copertina  
 
 


.::A POST-ERIORI::.

..è vero che ho sempre detto che post? si occupa e si vuole occupare di musica italiana, ma stanotte ho ascoltato un disco nel quale credo si possano trovare le radici e le idee sfruttate da i più noti post-rocker. come si può capire non si tratta di materiale nostrano ma naturalmente proveniente d'oltreoceano, e dove se non da Chicago?!?!?!
vi lascio alle parole di Claudio Sessa che presenta il disco...
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In questa raccolta preparata per i lettori di Musica Jazz presentiamo buona parte dei maggiori protagonisti dell'importante movimento stilistico sviluppatosi a Chicago dalla metà degli anni '60. Sono documenti che spaziano dal 1977 al 1984, presentando questa musica nella sua piena maturità catturata - di qua e di là dell'Atlantico- dall'etichetta milanese Black Saint, molto attenta fin dalla sua nascita alle proposte di ogni avanguardia.
Il disco si apre, doverosamente con il "fondatore" del movimento, il pianista Muhal Richard Abrams, protagonista di un brano di vibrante atmosfera post-bobbistica, Ritob nel quale abbiamo modo di confrontare i tanto diversi stili di due tra i maggiori sassofonisti dell'AACM, Braxton (il primo) e Threadgill.
Seguono due brani firmati dai fondatori di uno dei primi gruppi emersi dall'Associazione per l'Avanzamento della Musica Creativa: la Creative Construction Company. Lery Jenkins, originalissimo violinista ricorda in Albert Ayler,con dolente partecipazione il tempo trascorso al fianco del sassofonista, mentre 69 Q Anthony Braxton propone un virtuosistico brano d'andamento collettivo, rigoroso ma non certo chiuso alla fantasia creativa sua e dei tre collaboratori.
È quindi la volta di tre membri dell'Art Ensemble of Chicago, certo il gruppo più celebre emerso in quella stagione: in In Memory Of My Seasons, Joseph Jarman e Don Moye ricamano con finezza su un immaginario, futuribile folclore afroamericano; Roscoe Mitchell alterna lirismo e trasgressione su Jojar un tema evidentemente dedicato a Jarman stesso, nel quale si fa valere anche il trombettista Hugh Ragin.
Il celebrato trio Air (che in R.B ricorda una altro chicagoiano prematuramente scomparso, il contrabbasista Ronnie Boykins) si produce in un vero campionario delle proprie possibilità, mutando rapidamente atmosfere col mutare degli strumenti di Threadgill. Lo «hubkaphone», ricordiamolo, è un set di coprimozzi d'automobile assemblati e intonati.
Segue Cycle, con l'umoristico dialogo fra George Lewis e Douglas Ewart, un duetto d'impronta Braxtoniana giocato sui continui rimandi timbrici. E si conclude tornando ad Abrams, di cui si propone il prestigioso ottetto con un fulminante brano à la Swing Era (rivisitata magari con l'occhio di Sun Ra): Positrain. Gli assoli sono di Smith (vibrafono), Davis (tromba), il leader (piano), probabilmente Ehrlich (tenore), Barker (batteria) e infine -ancora con un margine di dubbio, dovuto alla voluta mimeticità con cui i due sassofonisti si alternano - Purcell al contralto.

LATO 1
Muhal Richard Abrams
l. RITOB (Abrams) (7'52")
Anthony Braxton (sax sopranino), Henry Threadgill'1alto), Mu­haI Riehard Abrams (p.), Leonard Jones (cb.), Steve MeCall
(batt). New York, novembre-dicembre 1977.
Leroy Jenkins
2. ALBERT AYLER (Bis Life Was Too Short) (Jenkins)(4'04") Leroy Jenkins (vio!.), Anthony Davis (p.), Andrew Cyrille (batt.).
Milano, luglio 1978.
Anthony Braxton
3. COMPOSITION 69 Q (Braxton) (5'22")
George Lewis (tme) , Anthony Braxton (alto), John Lindberg (cb.), Jerry Hemingway (batt.).
Milano, 9-10 marzo 1983.
Joseph Jarman - Don Moye
4. IN MEMORY or MY SEASONS (Jarman) (6'20")
Joseph Jarman (fI., fi. basso), Johnny Dyani (p.), Don Moye (pere.).
Milano, 19 20 dicembre 1978.

LATO 2
Roscoe Mitchell
l. JOJAR (Mitchell) (4'40")
Hugh Ragin (tr.), Roseoe Mitehell (alto), A. Speneer Barefield (ehit.), Jaribu Shahid (cb.), Tani Tabbal (batt).
Milano, 18-19 febbraio 1981.
Air
2. R.B. (Hopkins) (8'19')
Henry Threadgill (hubkaphone, fi. basso, ten.). Fred Hopkins (cb.), Steve MeCall (batt., pere.).
New York, 28 dicembre 1980.
George Lewis
3. CYCLE (Lewis) (6'27')
George Lewis (sint, tme, tuba), Douglas Ewart (cl., sax sopra­nino, fagotto, pere.).
New York, 23 novembre 1977.
Muhal Richard Abrams
4. POSITRAIN (Abrams) (3'50')
Stanton Davis (tr.) John Pureell, Marty Ehrlieh (anee), Muhal Ri­ehard Abrams (p.), Riek Rozie (cb.), Warren Smith (vib., pere.), Thurman Barker (batt), Ray Mantilla (pere.).
New York, 22 o 27 settembre 1984.

   

"SNAKEFINGER E' MORTO!! "

"Il 2 luglio scorso in un albergo di una città austriaca, è morto Snakefinger, grande musicista "off" di San Francisco, "dito squamato" dei RESIDENTS. Rappresentante di un mondo musicale certamente non commerciale, non aveva mai raggiunto notorietà che forse non aveva mai cercato.
Il suo ultimo concerto accompagnato dalla sua pirotecnica band, lo ha tenuto a Roma, il 27 giugno a Piazza del Popolo. Un concerto gratuito organizzato dal "VENICE" di Roma che seguiva di un giorno il suo intervento alla rassegna '"TIME ZONE" a Bari. Il sottoscritto era presente a Roma, e sognava di rivederlo dal 1981, quando tenne un fantastico spettacolo all'allora CASABLANCA di Firenze.
A Roma Snakefinger non sembrava star male, ma già in passato era giunta notizia di problemi al cuore. Infatti pochi giorni dopo l'amico Claudio De Rocco, organizzatore della sua ultima venuta in Italia, telefonava la notizia della sua morte a Controradio lasciandoci tutti di sasso.”

...parla così un breve ritaglio che ho trovato dentro ad un vinile di Snakefinger...spinto dalla curiosità decido di mettere sul piatto il disco dalla copertina fumettosa...ed è subito amore!

.::biografia::.


Philip Lithman, londinese di nascita, era stato il chitarrista dei Chilli Willi durante la stagione del pub-rock, con i quali aveva esordito su Kings Of The Robot Rhythm (Revelation, 1972). Dopo aver suonato blues-rock con questa formazione di piccolo cabotaggio, nel 1976 emigro` in California e risorse con lo pseudonimo Snakefinger alla corte dei Residents. Armato di chitarra computerizzata, travestito da androide e protagonista di assurde pantomime teatral-musicali, Snakefinger diventa uno degli animatori della scena underground di San Francisco.

Il 45 giri Spot (Ralph, 1979) fu il manifesto del suo nuovo stile, che conservava ben poco del blues-rock di un tempo. Debitore nei confronti del rock devoluto e fonetico dei Residents, Snakefinger suonava pero` una musica piu` "tradizionale", fedele al formato della canzone con i suoi ritornelli e i suoi passaggi strumentali. Un minimo di atonalita` e stonature conferiva all'operazione quel pizzico di sperimentalismo che fece di Chewing Hides The Sound (Ralph, 1979) un piccolo evento discografico. Le sue dodici canzoni "fonetiche" sembrano parodie che prendono in giro reggae (Kill The Great Raven), swing (Here Come The Bums) ed exotica (Picnic In The Jungle). Thud e sincopi dalle percussioni elettroniche, cori marziani, tastiere arcane e canto androide nascondono riff ascoltati centinaia di volte negli annali del rock progressivo.

Greener Postures (Ralph, 1980) e` altrettanto amatoriale e sarcastico, ma le sue canzoni sono meno parodia e piu` composizione. Il reggae futurista di Man In The Dark Sedan, Il blues spaziale di Golden Goat e Don't Lie, il dadaismo psichedelico di Save Me From Dali e Picture Makers, il minimalismo "africano" di Jungle Princess, la danza scomposta di Trashing All The Loves Of History testimoniano la maturita` raggiunta dal talento eclettico e capriccioso di Lithman.

Le ultime bizzarrie armoniche di Snakefinger furono Beatnik Party, uno swing demenziale da night club, e Yeti (su Manual Of Errors, 1982, con un vero complesso rock), There's No Justice In Life e I Gave Myself To You (su Night Of Desirable Objects, 1986), quando la felice esuberanza dell'ispirazione gli consentiva ormai stralunati ibridi stilistici fuori da ogni genere, passando per le colonne sonore di Nino Rota e le jam di jazz-rock. Mori` di infarto nel luglio del 1987.

Discografia:
1979 Chewing the Sound-Ralph
1979 Spot-Virgin
1980 Greener Postures-Ralph
1982 Manual of Errors-Ralph
1983 Against the Grain New-Ralph
1986 Night of Desirable Objects-Ralph
1986 Snakefinger's Vestal Virgins: Live in Chicago-Ralph
1994 Night of Desirable Objects-Aim
1999 Chewing Hides Sound East Side