MRSIXTIES AND THE ILLUSION
OF LOVE
Questa volta vi voglio parlare di una band che se fosse
da un paese meno sfigato di Castelfranco Veneto, provincia
di Treviso, famosa più per Gentilini che per le
ville Palladiane sarebbe in cima alle charts alternative.
Non sto scherzando. Provate ad immaginare Belle&Sebastian
con il cappello da cowboy, che usando strumenti presi
dal rigattiere si cimentano a reinterpretare pezzi di
Calexico, Black Heart Procession, Scott 4 ed Elliot Smith.
Ecco: vi siete fatti un'idea di cos'è Mrsixties,
la novità più fresca che l'afosa e operosa
pianura padana ci abbia riservato, qualcosa che sta a
metà tra il fienile dietro casa e un osteria aperta
fino a tardi. Canzoni ora malinconiche ora ubriache distribuite
su 3 EP autoprodotti che non attendono altro che scivolare
nel vostro stereo. Non aggiungo altro. Procuratevi i loro
dischi. La parola a Luca Sella dei Mrsixties.
AUTOBIOGRAFIA
Di ritorno da Las Vegas, appena messo piede in terra texana,
ubriachi di tequila, abbiamo smarrito la via. Il deserto
tutto intorno. Non una goccia d’acqua. Disperati,
abbiamo recitato qualche passo della Bibbia a memoria,
inventando quello che non ricordavamo. E’ stato
in quel momento che Mrsixties è giunto in nostro
soccorso. Ci ha ospitato nel suo ranch, ci ha dissetato
e ci ha regalato buste di tabacco di prima qualità.
Dentro alla sua casa abbiamo trovato tutto quello di cui
avevamo bisogno: chitarre stonate, accordatori scordati,
organetti del Paleolitico, uno Stradivari e un teschio
di bufalo. Dopo qualche tempo abbiamo scoperto che la
scatola nera con i bottoncini colorati posta in un angolo
della stanza ci permetteva di registrare i nostri suoni.
Non ce ne siamo più andati.
INTERVISTA
@: Come e quando nasce Mrsixties?
Ma soprattutto: chi è Mrsixties?
Mrsixties nasce nel 2002, quando Anna, Marco ed io abbiamo
cominciato a strimpellare qualche canzone. Mrsixties è
lo spirito di un motociclista beatnik che vive all’interno
di un organetto Bontempi trovato nella cantina dei miei
nonni.
@: Tu vieni da un'esperienza
precedente molto diversa, Io Ero Dora, come mai questa
svolta?
Beh, a dire il vero io ero il batterista di Io Ero Dora,
quindi il mio apporto in fase di composizione era abbastanza
marginale. Nel frattempo avevo cominciato a strimpellare
dei pezzi con la chitarra e così è nato
tutto. In definitiva avevo voglia di fare cose più
“mie”.
@: Come nascono le
canzoni di Mistersixties?
Solitamente io o Marco arriviamo con degli spunti o abbozzi
di canzone. Poi li rifiniamo tutti assieme e decidiamo
la direzione da prendere e che strumenti inserire.
@: Dopo tre EP avete
abbastanza materiale per proporvi dal vivo, come sta andando
l'attività live?
Risposta piagnucolosa: bene nel senso che ci piace molto
suonare dal vivo. Un po’ meno bene per quanto riguarda
gli spazi dove proporre la nostra musica… non ne
facciamo comunque una tragedia e cerchiamo di suonare
il più possibile.@: Il Lo-Fi
è una filosofia o una necessità?
Entrambe. Ma forse è più una filosofia.
Registrare con un quattro tracce ci dà la possibilità
di lavorare velocemente e di gestire autonomamente la
cosa fino al mixaggio. Inoltre, mi sembra che la confezione
“lo-fi” faccia emergere bene una certa sincerità
(e precarietà) presente nei nostri pezzi. E’
un po’ come aprire le porte della propria cameretta
ad una persona: è una cosa sentita, anche se non
sempre la camera è in ordine. Il letto è
ancora da fare, le scarpe sono buttate in un angolo…
@: La vostra musica
profuma di sterminate distese di grano e di lunghe autostrade..
America o Pianura Padana? Come mai la scelta della lingua
inglese?
L’America, meglio, il suono americano nel cuore.
La Pianura Padana negli occhi e nel fegato. La scelta
dell’inglese è dovuta al fatto che ti permette
di dire quello che ti pare, mantenendo una certa dose
di credibilità, senza per questo prenderti troppo
sul serio. E comunque le parole in inglese si adagiano
meglio sulla musica. Con l’italiano, poi, c’è
sempre il rischio di fare come certi cantanti, che usano
paroloni tipo “idiosincrasia”, “gnoseologico”
o “mitopoietico” per dire che hanno l’unghia
dell’alluce incarnita o che hanno trovato coda al
casello dell’autostrada.
@: So che siete in
contatto con un'etichetta di Copenhagen che si è
proposta di distribuirvi il disco, come è nata
la cosa? Avete altre cose per le mani?
Siamo in contatto con la BSBTA, una cd-r label di Copenhagen.
Christian, il ragazzo che la gestisce,ha ricevuto da Martini
Bros un cd con alcuni nostri pezzi, gli sono piaciuti
e ci scritto. Lui è piaciuto a noi e così
è nata la cosa. Nell’ep club di giugno ci
saranno pezzi di Mrsixties e di altri gruppi italiani
come Lorca e Morose. Per quanto riguarda la distribuzione,
in teoria, gli eps di Mrsixties saranno a breve acquistabili
presso BSBTA. Per adesso non abbiamo nient’altro
per le mani: in suolo italico ancora nulla. (label italiane:
sveglia!! nd@)
@: Pensi che la musica
italiana, nel senso prodotta in italia, sia destinata
a rimanere chiusa entro i confini in quanto "poco
esportabile"?
No , se di qualità. Uzeda, Three Second Kiss, Yuppie
Flu, Giardini di Mirò, Zu sono solo alcuni esempi
di musica italiana che in quanto a qualità non
ha nulla da invidiare a band statunitensi o inglesi.
@: Nel primo pezzo
di "EP3 Springtime?" si insinua un tastierone
anni '80 (Ms80 ? ) messo giù dal nostro amico comune
Mauro di Lorca. Cosa pensi delle collaborazioni tra gruppi?
Ti piace mischiare le esperienze e attitudini?
Sono molto favorevole alle collaborazioni con persone
con cui sento delle affinità. Con Mauro, poi, siamo
rimasti in famiglia: è un mio caro amico e si occupa
del mixaggio dei pezzi di Mrsixties. Sia con lui che con
Mr Dude è stata una collaborazione molto naturale.
@: Facendo il gioco
delle influenze, chi ti viene in mente come probabile
ispiratore delle vostre musiche?
Black Heart Procession, Belle&Sebastian, Red Red Meat,
Calexico, Grandaddy, Herman Dune, Radar Bros e moltissimi
altri. Il disco che però più di tutti mi
ha fatto innamorare della forma canzone tradizionale e
mi ha fatto venir voglia di scrivere dei brani, è
stato “Excuses for travellers” dei Mojave
3.
@: Quindi ascolti
tanta musica? Allora non puoi sottrarti al domandone finale:
playlist degli ultimi tempi?
Mojave 3 “Excuses for travellers” (sempre
e ovunque)
Decemberists “Custawys and Cutouts”
Morose “La mia ragazza mi ha lasciato”
Log “Every time a bell rings an angel gets his wings”
Loose fur “S/T”
@: Un'ultima cosa:
dove porterebbe in ferie Mr60 la sua Ms80?
In Texas, senza dubbio!!!
contatti: www.mr60.tk
- love@mr60.tk
onga
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Punk... Not Diet il nuovo album
dei GDM è il risultato di un riassunto delle puntate
precedenti a partire proprio da Rise and Fall of Academic
Drifters. Se dell’ultimo album vengono conservati
gli intrecci di chitarra e l’innesto di strumenti
non propri del rock come violino e tromba (stavolta anche
clarinetto e sassofono), la novità più incisiva,
derivante sì da Rise and FOAD ma soprattutto dall’ep
The Soft Touch è l’uso della voce praticamente
in tutti i brani tranne uno. La voce in questione è
quasi sempre quella di Alessandro Raina divenuto praticamente
cantante della band, a pieno titolo nelle esibizioni dal
vivo. Altre voci presenti sono le sorelle Brewster “pescate”
in rete che danno a brani come Last Act In Baires un mood
molto dreamy ed etereo. Altra novità presa in prestito
dalle passate esperienze ( il recente album di remix Academic
Rise Of Falling Drifters) è che nelle canzoni vengono
magistralmente incastrati da gente come Styrofoam (anche
nei Notwist) o Thaddeus Hermann (metà di Hermann
& Kleine e boss della City Centre Offices) clicks, bleeps
e quant’altro senza mai andare a disturbare la struttura
delle canzoni stesse.
Ma com’è allora
questo nuovo album? Magnifico direi dopo che vi siete lasciati
alle spalle la diffidenza verso la presenza costante della
voce. Vi accorgerete infatti che proprio la voce di Raina
si incastra alla perfezione nei pezzi contribuendo a gestirne
il ritmo (Given Ground, The Comforting of a Transparent
Life) e ne determina il sentimento malinconico e sognante
(Once Again a Fond Farewell, The Swimming Season). Inutile
dire che l’unico strumentale è un capolavoro:
parte da dei rumorini elettronici, innesta delle placide
chitarre e una tromba, si innalza poderoso, ritorna a rumorini
e trombe e poi si apre in sinfonia nello stile tipico di
Rise and Fall. Se proprio bisogna cadere nel gioco dei paragoni
vi lascio con alcuni nomi di riferimento: Slowdive e Mum
a tratti per certe atmosfere, Notwist per la discrezione
dell’elettronica, GDM per tutto il resto. Dopo l’uscita
dell’album e i primi concerti con la nuova formazione
facciamo due chiacchere via mail con
Jukka Reverberi.
@:Avete
da poco pubblicato il nuovo disco “Punk.. not diet!”.
Partiamo da fuori il disco: come scegliete questi titoli
che apparentemente fanno ridere ma che potrebbero nascondere
chissà che cospirazione o messaggio cifrato?
( a proposito: il pezzo “Connect the machine to the
lips tower * be proud of yor cake * “ cosa significherà
mai, non ci dormo la notte...)
Nessuna cospirazione solo chinotto caldo in garnde quantita'.
Sono titoli dati per cercare di togliere quelle nuvolaccie
nere e finto intellettualoidi che circondano il gruppo.
Naturalemente ci piaccione perche' ironici e comunque nascondono
significati altri. Traduci il titolo in italiano e applicalo
alla cultura musicale... all'attitudine all'ascolto.
@: Le vostre copertine, l’immagine
grafica in generale è sempre molto curata, soprattutto
negli ottimi lavori di Giacomo Spazio su Rise and Fall e
The Soft Touch Ep. Chi vi ha fatto questi nuovi artwork
molto “pittorici”?
Si chiama Silke, e' una splendida ragazza tedesca con origini
polacche. Davvero molto bella lei e' un po’ come i
suoi artwork, essenziali molto lineari mai eccessivi: l'amiamo,
anche se e' la fidanzata di un nostro amico.
@: Entriamo nel disco. La prima novità
evidentissima è l’uso praticamente costante
delle voci, presente su quasi tutti i brani. Dopo i primi
accenni su Rise And Fall.. con Matteo degli Yuppies e Paul
Anderson, l’ep con diverse voci praticamente
avete “quasi” un cantante ufficiale…come
è nata la collaborazione con Alessandro Raina? (ma
con la voce di Matteo avrei giurato sarebbe stata un’altra
cosa… non meglio.. un’altra cosà però..
)
Alessandro e' il cantante ufficiale della band. Un nuovo
membro dei GDM. E concordo con il tuo affermare che la voce
di Alessandro e' un'altra cosa rispetto a quella di Matteo.
Noi siamo i GDM non gli Yuppie Flu, non potevamo continuare
a ripetere questa esperienza. E comunque la voce di Ale
e' calda e molto intesa spesso estremamente confidenziale.
Quello che cercavamo.
@: Assieme a questa prima shockante,
per molti, novità anche la sonorità generale
dell’album appare nuova: più smorzate che in
passato le impennate chitarristiche e aggiunta di discrete
parti di elettronica. In generale un album dai toni malinconici
e gentili che però avvolgono lentamente l’ascoltatore
e non lo mollano più. Rispecchia tantissimo una vostra
definizione della vostra musica data in una passata intervista:
“musica pop.. vista da sdraiati”. Tutto questo
è una scelta precisa per scartare dalle posizioni
“post-rock” dove tutti vi infilavano o frutto
della maturazione di tutte le passate collaborazioni?
Ma sai, potevamo senza problemi ripeterci...almeno mi piace
credere che per noi sarebbe stato facile rifare un altro
disco strumentale. Ma ripetersi da giovani e' troppo poco
coraggioso. "il pop visto da sdraiati" continua
ad essere la mia musica preferita, e' una definizione autocostruita,
post rock ci piaceva ma ci stava stretta (anche se ci ha
fatto comodo) come a tutti "gli altri" del resto.
@: A proprosito di elettronica, ti
ho visto fare il deejay al Container (BO) e sul sito Homesleep
da tempo si legge di un futuro coinvolgimento tuo in una
sezione tutta “elettronica” dell’etichetta.
Da dove nasce la passione per l’elettronica, contrapposta
a quella per la “canzone”? Sei l’unico
del gruppo? Ascoltate molta musica?
Ascoltiamo tutti tonnellate di musica ed oggi anche al file
sharing si puo' passare da genere a genere senza problemi
e si possono ascoltare e scegliere i dischi da comprare....la
curiosita' puo' essere soddisfatta davvero molto piu' facilmente.
La musica elettronica e' da ormai molto tempo la mia passione
primaria, forse perche' non riesco piu' come una volta ad
innamorarmi delle chitarre e della forma canzone. sia ben
chiaro continuo a mischiare gli ascolti, fa benissimo. Comunque
se mi volete come dj costo pochissimo...ahah...
@: Sul vostro basso campeggia la
scritta “Heaven Knows I’m Miserable Now”
, caso fortuito, personale del bassista o vi sentite un
po’ figli delle angoscie giovanili di sua “imprescindibilità”
Morrissey?
Mmm....diciamo che abbiamo ascoltato per troppe ore i loro
dischi. Ricordo ancora una apparizione a Sanremo negli anni
80...incredibile...e poi tute quelle pippe sui beautiful
loser....immancabili.
@: Come va l’attività
live, in italia e all’estero? Da quest’anno
oltre a un cantante avete un nuovo batterista, oltre che
a una buona dose di arrangiamenti in più da cercare
di riportare nella dimensione da palco. Quali sono le reazioni
del pubblico di fronte ad Alessandro al centro del palco?
Voi come sentite la nuova line-up?
E’ una line-up che ci soddisfa. Davvero non lo dico
per convenzione. E' un nuovo periodo per noi, era necessario
cambiare restando noi stessi. Credo che questo sia quello
che abbiamo fatto. Qualcuno puo' sentire la mancanza dei
giardini "il gruppo solamente strumentale" a noi
iniziava a stare stretta come situazione.
@: Dimmi tre cose che ti piacciono.
MPC 2000
www.pitchforkmedia.com
Un possibile revival shoegazing
@: Dimmi tre cose che proprio invece
non mandi giù.
L'italia
Gli italiani
L'inno nazionale
@: Nelle vostre interviste parlate
spesso di calcio.. a campionati e coppe terminate, un giudizio
sulla stagione passata e una “veggenza” per
la prossima.
Sono un tifoso del Bologna....dimmi tu se posso parlare
di calcio. Ti dico solo una cosa... il miglior calciatore
di tutti i tempi e' Gianni Bugno!
@: Sempre calcio: meglio il calcio
italiano in finale di Champions League o il calcio straniero?
Il meglio e' Eurogol sulla rai il giovedi notte. Il meglio
dei campionati europei. Bizzotto che commenta la Bundesliga.
La finale di Champions e' stato uno spettacolo tristissimo
di calcio all'italiana dove ha vinto una squadra immonda
che non ha vinto nemmeno una delle ultime tre partite disputate
ed e' passata all'ultimo minuto contro l'Ajax... con un
gol di un fascistello come Inzaghi...da shit!
@: Cibo italiano o straniero?
Cibo emiliano
@: Cinema?
Tanto....anche se i dvd in casa non sono male... comunque:
al cinema "Goodbye Lenin"
in dvd "Donnie Darko"
@: Auto? (occhio,
gli Agnelli vi ascoltano…)
Manuel?...no comunque bike punx!
@: Deformazione professionale da
dj: mi date una vostra playlist degli ascolti recenti?
Slowdive-tutto
Prefuse 73
Fourtet
Adem
Kids Will Be Skeletons
Le compila dei tizi di Beta Bodega/ Botanica del Jibaro
New Order "Regret"
@: Cosa vi influenza di quello che
ascoltate? Quale band ha scatenato la vostra vena di musicisti?
L'attidudine nei confronti degli strumenti e delle emozioni
che si possono disegnare con essi.
Io sono nato (musicalmente parlando) con una pubblicita'
della Levi's "should i stay should i go"
@: Un saluto e un augurio a tutti
i lettori.
Restire!
Un abbraccio forte.
onga
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