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Musica nelle Valli 2003 (c/o Solidarock). Domenica 1 giugno, Finale Emilia (MO).

Festival in edizione ridotta quello organizzato quest’ anno dai ragazzi di Fooltribe, scazzi burocratici con le amministrazioni locali hanno fatto sì che la consueta tre giorni di concerti e lambrusco venisse dirottata da S.Martino in Spino alla piana (che più piana non si può) di Finale Emilia, distribuendola in due serate (Disco Drive e Perturbazione al sabato, Redworms’ farm e Giardini di Mirò il lunedì) e una giornata intera, quella della domenica.
Se le grandi assenti sono state le valli, per quanto riguarda la musica chi, come me, ha avuto modo di assistere ai concerti della domenica non può certo lamentarsi di essere rimasto a bocca asciutta.
Ecco una breve sintesi di quanto visto nel corso del lungo pomeriggio di Finale Emilia.
I primi a salire sul palco sono i Marla, da Modena. Post-rock strumentale energico e ben suonato caro a formazioni quali Mogwai ed Explosion in the sky. Pur muovendosi su traiettorie battute e ribattute, riescono a trovare soluzioni interessanti e dal vivo sono proprio niente male, bravi.
Seconda band in programma sono gli Altro. Premetto che ho un debole per il trio pesarese, quindi forse sarò di parte, ma penso che il loro live set sia stato un dei momenti più intensi di tutta la giornata. Scaletta composta interamente da brani inediti, tesi e incredibilmente emozionali, suoni al solito ridotti all’ osso e compatti come mai li avevo sentiti prima. Se queste sono le premesse spero solo che il loro prossimo album li consacri definitivamente “kings of Italian underground pop”.
Freschi di uscita discografica sono invece i bolognesi Settlefish: il loro Dance a while, upset è appena stato pubblicato dalla prolifica Deep Elm records, etichetta di Charlotte punto di riferimento per un’ intera generazione di emo-rockers (Applesed Cast, Desert City Soundtrack…). Dal vivo mantengono ampiamente le ottime aspettative del disco, suonando compatti e precisi nonostante non sia esattamente facile trasmettere emozioni e brividi a un pubblico cotto sotto i 40 gradi del tendone del Solidarock: non proprio un’ ottima accoglienza, peccato.
Neri come la pece i catanesi Spriggan: prestando fede al suono che ha fatto la fortuna della loro città natale, ci danno giù duro di riffettoni squadrati e dissonanze taglienti come lame: cupissimo noise rock tra Uzeda e U.S. Maple.
E’ il turno dei Faun Fables. Unico gruppo straniero di quest’ ultima edizione del festival, i due americani propongono un folk sghembo e schizoide, immaginatevi una versione busker dei Violent Femmes. Partono bene, suscitando la curiosità dei presenti, ma purtroppo la loro esibizione perde di verve col passare dei minuti, e il loro show alla lunga risulta essere un po’ pallosetto, anche se nel complesso originale.
Non mi hanno detto nulla di particolare gli Aidoru, da Cesena: fautori di un rockettone fin troppo massiccio e monocorde, mi sono sembrati poco definiti, ne’ particolarmente originali.
Ero molto curioso, invece, di vedere che cosa combinavano dal vivo i romani Buzzer P. Il loro cd d’ esordio, waiting for a major,non era affatto niente male, tra Trumans Water e pop obliquissimo. Dal vivo non li ho molto capiti, alcuni momenti erano senza dubbio avvincenti, specie quando sceglievano la via del pezzo danzereccio, o della marcetta demential-pop, altre cose mi sono sembrate un po’ pesantucce e ripetitive, ma rinvio un giudizio più dettagliato alla prossima occasione.
Grandissimi gli Ovo, progetto dell’ ex Wolfango (nonchè capoccia di Bar la Muerte) Bruno Dorella e di Stefania Pedretti delle Allun. Puro chaos-core teatralissimo e viscerale, vicino per attitudine ed estetica a certe cose Skin Graft (mi viene in mente Zeek Sheck, Flossie and the Unicorns…). L’ improvvisazione la fa da padrona , mentre la strumentazione –chitarra, batteria e gingilli vari- viene torturata con un piglio decisamente punk-rock, che alla fine mi aggrada molto. Un gioiellino-mostriciattolo di creatività e buon gusto. Tenetene conto per i vostri prossimi parties di Halloween.
Strana cornice, invece per The Death of Anna Karina, esponenti di un panorama sommerso di gruppi italiani con le lancette dell’orologio sincronizzate al fuso orario americano (vedi To the Ansaphone, o i grandisssimi With Love), perfettamente al corrente dello spirito nuovo che aleggia nel florido sottobosco statunitense (non solo Chicago, please…). Quello che propongono è una miscela esplosiva di forme post-core (death’n’roll?) che ha reso grandi bands come Swing Kids, Blood Brothers ma soprattutto -visto i forti richiami goth e wave evocati dall’ uso massiccio di tastiere- Song of Zarthustra. Detto questo: concerto teso e devastante, senza la benché minima caduta di stile. Ottimi.
Anche Jasminshock mi hanno fatto una buona impressione. Pur tenendo fede a quell’ asse immaginario che congiunge Catania a Chicago, il gruppo siciliano mi piace perché ha un piglio decisamente rock’n’roll, i pezzi sono brevi e tirati, mai eccessivamente squadrati o appesantiti da una ritmica troppo ossessiva. La voce femminile snellisce ulteriormente il tutto ed aggiunge un bel po’ di appeal, cosa che non guasta mai.
E finalmente Infranti: gruppo storico del panorama alternativo italiano, li vedevo dal vivo dopo chissà quanto tempo (ultimo tour italiano degli Shellac, forse.). Che dire, ottimi come sempre: i nuovi pezzi sono meravigliosi e quelli vecchi -contenuti in quel disco fondamentale che fu il loro 12” su Halley- sono ferite ancora aperte a distanza di anni. Eccovi il nuovo rock italiano, guys.
Serata di grazia anche per To the Ansaphone, perfetta fotografia di un gruppo colto nel suo zenith creativo. New-new wave, punk funkettoni assortirti, delay appalla e voce come sempre disperata. Peccato per il forfait dell’ inseparabile uomo-luci, ci si stava già preparando a una piccola death-disco night.
I Cut hanno dimostrato di essere senza ombra di dubbio una delle migliori realtà rock’n’ roll della nostra penisola e non solo. Rimasti power-trio dopo la dipartita di Elena alla voce, i bolognesi hanno raggiunto un’ ottimo affiatamento anche in formazione ridotta, aprendo anzi il loro sound alla influenze oscure di band culto quali gun club e dead boys, con rimandi soul e wave. Dal vivo veramente fenomenali. Imminente prossimo lavoro su Gammapop records.
Mi sono piaciuti molto anche Runi: avevo già avuto modo di apprezzare su disco la loro new wave sgangheratissima, e dal vivo hanno soddisfatto le mie aspettative, non annoiando un solo minuto. Divertenti e intelligentemente dementi.
A chiudere le danze ci pensano Three second kiss: al solito, ineccepibili. Rimando commenti e considerazioni allo scorso numero di Post.


Luca M.
8mmrecords@katamail.com

 

   


.::Slim/Tonic::.
[Eclectic Circus 2003]

Nel precedente Landing on Venus – accolto dalla stampa specializzata in rock’n’roll e garage come un piccolo diamante grezzo – gli Slim avevano illustrato con una non comune attitudine naif tutte le loro influenze e i germi del loro linguaggio musicale. Questo Tonic – pur con tutti i suoi limiti - è il degno successore di quel dischetto, certo secondario nella produzione discografica nazionale, ma tutto sommato fresco e ben confezionato. Ma se in Landing on Venus c’erano germi, in Tonic ci sono canzoni (alcune sorridenti e luminose, altre più acide e leggermente stradaiole) e il gruppo pare aver raggiunto una consapevolezza tale nell’affrontare la scrittura dei pezzi (che non trapelava nella precedente prova) da potersi permettere anche l’inserimento di chicche sonore che fanno molto dancefloor.
Se non fosse che il gruppo è talmente innamorato di certi suoni in bilico tra il lo-fi (traccia 9), il punk-n-roll newyorkese ( traccia 4: una Blues Explosion certo meno abrasiva e destabilizzante) e il surf-rock (traccia 11: dei Man or Astroman da spiaggia) che l’indiscutibile genuinità con cui imbracciano gli strumenti non basta a distoglierci dalla loro tendenza ad apparire derivativi e sufficientemente pieni di timore reverenziale verso i propri ascolti. Osando di più e spingendo l’asse del proprio linguaggio almeno un po’ più avanti si riuscirebbe davvero a convincere il pubblico affezionato al verbo rock’n’roll e ad eludere un’unica pericolosa domanda che suona più o meno così: “perché ascoltare un gruppo come gli Slim quando posso ascoltare gli originali?”
contatti:
eclectic circus records
p.o. box 9
20099 sesto san giovanni (MI)
338-3520230
info@eclectic-circus.com
www.eclectic-circus.com

marianna



.::A Short Apnea/An indigo ballads::.
[wallace rec 2000]

due tracce soltanto per questo live stampato in edizione limitata: una da 23min contenente la ballata color indaco e l'altra di 35sec di soli applausi, meritati naturalmente.
Si tratta di un live di organi, table guitar ed effetti tenuto in una galleria d'arte a legnano nell' ottobre 2000, registrato con la Magister Mobile Studio, senza l'ombra di sovraincisioni o tagli da studio.
La bellisima e curata confezione in digipack color indaco realizzata dall'instancabile Mirko Spino (che ne firma naturalmente anche la produzione con la sua Wallace rec), ci regala questa “an indigo ballads” che viaggia in coppia con "five greeny stages", che raccoglie invece 5 diversi concerti mixati insieme in un unico brano.
La classica formazione composta da Paolo Cantù, Xabier Iriondo e Fabio Magistrali ci dimostra come dal vivo sia possibile fotografare momenti, difficilmente riproducibili in altre occasioni, senza annoiare e ripetersi; come si può riuscire a costruire e a sviluppare un percorso musicale mischiando suoni apparentemente lontani tra loro, il tutto condito con una altissima percentuale di buon gusto e capacità.
contatti:
c/o Paolo Cantù
Via Roma 8, 22050 LOMAGNA (LC) Italy
Tel/Fax +39 039 5301926
ashortapnea@wallacerecords.com
www.wallacerecords.com

ju



Ouzel Records

v. Moro 13
19020 Prati (SP)
Italy.
http://web.tiscali.it/ouzel
ouzel@libero.it


Giugno 2003.
Ouzel Records nasce nel 1998 come ‘tape-label’, e tramite una fitta rete di scambi e collaborazioni, passando per una lunga serie di uscite su CDr, è arrivata all’esordio su CD stampato nel marzo 2002, con la compilation “You Cannot Hold DIY – It Is An Adjective”, alla quale hanno partecipato sia i gruppi dell’etichetta (Morose, ONQ, The Colours Seen From Behind…), sia gruppi esterni che hanno in qualche modo a che fare con noi: June of 44, Lo-fi Sucks!, Milaus, Minmae, Klimperei, Jumpin’ Cherries, Zen Circus, Prague, Ian Simpson, Luke, e molti altri ancora. Il lavoro è attualmente distribuito in 5 nazioni, ed è stato ottimamente recensito sia in Italia che all’estero.

Serie miniCDr 3”:
La serie di miniCDr (da 8 cm di diametro, tutti con copertine a colori) inizia nel febbraio 2003, e si sviluppa in parallelo alla serie di CD stampati:

BUGO / ONQ :
4 brani: Bugo partecipa con “Cancellami” (remake di “Reset” degli ONQ, contenuto nel CD “The Supreme Weight”, Ouzel Records), e ONQ con “Paranoia” (remake dell’omonimo pezzo di BUGO contenuto in “La Prima Gratta”, Bar La Muerte / Snowdonia), + le due versioni originali. Ulteriori informazioni: www.iomibugo.tk e www.mp3.com/onq.

DEREK DE PRATOR “from the hit motion picture” :
Interessantissimo songwriter di Cleveland – Ohio – USA, innamorato di Palace Brothers, Daniel Johnston, Songs:Ohia. Tra i suoi precedenti lavori sono da segnalare “I Know Who Jandek Is” e “Across The Country” (rispettivamente per le etichette Semi Roar – Giappone - ed Eleet Tapes – USA) e le collaborazioni con Dhyana Records (Germania) e Black Bean & Placenta (USA).

VALERIO SARTORI :
Le nove tracce contenute in questo primo lavoro di Valerio Sartori sono una selezione degli innumerevoli pezzi che il nostro ha registrato in casa con il suo vecchio 8 piste a bobine. Arpeggi di chitarra, effetti, e le molte tracce dedicate alle voci sono gli elementi caratterizzanti della sua produzione. E’ la prima (e finora unica) uscita Ouzel con testi in lingua italiana.

MOUSE AND SEQUENCERS “the photographer” :
Casiotones, elettronica povera, campionamenti, e una chitarra: si tratta del progetto del siciliano Nicola Giunta, che in quest’occasione presenta sette nuovi “bozzetti” (o “scene”, o “fotografie”), della durata media di due minuti e mezzo, tra toy-music e pop a bassa fedeltà. In copertina: le bellisime fotografie di N!c0 (Milktoast) e Jummah (Ultraviolet Makes Me Sick).

LO-FI SUCKS! :
Materiale appositamente registrato per la prima collaborazione discografica che vede affiancate Ouzel Records e Marsiglia. Data di uscita: 27 giugno @ CROCK FESTIVAL, Cremona. Per ora, rimane una sorpresa.