a ricreare
le nuove sonorità dal vivo, ci spinge verso la preparazione
del prossimo cd a due anni e mezzo da "concrete &
glass". in ottobre, prima di partire per le date con
sean e david, registreremo il nuovo cd con la collaborazione
di juan carrera, che ha dato già la sua disponibilità
visto che ha apprezzato il nostro ultimo lavoro e questo
per noi è molto importante perchè premia tanto
impegno e ci aiuta a consolidare la nuova formazione a quattro.
Abbi
pazienza, non conosco Juan Carrera. Chi è?
juan carrera ha suonato fino a poco tempo fa nei warmers,
band parallela dei fugazi con alec mackaye...(http://www.dischord.com/bands/warmers.shtml)
ed è anche un ottimo produttore e fondatore della
etichetta indipendente slowdime (washington dc), ramificazione
della dischord dei fugazi nonchè label dei three
second kiss. quando può ritorna piacevolemente in
italia, a cui è legato per vicende sentimentali (la
sua ragazza è di parma)...se vuoi più notizie
ho trovato una sua intervista on line: http://users.pandora.be/fugazi/interview_juan_luis_carrera.htm
Fantastico!
In Concrete and Glass c'è una canzone intitolata
Vincent Gallo. Avete sentito il disco che Vincent Gallo
ha pubblicato qualche mese fa? Che ve ne pare? Non avete
mai pensato di contattarlo, magari per proporgli di girare
un video, oppure di suonare, oppure solo per fargli ascoltare
la canzone a lui intitolata? Con tutti i contatti oltreoceano
che state allacciando...
mi dispiace ma non abbiamo ascoltato nulla di vincent gallo
seppur riserviamo un ottimo giudizio su di lui per la sua
straordinaria interpretazione in palookaville e per il suo
magistrale esordio da regista con buffalo '66...davvero
un artista a tutto tondo. è davvero un sogno contattarlo,
troppo grande per essere vero ... perdonaci, ma è
troppo per noi!!!
Qualcosa
avete ascoltato di sicuro: la colonna di Buffalo '66 era
opera sua, come la sceneggiatua e quasi tutto il resto.
Il disco uscito qualche mese fa, When, è delicato
e malinconico, a me piace un sacco. Come al solito ha fatto
tutto da solo: scritto, suonato, cantato, prodotto, ha anche
girato il video di Honey Bunny. Io però non sarei
così drastico nell'escludere qualsiasi contatto con
lui: magari vi risponde, magari no, ma perché non
provare? Ragionateci, poi scrivetegli qua: http://www.vincentgallo.com/contact/
Altra domanda: cosa rappresentano
le foto contenute nel libretto di Red House Blues?
le foto all'interno di rhb sono state scattate da diana
rowell, la moglie di sean, e sono degli esterni dello studio
di registrazione. non ci sono rifermenti a qualcosa di preciso
ma sono il frutto di uno stato d'animo spenzierato, lo stesso
che ci ha accompagnato durante la registrazione e dunque
da tutti noi condivisibile. ricordo che diana era rimasta
molto colpita dalla campagna marchigiana che in quei giorni
(primi di giugno) si esprimeva in tutta la sua bellezza
e forse la sua provenienza newyorkese insieme alla sua sensibilità
ha permesso di fermare su carta ciò che per noi è
invece uno spettacolo dimenticato perchè troppo conosciuto.
grazie diana.
C'e
qualcosa che avete ascoltato-letto-visto in questo periodo
che vi abbia colpito particolarmente?
ultimamente non ho trovato niente di particolarmente interessante
al cinema. qualche mese fa sono rimasto affascinato dalla
bellssima pellicola di joel ed ethan coen, l'uomo che non
c'era. mi ha rapito il nitore del bianco e nero, i costumi,
i dialoghi e le ambientazioni: davvero straordinari. ancora
una volta i coens confermano di conoscere l'america meglio
di ogni altro e di mostrare al mondo le fragilità
della terra a stelle e a strisce; tutto quello che hollywood
tenta di nascondere. adoro le loro storie iperboliche, i
finali spiazzanti e i personaggi verosimili, mai costruiti
sul set. i fratelli coens sono tra i nostri beniamini dopo
martin scorsese e jonathan demme. abbiamo davvero un attrazione
profonda per le storie di personaggi distrutti dalla vita,
immersi nei paesaggi più inquietanti che si possano
mai immaginari e profondamente radicati nella quotidianità.
posso citare, nonché consigliare vivamente a chiunque
si trovi in linea con certe ambientazioni, "tormenta"
di russell banks. non mi stancherò mai di nutrirmi
degli enigmi che si celano dietro quell'america apparentemente
statica, fredda e più silenziosa di un quadro di
hopper. i laundrette sono profondamente debitori al cinema
e alla letteratura americana, meno attenta al mercato e
francamente più veritiera, al pari dei velvet e dei
beatles.
Concordo
in pieno con i Coen e di Russel Banks ho letto, anni fa,
La legge di Bone e mi era piaciuto parecchio. Cercherò
di recuperare Tormenta. Ma in Red House Blues suonate un
pezzo strumentale intitolato The Zahir: di chi è
stata l'idea di ispirarsi a Jorge Louis Borges?
l'idea di rubuare il titolo da una breve storia di J.L.Borges
è stata di Sean come del resto quasi tutti i testi
sono opera sua. Immagino che tale scelta sia nata da un
amore per lo scrittore argentino o forse solo per quella
storia. Per quel poco che conosco di Sean penso che in lui
ci sia una continua necessità di fermare attraverso
la musica le immagini della sua mente, anche di origine
letteraria. Il suo lavoro da truck-driver, che lo spinge
a macinare miglia su miglia, nonchè la sua passione
per la fotografia, sono di stimolo a non cancellare con
superficialità tutto ciò che egli vede e naturalmente
la musica è un valore aggiunto di notevole spessore
alle sue sensazioni. Apprezzo molto le sue scelte perchè
sono semplici, in puro stile americano.
ho rivolto la domanda a sean per evere maggiori indicazioni
sul perchè della scelta. la sua risposta è
stata alquanto interessante: zahir è una storia di
borges tutta incentrata su un'idea che cattura la tua immaginazione
e che non riesce più ad abbondonarti. il parallelismo
con zahir è presto fatto, infatti il riff che rappresenta
il corpo centrale del pezzo si ripete in continuazione in
forma circolare, immagine che riporta il tutto ad una situazione
impressa nella memoria.
Un
paio di giorni fa (11 giugno) avete suonato a Scandellara,
Bologna. Com'è andata? Da quanto tempo non suonavate
live? E avete già suonato con la nuova formazione
a 4?
i laundrette a bologna hanno presentato le nuove composizioni
nella formazione a quattro, cioè con rino, fratello
di massimo, alla seconda chitarra, ormai sempre più
consona alle esigenze del gruppo. si è trattato in
sostanza di un buon concerto, così come era già
accaduto in precedenza a pesaro, il pubblico ha mostrato
di gradire questo nuovo cambiamento e tutto ciò è
di grande stimolo per la registrazione del prossimo cd.
alle sonorità scarne ed essenziali della funzionale
formazione triangolare, ora si aggiungono incastri chitarristici
e preziosi giri armonici che denotano una volontà
di superare la scelta iniziale che ci ha accompagnato in
questi sette anni, per mezzo di un'oggettiva maturità
artistica.
Ma
ti ci vedi come Bugo a firmare per la Universal? A entrare
nel mondo dei grossi nomi e grossi calibri? A poter dedicare
giornate intere alle tue canzoni anziché la notte
e i fine settimana? Quanto cambierebbero le vostre canzoni
se i Joe Leaman diventassero di colpo famosi e non dico
ricchi, ma almeno riuscissero a sopravvivere di musica?
onestamente non riuscirei a figurarmi immerso in un mercato
discografco che punta ad allargare la propria base economica
condizionando le scelte dei singoli gruppi. ho l'impressione
che vivere un'esperienza così semplice come la nostra,
dove l'amicizia e le idee sono i perni centrali, dove le
ricerce artistiche sono finalizzate ad un'esigenza strettamente
personale di esprimersi indipendentemente dai risultati,
non possano facilmente restare integri se a questi subentrasse
il grande mercato. se la gammapop riuscisse ad allargare
i propri confini e ad imporsi come etichetta di respiro,
perchè no, internazionale, sarei davvero felice per
loro e sarebbe senz'altro di aiuto economico per gruppi
che come noi sono costretti a pagarsi le spese di registrazione
e di masterizzazione, tuttavia farei in modo che i laundrette
restassero il gruppo di sempre, evitando circoli viziosi
dettati da strategie di mercato e operazioni affini.
DISCOGRAFIA
"Concrete and Glass" CD - Free Land
Records / Gamma Pop Records FREE011/ GPOP008 (Febbraio 2000)
"Altitude" CD - Vurt Recordz - VRCD002 (1997)
AA.VV., "Metal Machine Muzak" CD - Gamma Pop Records
- GPOP001 (Dicembre 1997)
BIOGRAFIA (courtesy GAMMAPOP)
Laundrette nascono a Montecarotto (AN), nell'estate
del 1993.
Fin da subito il gruppo si stabilizza nella più congeniale
formazione a tre: Marco Carlini (batteria e voce), Massimo
Bartera (basso e voce) e Lucio Febo (chitarra).
Nel 1995 registrano il primo demo, positivamente recensito
dalle migliori testate specializzate e programmato in adeguati
spazi radiofonici. Da questo momento i Laundrette intraprendono
un'intensa ed incessante attività live che li porta
sui palchi di tutta la penisola e a supportare gruppi come
Uzeda, Blonde Redhead, Three Second Kiss, Sophia, etc. Se
il demo rappresenta una selezione della loro prima produzione,
sempre in bilico tra sensibilità pop e attitudini
punk, l'evoluzione noise-pop dei Laundrette trova attualmente
riscontro nei loro set live, dove uniscono acide ballate
di stampo americano ad aggressivi episodi elettrici, "dimostrando
notevoli qualità tecniche ed espressive... il risultato
e un sound originale e di forte impatto
le canzoni
dal vivo schizzano come schegge di un art rock
"
(Il Mucchio Selvaggio).
Dopo aver aggiunto al demo cinque nuovi pezzi, i Laundrette
incidono 10 brani, buona parte dei quali inediti, per il
loro CD d'esordio, "Altitude", registrato quasi
interamente in diretta e realizzato con la produzione artistica
di David Lenci, fonico live degli Uzeda. Prodotto in collaborazione
con la Vurt Recordz di Roma e recensito in modo lusinghiero
dalle migliori testate specializzate, il CD evidenzia l'avvicinamento
dei Laundrette a suoni taglienti e nervosi, ed il tentativo
di ricreare in maniera diretta la fisicità e l'intensità
emotiva delle loro esibizioni.
La partecipazione, inoltre, alla compilation "Metal
Machine Muzak" (insieme a Three Second Kiss, Headcleaner,
100%, Northpole, CUT, Massimo Volume e molti altri) testimonia
la presenza dei Laundrette nel panorama del più vitale
underground italiano.
A due anni di distanza da "Altitude", i Laundrette
incidono nuovamente in diretta otto nuovi brani per il secondo
CD "Concrete and Glass", in uscita per la Free
Land Records e Gamma Pop, appositamente riunite. Il CD conferma
una maturità artistica ed un'incisività sonora
che la band ripropone, senza alcuna difficoltà, in
studio come dal vivo.
DAVID LENCI AND SEAN MEADOWS WITH LAUNDRETTE
- "Red House Blues"
Recorded & mixed by A. Venetis at
Red House Recordings Senigallia - May 2001
produced by Gammapop
2002 Gammapop Records
BIOGRAFIA (Courtesy GAMMAPOP)
Red House Blues è un progetto
che nasce dall'incontro di Sean Meadows (guitar/voice) ,
David Lenci (guitar/voice) e i Laundrette (Lucio Febo/guitar,
Massimo Bartera/bass, Marco Carlini/drums).
In una calda serata di fine maggio
del duemilauno, Sean Meadows (ex June of '44, Lungfish,
etc. ) è volato da New York in Italia, destinazione
Senigallia (An), invitato da David Lenci (titolare della
Red House Recordings, già fonico live di Uzeda, June
of '44 e Three second kiss) per un progetto di registrazione
che avrebbe unito tre esperienze e tre percorsi musicali
in una sola idea.
Il risultato è tutto nelle sette tracce che danno
vita a Red House Blues (Gamma Pop Records, distribuzione
Self), interamente composte da Sean e David in dieci giorni,
arrangiate ed incise insieme ai Laundrette nell'arco di
una settimana.
Di fondamentale importanza, poi, è stato l'apporto
dato da Fabio Verdini (Gang) all'organo Hammond e da Luca
Vannicola alle percussioni.
Registrato in presa diretta e
mixato da Andreas Venetis negli stessi studi Red House Recordings,
Red House Blues è il prodotto dell'incontro tra l'elettricità
post-punk e psichedelica di tre chitarre, basso e batteria,
e la disarmante spontaneità del Rock'n'Roll, quella
stessa che ha accompagnato le session in studio così
come i momenti di vita comune.
Questi elementi, uniti ai positivi riscontri di critica
e appassionati, fanno sì che ciò che è
nato come un progetto estemporaneo, sia oggi solo il punto
di partenza di un percorso destinato ad ulteriori sviluppi.
Red House Blues sarà a
breve in tour nonostante i problemi logistici facili da
immaginare; in questo senso il booking è stato affidato
ad Indigena Management.
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