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.::LORCA::.
Lorca, come entità “da
cameretta”, nasce nel 1998 come progetto solista di
Andrea Filippin, intento a registrare le proprie canzoni
su un 4-tracce quasi per gioco, come regalo di Natale per
gli amici più cari. Il primo demo dello stesso anno
si conquista sorprendentemente ottime recensioni sulla stampa
specializzata, e l’anno seguente, dopo che la one
man band è diventata un duo (con la collaborazione
in pianta stabile dell’amico Mauro Martinuz), con
la registrazione della seconda cassetta “Goggles must
be worn” il progetto Lorca si guadagna un posto fra
i migliori dieci demo dell’anno secondo la rivista
Rockerilla (premio Brico Sound 1999). La terza raccolta
ufficiale (“Any old thing will do”) viene distribuita
dalla micro-etichetta milanese Under My Bed, e si fa notare
con buone recensioni su alcune web’zine come Suburbia
Magazine e La Haine. Da sempre restii ad esibirsi dal vivo,
i due Lorca sembrano ora voler invertire la tendenza organizzando
alcune uscite con un minimale set acustico, mentre è
ormai prossima la pubblicazione per Under My Bed Recordings
di uno split in compagnia di Onq. (Febbraio 2003).
@:
Partiamo da qui, dalla biografia ufficiale scritta di suo
pugno da Andrea Filippin e chiediamo a Lorca, dopo i primi
live set acustici come hanno vissuto la dimensione live.
Mauro: suonare dal vivo è stato bellissimo…poi
per me era anche la prima volta che cantavo ed è
stato molto emozionante
Andrea: emozionante, sì, anche strano, certi pezzi
ripresi per i live set sono piuttosto vecchi, alcuni suonati
precedentemente una sola volta, in fase di registrazione,
e poi lasciati a prendere polvere. Può sembrare stupido
ma suonare alcune cose mi trova imbarazzato, come se stessi
mettendo in piazza faccende molto personali. Comunque il
riscontro è stato buono.
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Dal profondo nord-est ovunque conosciuto per tutto tranne
che per cose belle ed emozionanti, quali sono le vostre
fonti di ispirazione, visto che mi sento di escludere la
Zanussi e Benetton..
Mauro: l’importante penso sia veicolare le sensazioni
che una terra ti evoca nel modo giusto, voglio dire c’è
chi passa il tempo a lamentarsi di quanto sia noioso il
nord-est e c’è chi, come me, cerca di stimolarsi
scrivendo canzoni, magari tristi(!!!!) ma canzoni!!!!!
Andrea: non a caso Bob Dylan è nato a Duluth e non
a New York. Immagino sia inevitabile venire influenzati
dal luogo in cui si vive, e noi viviamo in una realtà
(geografica e sociale) il cui carattere distintivo sembra
essere la perdita di identità. I centri abitati si
frantumano a colpi di capannoni industriali fino a diventare
un’unica indistinta periferia, dove le casalinghe
vanno a fare la spesa con il fuoristrada. Direi che come
fonte di ispirazione non è affatto male.
@:
So che Mauro è molto attivo anche con altri gruppi,
oltre che a sperimentare in proprio anche con l’elettronica
dei computers e synth. Cosa ne pensate in genere delle collaborazioni
incrociate tra gruppi o dell’appartenenza a più
progetti contemporaneamente?
Mauro: collaborare mi piace un sacco. Consente ad un musicista
di fare un sacco di esperienza, e di crescere un sacco sia
nelle conoscenze tecniche che artistiche. Mi piace sia a
distanza che in sessions improvvisate in qualunque luogo!!!
Andrea: siamo entrambi dei tipi creativi ma soprattutto
dispersivi, ci viene naturale impegnarci a perdere più
tempo possibile. Quindi, ben vengano progetti paralleli
e divagazioni di ogni tipo.
@:
Mi sembra che pur non essendo originalissima (ma chi lo
è oggi?) la scena indipendente stia mostrando la
voglia di rischiare un po’ di più senza scimmiottare
i Marlene di turno. Ci sono un sacco di piccole etichette
che si sbattono per far circolare buona musica, penso a
Under My Bed, Loveboat e molte altre e ci sono poi anche
dei casi come la Homesleep che ha creato una serie di contatti
anche all’estero e presenta gruppi di indubbia qualità.
Come vedete la situazione italiana?
Mauro: è vero, qualcosa sta cambiando. Per quanto
mi riguarda a parte quella con under my bed (distributrice
di Lorca) la mia esperienza con le etichette discografiche
è sempre stata pessima. Anche quando si è
trattato di lavorare con un produttore di una major( caro
Matteo Bonsanto)
Andrea: viva il fai da te e le etichette cd-r. La scena
discografica italiana, come pure tutte le altre, mi sembra
un po’ spaesata dalla mancanza di una vera big thing,
di un filone da spremere per bene, di un genere da far assurgere
a suprema moda giovanile. La Homesleep è una piacevolissima
anomalia, veri appassionati che fanno scelte intelligenti
e che hanno i mezzi e le capacità per realizzarle.
@:
Una mia domanda classica, da dj curioso: mi date una vostra
playlist, cosa ascoltate di recente?
Mister Sixties, Alaska Dancehall
Frankie Sparo, My Red Scare
Plaid, Double Figure
Cat Power, You Are Free
Devendra Banhart, Oh Me Oh My…
@:
Una domanda da giornalista di Rockerilla: progetti per il
futuro?
Mauro: fumare meno sigarette, scrivere canzoni, trovare
un modo per laurearmi anch’io(!!!) , iniziare con
i laptop set.
Andrea: di fumare ho smesso, la laurea ce l’ho, e
i laptop non so neanche cosa sono: non mi resta che scrivere
canzoni…
Onga:Martini Brothers
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.::Larsen/Rever::.
young god records-2001/2 [YG19]
Un caso musicale quello di Larsen? Hanno
prima tormentato di strani cdr il loro futuro produttore
Michael Gira dell’americana YoungGod records, (quella
di Calla, Swans, o l’ultimo Ulan Bator) inviati
tutti il primo giorno del mese, per poi invitarlo allegando
biglietto per Torino andata e ritorno e il pagamento in
anticipo, destinazione i loro studi per farsi incidere
un master con preghiera di pubblicazione. In aggiunta
alla stranezza il fatto che Michael Gira non li abbia
mai potuti vedere ma solo registrare durante il suo soggiorno
torinese per oscura scelta del gruppo. Raccontato così
dallo stesso Michael Gira ci si chiede se questo gustoso
preambolo non sia già contenuto in qualche pagina
di letteratura d’annata, o non sia forse il tentativo
caro al rock di mascherare i propri eroi (Residents docet)
per meglio attirare l’attenzione (tranquilli, non
stiamo parlando dei Kiss!!).
Ci piace pensare che sia andata davvero così, lasciamoci
ingannare, perché il disco è lo specchio
di questo senso di curiosità: un mantra di suoni
sovrapposti e voci parlate/cantate in loop che trascinano
in uno strano mondo di buio e avanguardia, sprazzi improvvisi
di suoni e lampi a rischiarare lo spirito improvvisativo
di fondo.
Difficile distinguere le singole tracce di Rever, come
per un disco di kraut rock e il suo sapore di non ancora
finito, di istantanea da studio. Eppure il finale di “Radial”
con un’apertura improvvisa di fisarmonica dopo minuti
di suono industriale; sempre finale, ma stavolta di “Akin”
con la sospensione sul basso, partitura delicata impreziosita
dalla tromba dopo lo sviluppo caotico dell’intero
pezzo o la leggerezza tutta in chiave post-rock di “Finger
Number Six” e della finale “Impro #1”
con sempre la fisarmonica a fare da lieve sottofondo,
sono elementi che ti scrivono bene in testa che questo
disco bisogna per forza averlo o comunque ascoltarlo,
sono particolari in chiaro, sprazzi.
E’ strano Rever, ma dopo l’ascolto la voglia
è di ricominciare tutto daccapo, premere di nuovo
play e rimettersi a vagare nel labirinto.
Again and again.
Al
.::INTERVISTA AI LARSEN
di Fabio Battistetti::.
come
è nato larsen ?
LARSEN NASCE 10 ANNI FA DALL'INCONTRO TRA ME (FABRIZIO,
CHITARRA), SILVIA (BASSO), E MARCO (BATTERIA)
TUTTI E TRE ASSOLUTAMENTE INCAPACI DI SUONARE , MA CON
UNA MANCIATA DI IDEE DA VERIFICARE, 10 ANNI DOPO SILVIA
NON FA PIU' PARTE DEI LARSEN E L'ORGANICO SI E' STABILIZZATO
CON LA PRESENZA DI PAOLO (TASTIERE,FISARMONICA) E ROBERTO
(CHITARRA) , 2 ALBUM , UN MINI, UNA MANCIATA DI CONCERTI
, E PROGETTI VARI ALLE SPALLE E ANCORA DI PIU' IN VISTA
lo definite un progetto
? o semplicemente una band ?
vi chiedo questo perchè ultimamente avete aperto
versanti che vanno oltre
la musica in se... volete raccontarci qualcosa al riguardo
?
FACCIAMO MUSICA, QUESTO è QUANTO, A VOLTE CI CAPITA
DI CONFRONTARCI CON
REALTA' ALTRE , QUALI IL CINEMA PER IL QUALE ABBIAMO FATTO
UN PAIO DI
COLONNE SONORE, COSA CHE CI PIACE MOLTO E CHE TROVIAMO
ASSOLUTAMENTE IN
LINEA CON LA "VISIONARIETA'" DELLA NS MUSICA
INTENDIAMO METTERCI ULTERIORMENTE ALLA PROVA SU QUESTO
VERSANTE
dal primo mini cd autoprodotto
a rever (prodotto per Young God records) cosa è
passato nel frattempo ?
DICEVO PRIMA PIU' DI 10 ANNI, QUINDI TANTE COSE SON PASSATE
ED ANNO CONTRIBUITO AL CAMBIAMENTO DEL NS SUONO CHE STA
DIVENTANDO SEMPRE PIU' "NATURALE" E CALDO, ANCHE
SE LE LOGICHE CHE LO SOTTENDONO NON SONO POI ALLA FINE
DEI CONTI TANTO DIVERSE DICIAMO CHE SIAMO PASSATI DALL'ESPLOSIONE
ALL'IMPLOSIONE , DALL'AGGRESSIONE ALL'ATMOSFERA E NE SIAMO
PARTICOLARMENTE FELICI
musica italiana ? cosa ne
pensate ? azzarderei a dire che voi siete più "internazionali"
(per legami e produzioni), ma cosa è che vi lega
a torino, ad esempio ?
QUESTA COSA DELLA PRESUNTA INTERNAZIONALITA' DELLA NS
MUSICA SEMBRA COLPIRE PIU' GLI ALTRI (LA STAMPA SOOPRATTUTTO)
CHE NOI STESSI, OVVIO CHE AVERE UN ALBUM FUORI PER UN
ETICHETTA COME LA YOUNG GOD CI FA ESTREMAMENTE PIACERE,
SOPRATTUTTO PERCHè VUOL DIRE RENDERE LA NS MUSICA
DISPONIBILE OVUNQUE NEL MONDO, MA DI PER SE NON DOVREBBE
ESSERE UN PLUS VALORE, IL FATTO CHE INVECE IN QUALCHE
MODO LO SIA NON FA ALTRO CHE CONFERMARE UNO SGUARDO ASSOLUTAMENTE
PROVINCIALE DELLA CRITICA CHE DA VALORE AI PRODOTTI MUSICALI
NON TANTO IN BASE AL LORO INTRINSECO VALORE ,MA IN BASE
ALLA RISPOSTA DEL MERCATO., SARA' UNA CONSTATAZIONE OVVIA,MA
NON PER QUESTO MENO DEPRIMENTE. CIO' NON TOGLIE CHE L'ATTENZIONE
RISERVATA AI LARSEN E' INDUBBIAMENTE MAGGIORE ALL'ESTERO:
LO CONFERMANO IL NUMERO DI COPIE DI REVER VENDUTE IN AMERICA
IN CONFRONTO CON QUELLE SUL MERCATO ITALIANO (SIAMO IN
RAPPORTO 15 A 1 !!!9 O IL FATTO CHE NELLE ULTIME NS DUE
DATE ITALIANE ABBIAMO AVUTO UN 150 SPETTATORI MENTRE IN
UN UNICA DATA IN POLONIA 450. CIO' DETTO MOLTO CI LEGA
A TORINO VISTO CHE TUTTI E 4 VIVIAMO FELICEMENTE
NELLA NS CITTA' LE CUI ATMOSFERE CREDO SI RIFLETTANO PIù
CHE POSITIVAMENTE NELLA NS MUSICA, MA ALLA FINE DEI CONTI
E' UN FATTO MERAVIGLIOSAMNTE PERSONALE ED AFFETTIVO CHE
BEN POCO A CHE VEDERE CON I LE CIFRE DI CUI
PARLAVAMO PRIMA. L'ITALIA A PARECCHIE REALTà MUSICALI
INTERESSANTI, BASTA CITARE QUALUNQUE COSA CHE ESCE PER
L'ETICHETTA DI BRUNO DORELLA BAR LA MUERTE PER ESEMPIO,
MA IL FEEDBACK CHE VIENE RISERVATO A QUESTI PRODOTTI SUL
TERRITORIO A NAZIONALE E' SOSTANZIALMENTE NULLO, PER QUANTO
MI DISPIACCIA DIRLO, IL LIMITE CULTURALE E L'OSSESIONE
TRENDISTA CHE CARATTERIZZA IL PANORAMA MUSICALE ITALIANO
( E NON MENATEMELA COL COSTO DEI CD O LA PIRATERIA VIRTUALE!)
NE SONO L'UNICA DISDICEVOLE CAUSA. FINMCHE NON IMPAREREMO
A CONSIDERARE LA MUSICA UN PRODOTTO CULTURALE,ARTISTICO
AL PARI DEGLI ALTRI E NON MERO INTRATTENIMENTO SENZA VALORE
DI MERCATOLA SITUAZIONE NON SI SBLOCCHERA', E NOI COSI'
COME BAR la MUERTE O STARFUCKERS O MOLTRI ALTRI CONTINUEREMO
A RIVOLGERCI ALL'ESTERO CON LA CONSAPEVOLE ARROGANZA DI
SUONARE PER CHI VUOLE ASCOLTARE
curate una serie di progetti
paralleli decisamente articolati, coesistono con larsen
tranquillamente ?
ASSOLUTAMENTE SI ED ANZI ALIMENTANO SEMPRE PIU' IL BACINO
CREATIVO DEL PROGETTO LARSEN
quali
sono le ispirazioni principali per larsen ?
NOI STESSI E POI SIAMO ABBASTANZA CURIOSI DA SAPERCI GUARDARE
ATTORNO
GRAZIE
LARSEN.TO.IT
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