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PECKSNIFF
da
quanti anni suonate insieme?
Stefano Poletti: Dal 1998. Non ero capace di suonare ma
avevo voglia di scrivere canzoni, così con mio fratello
Marcello (batteria) e Filippo Bergonzi (chitarra), tutti
incapaci tecnicamente abbiamo iniziato a suonare nei locali
e allo stesso tempo ad imparare a suonare. Poi 2 anni fa
mio fratello si è fatto prendere dal “Produci-Consuma-Crepa”
ed è stato sostituito dal comunque abile Massimo
Morini. Poi si è aggiunta la divina Patrizia Dall’Argine
e poi i suonatori di giocattoli Simone Sommi e Fabrizio
Battistelli.
quanti
dischi avete già inciso?
St: Un demotape molto adolescenziale,
un disco autoprodotto in cui abbiamo condensato tutte le
idee (troppe) degli inizi e in cui manca l’autodisciplina
necessaria per fare un buon lavoro e l’ultimo album
“Elementary Watson” uscito per Merendina Records
(etichetta creata da noi insieme ad altri gruppi e personaggi
di Parma) in cui è presente la nuova formazione.
tutti
rigorosamente fatti in casa?
St: Ti stupirà, ma tutti e due gli album sono stati
fatti in studio. Nessuno di noi sarebbe in grado di fare
un buon lavoro in casa. Poi con l’ultimo è
stata una scelta ancora più motivata perché
c’era Amerigo Verardi (Lotus, Lula, + miliardi di
produzioni) che si era reso disponibile e noi ne abbiamo
approfittato, visto che lo stimiamo molto e, perché
volevamo un “Deus ex-machina” che ci desse dei
consigli sui pezzi in maniera “distante”.
secondo
voi, il lo-fi è un genere o un tipo di approccio
musicale?
St: Penso che il termine lo-fi sia nato per descrivere un
certo tipo di registrazione (penso a Syd Barrett e ai Beat
Happening), dopodiché sia stato usato per descrivere
un’attitudine slackeriana e autoironica (Pavement)
del porsi rispetto alla musica nato in reazione-scontro
al perfezionismo sterile anni ’80 e che oggi (ed a
mio parere giustamente) sia diventato un genere, in quanto
c’è più “volontà”
che “necessità” di andare in quella direzione
e che questa “volontà” sia meno fenomenologicamente
occulta e che quindi ci sia più consapevolezza e
(forse) furbizia.
Fab: Carne cotta senza fuoco.
cosa
vi ha spinto a confrontarvi con questo tipo di musica?
St: Penso che più che spontanea adesione al movimento
ce ne siamo ritrovati invischiati. All’inizio eravamo
più sullo sperimental-avanguarde, poi ci siamo ritrovati
sempre più nel termine lo-fi. Ho sempre ascoltato
musica lo-fi , ma ultimamente amo questo “approccio”
in maniera più elitaria e appassionata.
suonate
anche in altre band?
St: Massimo suona negli All Fool’s Day, un gruppo
emo-core e Fabrizio ha un progetto cantautorale estremo
chiamato Nephtali Shaffranek.
com'è
composta la formazione del gruppo?
St: Io canto e suono la chitarra acustica, Massimo suona
un set di percussioni molto minimale, Filippo chitarra elettrica
e basso, Patrizia canta e suona i giocattoli ed infine Simone
e Fabrizio agli arrangiamenti, per lo più con giocattoli.
Poi c’è Luca Galuppini aka ONQ, ex batterista
Morose e musicista validissimo che fa qualche comparsata
ad alcuni nostri concerti suonando la sega musicale. Sarà
ospite anche del nostro prossimo disco e rinnovo qui l’invito
anche per Davide cantante dei Morose col quale ci vediamo
spesso in una discoteca lounge di Parma.
qual'è
la vostra occupazione nella vita?
St: Io, Patrizia e Filippo ci stiamo per laureare, Simone
ha un diploma universitario e sta facendo servizio civile,
Massimo e Fabrizio sono impiegati.
quante
copie avete stampato di questi ultimi dischi?e quante vendute?
St: 1000 sono le copie che abbiamo fatto stampare e 600
fra vendute e spedite
perché
secondo voi, in Italia si vendono cosi pochi dischi?e perché
la gente pensa che i prodotti italiani siano sempre di qualità
inferiore rispetto a quelli d'oltreoceano?
St: Penso che il pubblico stia subendo una sorta di mitridatismo
da parte delle Major scaturendo un incapacità di
capire la differenza fra il proposto e il bello. Penso che
la maggior parte del pubblico si accorga della merda che
gira, ma in molti non sanno dove andare a cercare, sia nello
scaffale dei negozi (in cui ormai si trova veramente poco
di valido) sia dentro se stessi. Risultato: si vendono pochi
dischi.
Sim: Secondo me o si è dentro al massimo nella scena
“alternativa” o si è completamente fuori,
ascoltando per lo più quello che passa la radio,
o peggio la televisione, ovvero prodotti fatti per vendere
e guadagnare. Una certa mediazione tra le parti secondo
me aumenterebbe l’interesse per certi gruppi
chi
ha scritto i testi? da cosa sono stati ispirati?
St: Io scrivo i testi. Difficile è spiegare l’ispirazione
perché è differente ogni volta, mentre si
può spiegare l’ approccio con cui affronto
l’ispirazione: non mi interessa farla confluire in
una direzione ideal-didattica-educativa. Non sono in grado
di dire ciò che è giusto o sbagliato, né
sono interessato a fare sapere cosa lo è per me.
In Elementary Watson ho cercato di analizzare l’aspetto
relazionale e simbolico delle cose, lasciando la libera
associazione all’ascoltatore. Ho cercato di essere
il meno invadente possibile. Lo stesso pezzo assume valenze
diverse sia da persona a persona, sia da ascolto ad ascolto.
il nome
del gruppo ha un significato particolare?
St: Ci piaceva come musicalità, e ultimamente ho
imparato a trovarlo perfetto per il nostro genere di musica
anche dal punto di vista del significato. Becco che annusa.
Fi: Comunque il nome è stato trovato per caso un
pomeriggio del ’98 sfogliando il dizionario di inglese;
abbiamo anche scoperto che è il nome di un personaggio
di un libro di Charles Dickens ed è entrato nel linguaggio
comune per indicare una persona ipocrita.
siete
contenti del risultato ottenuto dal disco?vorreste modificare
qualcosa?
St: Il disco è perfetto così com’è,
siamo molto contenti di essere riusciti ad avere un risultato
molto simile a quello che avevamo in testa e di essere riusciti
a mantenere una certa sincerità anche nelle emozioni.
Gli errori poi, col tempo, sono diventati tesori ai quali
solo noi possiamo accedere perché siamo gli unici
a sapere ciò che era voluto e ciò che non
lo era.
quali
sono i vostri ascolti? e quali sono i gruppi italiani che
vi piacciono in questo momento?
St:I miei gruppi preferiti sono Belle & Sebastian, Pavement
e Bright Eyes, da sempre ho una passione per il country,
ultimamente mi è piaciuto l’album degli Yeah
Yeah Yeahs. Di italiani Morose, Maisie, Midwest, Perturbazione,
Julie’s Haircut, Yuppie Flu
Fi:concordo in tutto e per tutto con Stefano.Aggiungerei
Will Oldham, Pedro the Lion, Silver Jews Joan of Arc, Owen
e tra gli italiani i Giardini di Mirò.
Sim: Più o meno come sopra, in più una miriade
di gruppi cosiddetti indie sia americani che inglesi: Mogwai,
Guided by voices, Grandaddy, Modest Mouse Damien Jurado,
Wilco e tanti altri. Tra gli italiani menzione per gli amici
Reflue di Parma.
Fab: Bon Jovi.
c'è
qualche etichetta discografica che vi piace particolarmente?
St: Sarebbe bello lavorare al nostro progetto Merendina
Rec., riuscire a produrre altri gruppi, avere una distribuzione
dignitosa e una visibilità fuori dall’Italia…
ma il mondo là fuori è duro e noi ci dobbiamo
ancora fare le ossa.
A parte questo stimiamo molto Snowdonia per lo spirito più
puro che ci sia in giro ai giorni nostri. Se dovessi scegliere
una casa per cui uscire direi Homesleep per l’importanza
e per la visibilità che ci procurerebbe. W Ouzel,
Under my bed e Cane Andaluso, Marsiglia.
chi
mandereste a cagare?
St: I Pavement perché si sono sciolti; sentiamo la
mancanza di Nastanovich, Ibold e Westy. Qualcuno sa che
fine hanno fatto?
Sim: Lorenzo Pietralunga perché so che leggerà
questa intervista. Scherzo.
Pat: Costanzo e moglie.
progetti
futuri?
St: Stiamo scrivendo i pezzi per il prossimo album su cui
punteremo molte energie, e speriamo di essere supportati
dalle energie di chi crede o crederà in noi. Puntiamo
a un lavoro molto ambizioso. Puntiamo.
vorreste
diventare famosi?
St: Chiunque vorrebbe non passare la sua esistenza su questo
pianeta inosservato, vorremmo che i nostri pezzi procurassero
emozioni a più gente possibile, la fama della mia
persona non mi interessa e penso nemmeno agli altri.
Fab: buono il pomo, ma miglior la radice.
lasciate
i vostri contatti
St: Abbiamo un nostro sito, molto particolare, curato da
Fabrizio, l’indirizzo è http://go.to/pecksniff
, dal quale si possono acquistare i nostri dischi e trovare
alcune cose strane. La nostra mail è info.pecksniff@libero.it
e invitiamo chiunque volesse comunicare con noi a farsi
sotto senza scrupoli.
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MOROSE
da
quanti anni suonate insieme?
DAVIDE> Dal 98. Con qualche pausa. Negli ultimi due
anni, da quando abbiamo iniziato a suonare dal vivo, la
formazione ha subito numerosi mutamenti.
quanti dischi avete già
inciso?
DAVIDE> Un paio di cd-r per la ouzel e diverse altre
cose per piccole etichette, ma "la mia ragazza"
è il nostro primo cd stampato.
MAURO> Tra le cose stampate, c'è anche "Love
is a swindle", il 7" split con i Minmae, stampato
da Try Not To Look.
tutti rigorosamente fatti in
casa?
DAVIDE> Si. Abbiamo sempre registrato a casa di Mauro,
e in camera di Luca..
secondo voi, il lo-fi è
un genere o un tipo di approccio musicale?
DAVIDE> Le parole sono puttane ed ognuno le usa come
gli pare. Il problema delle classificazioni non mi ha
mai appassionato.
MAURO> Il lo-fi è un modo di registrare, quasi
sempre imposto da agenti esterni, tra cui povertà
e ignavia. Questo modo di registrare fa sembrare tutto
uguale, e quindi per molti è diventato anche un
genere. Pensa che c'è gente che dice che ricordiamo
i Pavement (eppure noi nella maggior parte dei pezzi non
usiamo né batteria né chitarra distorta).
Boh. Però è anche un approccio musicale.
Ma non è un genere.
cosa vi ha spinto a confrontarvi
con questo tipo di musica?
DAVIDE> Molto spesso le cose accadono e basta. Mauro
aveva un 4 piste, io delle canzoni sconclusionate e Michele
moriva dalla voglia di suonare il suo flauto delle medie.
suonate anche in altre band?
MAURO> Suono la batteria coi Lo-fi Sucks!, e poi mi
diletto nel registrare roba mia per i fatti miei... Se
in estate trovo un paio d'ore libere, vorrei suonare le
mie canzoni con altri esseri umani, giusto per vedere
che effetto fa avere intorno della gente che impara i
miei pezzi. L'ultima volta che è successo che proponessi
un pezzo mio, si è sciolto il gruppo.
com'è composta la formazione
del gruppo?
MAURO> C'è una parte stabile, una metastabile,
e una instabile. Io e Davide suoniamo da sempre insieme
nei Morose, e lo facevamo prima anche nei Kalte Sterne.
Nel frattempo, molti sono arrivati, e molti se ne sono
andati. Valerio è con noi da circa 7 mesi, spero
che resti in maniera definitiva. Per questi ultimi concerti
e il prossimo mini-tour in Inghilterra verrà con
noi anche Hiyori alle percussioni / pianolina / basso,
ma da settembre credo che prenderemo di nuovo un batterista
vero (cosa di cui abbiamo fatto a meno per tutti i concerti
per la promozione dell'album, mi pare siano circa 15
ormai).
qual'è la vostra occupazione
nella vita?
DAVIDE> Tutti studenti. Lavorare stanca.
quante copie avete stampato di
questi ultimi dischi? e quante vendute?
MAURO> Non so, il disco nuovo è arrivato nei
negozi (spero) a giugno, ci pensava audioglobe, e non
so ancora nulla di come stia andando. Per il vinile, a
noi ci spettavano 30 copie, credo che ne abbiamo ancora
una decina, non male, se consideri che sono passati solo
due anni.
perché secondo voi, in
Italia si vendono cosi pochi dischi?e perché la
gente pensa che i prodotti italiani siano sempre di qualità
inferiore rispetto a quelli d'oltreoceano?
MAURO> Non lo so, ma appena lo scopro divento miliardario.
Non è vero che i prodotti Italiano sono SEMPRE
inferiori a quelli d'oltreoceano, ma SPESSO sì.
Per fortuna ci sono piacevolissime eccezioni.
chi ha scritto i testi? da cosa
sono stati ispirati?
DAVIDE> Credo che i miei testi siano già sin
troppo espliciti. Aggiungere qualcosa significherebbe
ucciderli del tutto.
· il nome del gruppo ha un significato particolare?
DAVIDE> Morose era il titolo della nostra prima cassetta,
dedicata agli amori non corrisposti. Il suo doppio significato
ci sembrò appropriato. Poi lo abbiamo tenuto per
inerzia.
siete contenti del risultato
ottenuto dal disco? vorreste modificare qualcosa?
MAURO> io sono felicissimo di com'è venuto fuori
questo disco, ma faremo di tutto affinché il prossimo
ci piaccia ancor di più.
quali sono i vostri ascolti?
e quali sono i gruppi italiani che vi
piacciono in questo momento?
MAURO> Mentre sto rispondendo a queste domande, ascolto
American Analog Set, Lali Puna, Grandaddy, Califone (tutti
dischi che ho comprato di recente, eccetto i Lali Puna).
Tra i gruppi italiani, ultimamente mi ha colpito moltissimo
il concerto dei Candies, veramente superlativo; mi incuriosiscono
molto i Tottemo Godzilla Riders, e amo ascoltare i CD
di Skoda, Milaus, Non Voglio Che Clara, Laundrette, più
ovviamente tutte le cose che sono uscite su Ouzel, tra
cui Mouse and Sequencers, Onq, Valerio Sartori. Ma ci
sono molti gruppi italiani molto belli.
c'è qualche etichetta
discografica che vi piace particolarmente?
MAURO> L'unica di cui mi piaccia l'intera discografia
è ovviamente Ouzel. Altre etichette che hanno sfornato
bellissimi dischi sono Bar La Muerte, Suiteside, Cane
Andaluso tra le italiane, mentre per le straniere nel
mio cuore ci sono Domino, Sub Pop (soprattutto per i suoi
gruppi "minori"), Too Pure, Fat Cat... Boh me
ne vengono in mente a decine, non saprei chi dire e chi
non dire...
chi mandereste a cagare?
MAURO> Le persone che odio le mando a cagare di persona...
Purtroppo ce n'è un paio che non ho ancora avuto
tempo di mandare a cagare, ma appena ci sarà l'occasione
lo farò. Comunque a viso aperto.
progetti futuri?
MAURO > Viviamo alla giornata.
vorreste diventare famosi?
DAVIDE > A Ponzano Al Monte già mi conoscono
tutti.
· lasciate i vostri contatti
MAURO> www.morose.cjb.net
°°°° http://web.tiscali.it/ouzel
°°°°
ouzel@libero.it
il disco è nato grazie
alla collaborazione di più etichette
(Ouzel,Under My bed,Cane Andaluso, )come mai questa scelta?
MAURO > Volevo che fosse una co-produzione, per promuovere
meglio e per avere meno spese. Ho chiesto alle etichette
con cui sono in contatto, e queste quattro sono quelle
che hanno raccolto la "sfida".
nel disco vengono suonati molti
strumenti; ci sono state delle collaborazioni esterne
o avete inciso tutto voi?
MAURO> Ci sono state delle collaborazioni. Sul sito,
ci sono tutti i
dettagli di CHI ha suonato COSA, per tutti i pezzi da
noi registrati in
questi cinque anni.

.::MOROSE/la
mia ragazza mi ha lasciato::.
[OUZEL/Under My Bed/Kimera/Cane Andaluso] 2003
Se volete far sapere ad un
vostro amico che la vostra ragazza vi ha lasciato, non
dovete fare altro che contattare la Ouzel rec, o la Kimera
rec, o l'Under my Bed o la Cane Andaluso e comperare l'ultimo
cd dei Morose. Dopo di che dovrete compilare la faccia
superiore del classico packaging della Cane Andaluso con
un francobollo e l'indirizzo del destinatario e spedire...
Ma forse a questo punto vi conviene tenerlo e ascoltarlo,
perchè il primo cd a lunga durata dei Morose merita
davvero.
Chitarra acustica e voce sono la base delle danze che
si evolvono con l'aggiunta di archi, fisarmonica, kazoo,
sega, pianoforte e ci allietano con dei brani a volte
un po' cupi e malinconici, ma che non fanno venire tristezza,
ma ci coccolano e ci scaldano il cuore.
A volte più spensierati e leggeri, da canticchiare
alla vostra ragazza che vi ha appena lasciato, i Morose
intrecciano voci e strumenti e armonia da far pensare
su come bastino due microfoni, una camera e buon gusto
per fare un bel disco.
Se vi piacciono i Black Heart Procession, Leonard Cohen,
Sebadoh, Tom Waits, non aspettate che il cd passi per
radio (cosa che gli auguro ndr) e andate a comperarlo...
può essere un motivo in più per avvicinarvi
anche alle interessanti etichette che hanno collaborato
per l'uscita del disco.

.::PECKSNIFF/elementary watson::.
[merendina rec] 2003
La prima cosa che mi è
saltata all'orecchio è stata la sincerità
e la freschezza di questo disco costruito su voci che
viaggiano sul filo della stonatura e semplici riff.
ed è proprio per questo che è facile cantare
spensierati per la camera i ritornellini fatti di "la-la-la"
come nella bellissima traccia di apertura "the bess
attack!". si possono ascoltare canzoni costruite
su ballate folk, un po' ubriache, cantate tornando a casa
di notte dalla festa di paese e svisate psichedeliche,
giocattoli che suonano, voci che si intrecciano. il tutto
quasi orchestrato, con lo spirito del grande FrankZappa
e un pizzico di tristezza dei Pavement.
un piccolo gioellino da avere per gli appassionati della
bassa-fedeltà.
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