|
- The sound of firing neurons
La prossima volta che per qualche
motivo andate in ospedale e vi fanno l'elettroencefalogramma:
se siete in grado di intendere e volere e/o il guasto non
è troppo grave, chiedete all'infermiere di mettervi
in un dischetto il tracciato EEG. Se dubita della vostra
salute mentale dite che l'avete letto su Post?, la fonte
vi sdogana completamente.
La storia dimostra che l'arte
non è altro che materializzazione di un'idea o di
uno stato d'animo attraverso un mezzo espressivo, nel nostro
caso la musica. Tra l'idea e il risultato finale ci passano
oltre la qualità del vostro studio di registrazione
anche problemi di coordinazione motoria e liuteria che combinati
fanno si che fenomeno e noumeno non siano a volte neanche
lontani parenti. Talvolta questa è una fortuna, ma
senza dubbio c'è un fortissimo filtro all'idea creativa
originaria.
Immaginate per un attimo di
poter creare musica direttamente prelevando il segnale elettroencefalografico
mentre state pensando ad un suono, una musica, una sonorità.
Con un po' di biofeedback sarete in grado di suonare mentalmente
qualsiasi cosa attribuendogli qualsiasi suono la vostra
memoria ricordi. Idea=Musica. Eliminato il mezzo espressivo.
Una rivoluzione espressiva senza precedenti nella storia.
Beh, sembrerà follia
pura ma è [forse]solo questione di tempo. Per ora
accontentiamoci di umiliare il nostro cervello usando il
suo suono per produrre campioni di batteria elettronica
o trame noise come hanno fatto i matilda. [www.matildapunto.it].
Il suono in sè è parecchio inquietante. Avrete
l'impressione di trovarvi di notte al buio sulla riva di
uno stagno in mezzo ad un bosco e con i piedi umidi. Lo
potete ascoltare qui mp3 in binaurale
alzato di qualche ottava perchè altrimenti risulta
poco sopra o poco sotto la soglia dell'udibile. Direi strumento
noise low-fi per eccellenza, con la differenza che in sè
detiene la vostra matrice neuronale, il vostro "codigo".
Il programma che converte l'elettroencefalogramma in audio
è disponibile e posso inviarvelo su richiesta del
vostro infermiere di fiducia.
Stefano Corazza
[memorywaves]
|
|
 |
|
A Short Apnea/ illu ogod ellat rhagedia
(Ustrainhustri)
[Wallace rec 2000]
L'ascolto
che ho fatto in cuffia in questi giorni (e che consiglio
vivamente) mi ha colpito parecchio, Fabio Magistrali questa
volta ha fatto davvero un ottimo lavoro, è riuscito
ha dare una grande spazialità agli strumenti, a lavorare
su diversi strati pur mantenendo una certa compattezza tra
i suoni.
Sono tre pezzi, come la perfezione dei numeri vuole e come
i componenti del gruppo (Xabier Iriondo, Paolo Cantù
e fabio Magistrali) che vanno a comporre questo disco .
Ogni brano è formato a sua volta da piccoli frammenti,
legati tra loro da un filo di una tela di ragno: quasi invisibile,
sottilissima, ma resistente allo stesso tempo. É
un disco ricco di suoni, rumori, costruito su' colpi di
scena' sonori. il campo percorso è quello dell'improvvisazione,
con uno studio in più sulla non-forma della canzone.
il disco cresce sempre di più, gli strumenti (e gli
oggetti) si amalgamano meglio, fino ad arrivare ad assumere
quasi una forma precisa; un breve, semplice e bellissimo
arpeggio di chitarra e delle tastiere chiudono tutto, lasciando
l'ascoltatore con un senso di vuoto, apettandosi ancora
quello che non è successo...
un disco da avere, un disco che fa riflettere su come si
può fare della musica, su quali altri confini il
rock può toccare. non un disco per tutti, ma un disco
che insegna...insegna cosa vuol dire mixare, insegna cos'è
il 'buon gusto musicale', insegna ad usare i rumori e gli
oggetti, un disco che insegna ad ascoltare.
Bron y Aur/between 13 &
16
[Wallace rec 2001]
I Bron y Aur hanno inciso
il disco in 3 giorni (come ricorda il titolo del disco "between
13 & 16"), ed è molto diverso da quello
degli 'A Short Apnea', pur camminando sullo stesso campo
minato dell'improvvisazione.
Un disco carico di rock con uno sguardo rivolto verso la
gli anni '70, diretto magistralmente da Fabio Magistrali
che ancora una volta si è occupato dell'incisione
e del mixaggio.
Al disco partecipano musicisti altrettando degni di nota
come Jacopo Andreini al sax alto e alla tromba ed Edoardo
Ricci al clarinetto, cornetta, sax alto e trombone.
C'è una notevole matrice jazz (drum insert) che viene
scomposta e arricchita da suoni più ruvidi provenienti
dal rock. Un viaggio che ci porta a sommare e sottrarre
allo stesso tempo strumenti e suoni; si viaggia nella psichedelia,
si incontrano i fantasmi dei Sonic Youth e si riposano le
orecchie per un attimo con la bellissima 'speed6/intensity10'
e 'table Faust' e poi si viene investiti ancora dal tornado
di suoni che riescono a controllaree dirigere con grande
maestria.
e per l'ennesima volta, ancora
un plauso alla Wallace che ci regala questi due cd da avere,
curati nella forma (il packaging è sempre molto originale
e curato) e nel contenuto.
PS: i dischi non stati erroneamente
inseriti nella rubrica 'a post-eriori' in quanto si tratta
di dischi attuali, ma il fatto di metterli in copertina,
avrebbe comportato il rispolvero di altri dischi che ci
siamo persi prima che uscisse il numero zero di questa e-zine
ciao::a presto
ju
|