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Wallace Records PO BOX52:
cosa succede in Italia? Una raccolta in sei volumi per un progetto al di là della compilation che suona come un book fotografico di quanto arrivato e apprezzato in casa Mirko Spino negli ultimi anni…

Vi avevano mai detto che Mirko Spino avesse mollato la Wallace per aprire un’agenzia di viaggi?
PO BOX 52 ci regala davvero, in sei volumi dal prezioso taglio grafico a cui ci ha ormai viziato la Wallace Records, voci minori e interessantissime di quello che si muove nel sottobosco italiano. Fotografie e immagini, ma forse il progetto ha più la forma e il sapore di viaggio sonoro, dalle coordinate libere, di un percorso che consigliamo caldamente all’interno dei territori dell’indipendente italiano: si tratta di gruppi non ancora arrivati a produzioni di un certo livello, presi, non a caso, fra le miriadi di demo, promo e proposte che settimanalmente intasano le caselle postali di etichette e giornali musicali.
entriamo nel dettaglio di questo lungo ascolto da più di sei ore complessive, cd per cd, con uno sguardo d’assieme, riservandoci nei prossimi numeri di post di conoscere meglio alcuni dei gruppi qui protagosti:



Prima fermata:
PO BOX52 n°1 Rosolina Mar/ I Fiori d'Oppio /From Hands /Proteus 311

Il primo brano e il primo gruppo scelto per aprire le danze di questo serie di cd direi che è azzeccatissima...si tratta dei Rosolina Mar (prossimi di uscita ufficiale con Wallace) che hanno davvero tanta irruenza quanta capacità di contenersi, registrati e mixati da Fabio Magistrali ci offrono un rock un po' Spenceriano, ma più eccentrico, dei bravissimi musicisti...(mi hanno fatto tornare tanto in mente un brano di Al Aprile "frattonove under the sky" uscito su una compilation "Matita Emostatica" della Maso rec parecchi anni fa)
I Fiori d'Oppio sono nervosi, dissonanti, scomposti, più sporchi e anche loro registrati e mixati da F.M.
Davvero bravi From Hands, registrati anche loro dall'onnipresente 'Magister', che ci fanno ricordare un poco gli Short Apnea, ma che si lasciano trasportare rendendosi più 'liberi' e meno 'inquadrati'.
i Proteus 311 chiudono il primo cd facendoci viaggiare con suoni eterei, una voce sussurata, si unisce l'elettronica, chitarre lontane e distorte si alternano a più classiche post-rockeggianti, musica adattissima a film.

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Seconda fermata:
PO BOX52 n°2 Slope/Tanake/Rebekah Spleen/Il cane celeste

Questa volta è Alessandro Baris e il Nowhere Studio di Pisa che ci registra due ('Slope' e 'Il cane celeste') dei quattro gruppi presenti..
Gli stessi Slope gli avevamo già segnalati (vedi post?n.4 n.d.r.) in occasione della loro uscita con la Raving rec su una compilation "15id"....beh, mi sembra che siano riusciti a trovare uno stile più peronale, rimando sempre con i piedi nella zuppa del post-rock
I Tanake purtroppo vengono penalizzati dalla non ottima incisione, che li appiattisce un po', portando in oscurità anche il sax quasi sempre presente nell'unico brano di 17 minuti...forse un po' troppo perchè ogni tanto non si perda il filo del discorso.
Dei Rebekah Spleen so ben poco, sul cd e anche sulla rassegna stampa che presenta la serie di cd, sono solo presenti i nomi dei componenti e le mail...comunque sia,sono 2pezzi davvero belli, basati su temi costruiti dal basso con inserti di chitarra ed elettronica e uno di questi accompagnato da un sax. Alessandro Baris e Luigi Caria dei Comfort, insieme a Paolo Ibba ci regalano batteria jazz, basso, chitarra,sax e Il cane celeste che si presenta con 4 brani che passano da atmosfere più ambient a sentieri più tortoisiani.

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Terza fermata:
PO BOX52 n°3 Ceke/Taras Bul'ba/Mr.Bread/Albatros Qwerty

Aprono i Ceke questo terzo cd spiazzando l'ascoltatore con chitarre infiammate da riff feroci e nervosi richiamando alla memoria un po' di math-rock?!
I Taras Bul'ba suonano 'Nodo' per quasi 15min ininterrotti, ma riescono comunque a mantenere il 'filo della matassa' e a non perdersi nel labirinto di suoni a tratti continui e riffosi, a tratti dilatati e psichedelici...
Mr.Bread attacca con accordi di basso e chitarra che segue a ruota, e dopo tanti gruppi strumentali compare anche una voce che segue molto la ritmica della batteria, su basi più post-rockeggianti....
Chiudono il cd gli Albatros Qwerty anche loro con un brano da 15min fatto di deliri musicali, ma che restano in piedi aprendosi a tratti varchi più composti e ritmici, bravi davvero.

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Quarta fermata:
PO BOX52 n°4 Eroma/Yellow Capra/Lendormin/Hogwash

Percorso nella rarefazione, nella sospensione e nel nascondiglio della propria mente. Eroma, sottili trame elettro-acustiche parlate e accompagnate, immagini lente come il panorama al bordo dell’autostrada. Yellow Capra, di cui ricorderete traccia nello scorso numero, a dare più impulso e battere, costruzione strumentale, raffinatezza tutta italiana tra flauti traversi e violoncelli. Lendormin, un tessuto avanguardistico di batteria e chitarra a rincorrersi, sottrarsi ed alterare gli spazi, rumori, bleep e assemblaggi di contorno…per finire in quiete, con le tre perle acustiche di Hogwash, che coverizzano in un episodio mojave3, tanto per darvi l’idea, la sorpresa di questa tappa, delicate, sospese semplici e profonde.

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Quinta fermata:
PO BOX52 n°5 Mouse and Sequencers/Claudio Rocchetti/Campofame/Pola

Scomposizione delle forme, elettronica, composizioni concettuali iniziando dal viaggio elettronico di Mouse and Sequencers in sei tappe che sembra descrivere un arco tra Blade Runner e Metropolis. Claudio Rocchetti, “dj set concreto dal vivo” come dalle note, uno spezzato, cucito e presentato come da dietro il grande schermo, a cui forse manca la forza dell’impatto visivo qui su disco. Campofame, delicati intarsi senza sezione ritmica, ricamati sugli accordi tanto cari a molti gruppi, ma efficaci. Per finire con Pola nel profondo sud di canzoni anche qui assemblate e scomposte tra derive noise di disturbo e aperture improvvise melodiche cantate sul piano, per dimostrare che anche annullando la forma canzone non ci si allontana poi dalla melodia. Bello davvero

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Sesta fermata:
PO BOX52 n°6 The Hutchinson/Logan/Stearica/Neo

La svolta nervosa, dietro all’ultima curva l’accelerazione verso territori tecnici, insistiti, calibrati. La lunghissima composizione di The Hutchinson, altalenante tra elettronica e rock, mantra insistito alla ricerca di uno sbocco che non arriva, si arrotola su se stesso e un po’ si perde. Logan, precisi e geometrici nel loro rock ‘n’ roll da nuovo millennio. Stearica, più compassati e non meno pesanti per concludere con gli esercizi e i tecnicismi di Neo, dove basso chitarra e batteria si parlano, dialogano in micidiale esercizio che nei migliori episodi sembra la sonorizzazione di un cartone animato.

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Fino a poco tempo fa nel link del sito della Wallace records di Mirko Spino c’erano le istruzioni per non spedire i demo, specialmente nel caso di assonanze con il nuovo metal o con band italiane con nome e cognome di femmine fiche, e anche perché fino ad allora erano state prodotte band conosciute senza ricorrere al cd-r nella cassetta postale.
Che fare, però, quando ci si ritrova tra le mani ventiquattro demo con altrettante band che fanno quel passetto oltre il già sentito che ha caratterizzato le passate produzioni dell’etichetta?
E io me lo vedo il nostro Mirko che il quel di Trezzano Rosa partorisce questa idea di 6 cd con quattro band ognuna e con un quarto d’ora di tempo a disposizione.
In questo primo cd sono presenti i Rosolina Mar, che il passetto in avanti lo fanno a partire da dagli anni settanta dei chitarroni o dalla bossa nova deviata e deviante di malpensa social club; seguono i Fiori d’Oppio che sfuggono in ogni pezzo alla melodia padrona del brano e riuscendoci per fortuna solo in parte; e poi i From Hands spigolosi nelle ritmiche ma mai cacofonici, nevrotici ma morbidi (Mirko, li hai fatti sentire a Arrington De Dionysio?...); per finire con i calabresi Proteus 911 che se fossi promoter li farei aprire i concerti degli ultimi Einsturzende Neubaten e se fossi produttore di David Linch un paio di loro pezzi nella colonna sonora del film davvero li inserirei.
Ne abbiamo sentiti tre su quattro di questo primo cd, sentiremo gli altri nelle prossime puntate, cd per cd.

Massimiliano Zambetta

Perché dovevate piacere alla Wallace Records? Cosa vi diceva la vocina quando avete imbucato la busta con il cdr?
[Rosolina Mar]
Dovevamo piacere alla Wallace Records perché abbiamo un approccio sperimentale nonostante il nostro sia un gruppo tendenzialmente Rock. Penso che sia la stessa attitudine che la Wallace abbia
nei confronti di ogni sua uscita. La vocina ci è arrivata da Fabio Magistrali che, durante le registrazioni che stavamo facendo con lui , ci ha consigliato di spedirle a Mirko Spino.[From hands]
Abbiamo dato il disco a mirko innanzitutto perché lavorando con fabio magistrali il passaggio è scontato....poi abbiamo avuto l' occasione di conoscerlo personalmente e ne abbiamo potuto apprezzare il lato umano nonché professionale. comunque crediamo che la wallace sia fra le poche etichette che condivide con noi una stessa attitudine e sensibilità artistica.

[Proteus 911]
In Italia non sono molte le etichette che sono disposte ad avventurarsi in produzioni di “scarsa fruibilità”,quindi è naturale per noi ricercare quelle persone che in qualche modo riteniamo possano apprezzare il nostro lavoro.Con Mirko ci siamo conosciuti durante le registrazioni del nostro ultimo disco. È una persona molto simpatica e disponibile e la sua Wallace è una etichetta che stimiamo da sempre.

Cosa avete pensato quando Mirko Spino vi ha proposto di abitare con altri musicisti nello stesso cd? E cosa pensate dei vostri coinquilini?
[Rosolina Mar]
Abbiamo pensato che non ci poteva capitare cosa migliore che questa, dato che è il nostro primo lavoro ufficiale ed avrà una buona visibilità. E poi conoscendo Mirko abbiamo scoperto che lui è un discografico perfetto per noi, dato che come dicevo anche sopra, abbiamo in comune una certa
attitudine musicale.
Alcuni nostri coinquilini, come i From Hands e Claudio Rocchetti, sono musicisti che si impegnano molto e cercano di creare qualcosa di veramente divertente e stimolante. Pensiamo che in Italia c’è bisogno di buona musica, e che alcuni dei nostri vicini di casa la stiano facendo. [From hands]
Quando mirko ci ha proposto il progetto po box ci è sembrata subito un' iniziativa coraggiosa e stimolante, perchè ti da' la possibilita' di un confronto diretto con altre realta' emergenti...tra l' altro come uscita ricorda una certa "no new york" alla quale siamo particolarmente legati....tra i gruppi conosciamo bene i rosolina mar, con i quali abbiamo condiviso il palco e legato un ottimo rapporto

[Proteus 911]
Abbiamo aderito subito perché l’idea era decisamente interessante e originale, e poi non si trattava della classica compilation, con 30 brani di altrettante band. Pobox regala ai gruppi uno spazio decisamente più ampio e all’ascoltatore la possibilità di farsi una idea più precisa sulla musica e le capacità di ogni singola band. I gruppi sono tutti degni di attenzione a prescindere dai miei personali “gusti” musicali, inoltre si è creata la possibilità di un confronto tra i gruppi che può servire come stimolo per crescere.

C´è qualcun altro nella musica sotterranea in Italia che avreste visto bene in uno dei PO BOX?
[Rosolina Mar]
I Dogs in Jail di Valerio Tricoli e Emiliano Ereddia.

[From hands]
Non ti bastano 24 gruppi ?!! scherzi a parte ci sono tante cose interessanti in giro..ma è difficile dire se inseribili in un contesto come i po box....comunque se vuoi qualche nome ci sono i gerda che spero si faranno presto sentire...

[Proteus 911]
Si, sicuramente molto più di quanto immagino.2 nomi: Operazione nafta e Paynting Void, entrambi siciliani, decisamente degni di attenzione.