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In questo numero volevamo presentarvi attraverso un'
intervista effettuata via mail, un'etichetta indipendente
italiana che forse ha bisogno di poche presentazioni, e
che si sta facendo molto notare in questi ultimi anni…
è inutile riportare qui le produzioni, i concerti
e le idee della WALLACE: visitate www.wallacerecords.com
per avere maggiori dettagli
ju
Nome:
MIRKO
Cognome: SPINO
Data di nascita: 6 gennaio
1974
Etichetta: WALLACE REC.
Professione: IMPIEGATO
Altri interessi: LA CRISI
DELLA SINISTRA
Ascolti: TUTTI??? GLI ULTIMI
CD CHE HO PRESO SONO LE RISTAMPE DEI RAMONES (SONO VITTIMA
NEL NECROMARKETING)
Celibe o ammogliato: INNAMORATO
CORRISPOSTO
Come ti è venuta in mente
l’idea di mettere “in piedi” un’etichetta?
e cosa ti ha spinto?
..ma soprattutto perché ti ha spinto? Ma che c’era
proprio qualcuno che ti spingeva? SPINGITORI DI ETICHETTE,
su Rieducational channel (l’ho capita solo io e qualche
fan di Guzzanti, credo…). Ho sempre sognato di essere
una star, uno di quelli con il poster all’interno
delle riviste stupide, di quelli che le ragazzine si mettono
in camera. Solo che ho una pessima voce e non posso cantare,
ho provato a suonare qualche strumento ma mi hanno detto
tutti che non era questione di pratica : io ero proprio
negato. Scrivere di musica sui giornali non ne parliamo,
dato che non quaglio molto con la grammatica. Insomma, è
stato un ripiego, pur di poter piazzare il mio nome sulla
copertina di un disco. E ce l’ho fatta! Cazzo se ce
l’ho fatta!
Sei
da solo a lavorare alla Wallace?
Una parte molto importante la svolge il mio computer, anzi,
fa quasi tutto lui. L’ho programmato per rispondere
da solo alle email, fare le grafiche a caso, sta imparando
anche ad ascoltare i promo e a dare giudizi secondo il mio
gusto a cui l’ho addestrato. Tra un po’ gli
farò fare anche i pacchi e lo manderò in posta
a spedirli. Spero di non doverlo mai riformattare se no
dovrei ricominciare tutto da capo. Un’altra parte
del lavoro la fa la mia fidanzata, che non mi rompe la palle
quando, invece di guardare “Un Posto al Sole”
insieme a lei, mi lascia libero di controllare che il PC
faccia il suo dovere. Spero di non diventare in futuro inutile
per l’esistenza della wallace.
Come mai hai scelto questo nome?
Perché gli altri nomi brutti erano tutti occupati.
Wallace è Marsellus Wallace, il negro cattivo che
lo piglia in culo da Zed in “Pulp Fiction”.
E’ autobiografico : sono negro, cattivo e lo prendo
in culo con una palla rossa in bocca.
Da quanti anni ti occupi di questo
lavoro?
Dal 27 Aprile 1999, quindi quasi 4 anni
Ti porta via tanto tempo?
In pratica tutto il tempo libero.
Pensi un giorno di riuscire a dedicarti
solo a questo?
Spero esattamente il contrario, ossia di fare in modo di
poter sembrare sempre un’etichetta vera e professionale,
di stare al passo con le sempre maggiori richieste, ma comunque
di dedicarle tempo, soldi ed energie senza farmi invadere.
Comunque, anche se non ci tengo a fare la volpe nella storia
con l’uva, parliamoci chiaro : come cazzo fai a vivere
pubblicando dischi degli A Short Apnea, degli Anatrofobia
e compagnia bella? E comunque proprio no : campare con la
musica porta sempre a fare cazzate e musica di merda, pochissimi
sono i casi contrari, e comunque non in Italia. Se dovessi
vincere la classica lotteria sicuramente smetterei di lavorare,
ma non smetterei di fare la wallace a fondo perduto. (beh…potremmo
quindi dire che in questo caso “spero” di dedicarmi
un giorno solo a questo)
Spiegaci
bene come funziona in Italia una etichetta indipendente?
quali sono i “passaggi” che portano ad avere
un cd finito? cosa viene a costare un singolo cd?
Credo di essere il meno indicato per dirti “come funziona
una etichetta indipendente”, mentre sono abbastanza
indicato a dirmi come funziona la wallace, etichetta atipica.
Funziona che mi devo innamorare di un CD, capire se il gruppo
che ha fatto quel disco non è formato da teste di
cazzo ansiose di un’etichetta che li lanci nell’olimpo
delle star rock n’ roll, concordare grafica e data
di uscita, e poi mandare il CD in stampa, ritirarlo e spedirlo
in promozione e al distributore. Il costo di stampa di CD
è poca cosa, si tratta di circa due euro o poco più…solo
che ovviamente per ogni CD che mando in promozione vuol
dire che un altro CD mi costa 5 euro. A proposito di questa
storia (campagna CD a prezzo di costo) c’è
un progetto interessante che ho messo in piedi con i Tasaday
: si chiama Kaspar ed i dettagli stanno sul sito wallace
e tasaday.
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Hai
dei rientri economici?
Con un disco solo, quello di Bugo ovviamente : con gli
incassi di quel disco sono finalmente riuscito a comprare
quella casa al mare che mia madre desiderava fin da ragazzina.
Niente comunque a confronto con gli incassi che poi ho
fatto vendendolo alla Universal : mi hanno pagato talmente
tanto che l’ Antimafia è arrivata a casa
mia 28 minuti dopo aver incassato l’assegnone dell’oculata
major. Si sono comunque accorti che non avevo venduto
merce illegale, era tutta merce legalissima. Per la cronaca,
siccome ho la certezza che qualcuno ci crede veramente
che ho guadagnato palate di soldi : l’ammontare
dell’”affare” Bugo mi ha fatto guadagnare
1500 puliti pulti, e non c’è stata nessuna
“vendita” all’oculata major. Con 5/6
dischi ho coperto le spese di stampa, con i restanti ho
perso (da pochi soldi fino anche a un migliaio di euro)
Ti ha mai creato “problemi”
la SIAE?
Il problema che mi crea la SIAE è cercare il posteggio
in centro a Milano, mettere l’auto in divieto per
poi fare la fila, spiegare ad uno sportello pubblico come
mai gli autori dei miei dischi non vogliono la tutela
delle loro musiche, come mai le copertine sono così
strane, etc…per poi infine pagare per un servizio
che non voglio, cosciente che sto dando i miei eurini
a qualche pappone “grande artista della musica italiana”.
Ritirare i bollini e tornare a lamentarmi perché
hanno scritto MARCO SPINO sul bollino.
La grafica del packaging dei cd
porta il tuo nome, hai sempre fatto tutto tu o è
da poco che hai intrapreso questo percorso?
Ho sempre fatto tutto io tranne in un paio di casi : ci
tengo a mettere qualche errore sulle grafiche : ogni disco
ne ha uno. Questo perché siccome ho il vizio di
ubriacarmi prima di lavorare, alla fin fine la minchiata
ci scappa sempre. Fare le grafiche è la parte più
divertente dell’etichetta.
Hai un sito molto dettagliato e spesso aggiornato [www.wallacerecords.com]:
te ne occupi anche tu di questo?
Esatto, con la stessa logica alcolica con cui faccio le
grafiche. Del resto, mica posso permettermi di pagare
un grafico o un webmaster, quindi di necessità
virtù.
Ho notato che sei molto legato
ad Audioglobe come distribuzione, lasci in mano loro tutto,
o te ne occupi in parte anche tu?
La distribuzione vera e propria nei negozi la fanno loro,
e la fanno bene, anche se poi le vendite non sono granchè:
Audioglobe non è una major che può tranquillamente
imporre le uscite ai negozi, se le deve guadagnare, e
di certo i dischi miei non sono la loro arma segreta.
Io mi occupo di qualche richiesta in mailorder, ma nei
negozi non arrivo direttamente….
Ti arrivano a casa molti cd di
gruppi che vorrebbero farsi produrre, o se tu che vai
alla ricerca? la scelta dei gruppi è sempre molto
difficile? su che basi avviene?
Si, me ne arrivano una valanga, circa una decina alla
settimana. Nove di questi non mi piaciono per niente,
in media. Non vado alla ricerca di gruppi perché
ho già molte uscite, ma quando mi arriva un buon
demo sono felicissimo di averlo ricevuto, anche se poi
magari non ci lavorerò insieme. In verità
non mi è mai stato difficile scegliere i gruppi,
e probabilmente non li ho mai scelti : era naturale lavorare
insieme…come ti dicevo, la wallace è un’etichetta
atipica.
Quanti gruppi annoveri nella
scuderia Wallace?
Compilation a parte ho lavorato con venti gruppi, una
decina con regolarità e per più uscite.
C’è qualche
gruppo che ti penti di avere prodotto? e pensi di avere
sbagliato qualche volta a non sceglierne altri?
Mi sto ancora mangiando le palle per aver sbattuto fuori
casa a calci in culo Vasco Rossi: voleva fare un disco
un po’ andergraund, di quelli che piacciono ai giovani.
I dischi che ho prodotto mi piacciono tutti, nessuno escluso.
Nessun pentimento. Avrei voluto evitare, col senno di
poi, di vivere alcune situazioni, ma non mi pento nemmeno
di quello.
C’è qualche
altra etichetta in Italia che ti piace o a cui fai riferimento?
e all’estero?
Si qualcuna c’è, anche se diverse stanno
chiudendo. Sono in generale in buoni rapporti con la altre
etichette di “fattura” simile alla mia ed
in questo modo posso dire che faccio riferimento a loro
: Bar la Muerte, Free Land, Snowdonia, Psychotica, Iceforeveryone,
Raving…Ci sono anche altre etichette estere con
cui sono in contatto e ci sono rapporti simili a quelle
italiane. Le massime espressioni di discografia indipendente
che mi vengono in mente sono comunque rappresentate da
Touch & Go, Dischord e Skin Graft.
Perché pensi che
in Italia sia così difficile commerciare questo
tipo di musica, che rimane purtroppo solo di “nicchia”?
dove sono gli errori, e di chi?!
Non credo di tratti di errori imputabili a qualcuno di
preciso : molti fanno errori che generano poi altri errori,
ma sono solo tutti questi errori messi insieme che determinano
la pietosa considerazione che hanno “questi gruppi”.
Chiaro che sbagliano UN PO’ i giornalisti perché
danno spazio sempre al gruppo “pompato” di
turno : questo perché devono stare dietro alla
cronaca, devono parlare di “cose legate alla musica
di cui si parla in giro”, non di musica. Idem le
radio (non tutte). Chiaramente è anche UN PO’
colpa dei locali, che invece di azzardare vanno sul sicuro
: gruppo cover (che tra l’altro costano un casino)
e la gente balla sui tavoli, il dj fichetto non costa
un cazzo, non devi stare a microfonargli 4 strumenti e
fa molta tendenza. E come non dire che è UN PO’
colpa delle etichette che cercano sempre i cloni di qualcuno.
Oppure è un UN PO’ colpa dei gruppi che sono
veramente un po’ cloni di qualcuno? Oppure “queste
musiche” sono “queste musiche” proprio
per il fatto che sono “di nicchia”?
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MIRKO SPINO / WALLACE RECORDS
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