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One By One we are all becoming shades
[Pussy Koan records]

Al primissimo ascolto we are all becoming shades è difficile: occorre alzare il volume, concentrarsi, non è sicuramente musica da relax. E’ un disco di ricerca, gli autori non lo nascondono; l'ep si apre con un timbro intenso, cupo: arpeggi e pennate su più chitarre, si ripete una melodia, entriamo in un territorio cupo e singolare, questa è frozen frog, dopo tre minuti di ascolto, proseguiamo in questo sentiero scuro, si sentono delle voci soffuse, potresti averne paura ! One By One diventa un paesaggio gelido, come in boaster dove un tappeto di drones chitarristici è accompagnato da minimi battiti elettronici. Seppur sia un gruppo di genere riesce a proporre in 4 brani una diversità interessante, come in red, ambientazione acustica per un brano cupo, risuonando qualcosa degli anni 80. La dimensione, attuale del gruppo la si ascolta in levare: il passo affaticato di un uomo ritmato da uno giro di chitarra ripetitivo, anche lui affannoso, sul finale i suoni si dilatano, come nell'atmosfere che gli Earth creavano nei loro dischi. Il disco è una pubblicazione della Pussy Koan records che sinora ha seguito fedelmente l'evolversi dei gruppi della zona di alessandria.
www.pkrecords.com
www.post-itrock.com/onebyone

Intervista a One By One: Realizzata per e mail nell’ottobre 2003 da Fabio Battistetti con Enrico Brunoldi ed Andrae Ferarris

come nasce il progetto ? agli inizi avevate qualcosa di preciso in testa o è venuto col tempo ?
il gruppo è nato circa tre anni fa'. all'epoca valeria ed io suonavamo insieme in un'altro progetto e suonando ci siamo ritrovati in grande sintonia. così abbiamo deciso di eliminare da intorno a noi musiche e persone che non ci interessavano. rimasti in due è nato il gruppo, senza alcuna idea su quello che avremmo dovuto fare, se non quella di non avere idee e programmi. volevamo essere spudoratamente ignoranti facendo musica che in genere non si presta a questo tipo di approccio. era come cercare di ripetere le sensazioni e le motivazioni che si hanno a quindici anni quando si inizia a suonare nel primo gruppetto che ti capita. col tempo queste intenzioni sono mutate parecchio e ora che vale non è più del gruppo si può dire che il cambiamento sia stato radicale. quindi, per rispondere alla tua domanda, credo che quello che abbiamo in testa sia emerso lentamente nel tempo e focalizzandosi sia al contempo mutato.

il nome del gruppo ha un significato particolare ?
il nome viene da una frase tratta dall'ultimo racconto dei "dubliners" di james joyce, "i morti". la frase in se', secondo noi, suonava bene, ma e' tutta l'atmosfera di "movimento non movimento" e di paralisi morale di quel libro che ci piaceva rievocare. e' la rappresentazione realistica del grigiore in cui svaniscono i residui slanci vitali, l' eterno presente privo di azione e di fuga che volevamo rieccheggiare....senza troppe parole ( a parte il nome del gruppo!!!) , nel modo più "muto" possibile....


avete fatto un mini cd per la pk records ? ce ne puoi parlare ? ed in precedenza avete pubblicato altro materiale ?
prima dell'ep "frozen frog" avevamo fatto solo un demo autoprodotto con sette pezzi. per noi e' stato fondamentale come punto di partenza, ma era davvero ancora immaturo.
nell'ep credo che abbiamo affinato un po' di più i nostri "mezzi", e' come se avessimo migliorato il nostro italiano per parlare un po' meglio con la gente....ed essere capiti!
i pezzi sono molto molto vicini a come volevamo che fossero, sia come composizione che come suono, quindi e' stata una bella soddisfazione veder stampato il mini. con questo non intendo dire che penso sia perfetto , ma semplicemente penso che renda quasi al meglio il meglio che potevamo fare all'epoca.
e' un'altro punto di partenza!

rispetto al disco, è cambiato qualcosa nel suono, nell'impostazione, all'oggi ?
sicuramente e' cambiato molto. gia' all'uscita del mini provavo il desiderio di mutare un po' lo stile del gruppo, per cercar di eliminare certe influenze a partire dal mio stesso modo di suonare la chitarra. all'epoca del mini avevamo gia' iniziato ad usare basi elettroniche dal vivo, ora le basi sono diventate fondamentali e la composizione dei pezzi parte prima dal computer che dagli strumenti tradizionali. a favorire i cambiamenti e' stato anche l'avvicendarsi nel gruppo di andrea a valeria. sai, quando si e' in due, cambiare un membro del gruppo muta di parecchio lo stile! di sicuro ora abbiamo un'idea molto piu' precisa di quello che vogliamo fare. andrea ha portato negli 1by1 un'esperienza sia di ascolto che di composizione che pensavo fosse necessaria.
forse adesso potremmo sembrare un po' piu' "difficili" ( qualunque cosa voglia dire....), ma, paradossalmente,
son sicuro che siamo anche piu' melodici!

quali sono i vostri ascolti ? quanto c'è di "italiano" nei vostri ascolti ? pensate che la vostra musica stia ancora "dietro" a quella anglofona ?
enrico- mah, io ascolto molta musica diversa, e parlandoti dei miei ascolti posso solo riuscire a raccontarti di quello che sto ascoltando ultimamente....aquistando quasi solo cd usati mi capitano davvero cose disparate! e' da qualche tempo che ascolto molto alcune cose di plotkin...old, atomsmasher....altro mio "tormentone" attuale e' leonard cohen. pure i nomeansno li sto consumando abbastanza...fra cd piu' o meno recenti mi sono piaciuti molto: clogs, man, velma, vert e minamo. comunque, in fondo al cuore, per me c'e' solo il trash metal anni '80 e il black metal norvegese...e non scherzo!!! di gruppi italiani me ne piacciono diversi...tutto sommato quando ascolto un cd non mi interessa molto dove sia stato fatto, almeno prima di ascoltarlo. mi piacciono molto molto gli one dimensional man e gli ufo mammuth.....i laundrette, ma molto solo il primo, gli anatrofobia, soprattutto "ruote che girano a vuoto", i twig infection, i milaus ( gia' per il nome...) ed altri...fra gruppi piccoli, come gli 1by1, mi sono piaciuti molto i fog in the shell.
per la questione del sentirsi dietro la musica proveniente da gb-usa, non saprei proprio che dirti...e' un problema che non mi sono mai posto seriamente...pensandoci ora per la prima volta, credo solo di poter dire che con quello che suoniamo, forse, non e' la stessa cosa che se facessimo blues, country o garage, etc...

andrea- di italiano nei miei ascolti c’è molto, come c’è molto di straniero, in generale se un disco mi piace non m’importa molto da dove proviene. quali siano i miei ascolti? molti, pure troppi…per qaunto sia un po’ una risposta idiota. anche quando ero un ragazzetto hard core testa di cazzo alla fine mi ascoltavo molte cose che non avevano nulla a che fare con il punk. avendo iniziato a comprare dischi negli anni ottanta amo molta roba dark e new wave del periodo primi simple minds e siouxsie, cure u2 (solo i primi 5 dischi), etc…poi ovviamente molto hard core anni ottanta e primi novanta, di jazz preferisco quello più freddo (miles davis e coltrane su tutti), molta elettronica (i seefeel sono fra i miei favoriti di sempre), del grind, qualcosina di kraut e roba anni 60-70. un po’ di pop, un bel po’ d’avanguardia (qualsiasi cosa significhi), morricone…..se dovessi ascoltare sempre e solo un genere mi stuferei, non credo sa neppure sia una questione di apertura mentale qaunto più di noia. degli italiani che preferisco fra quelli attualmente in circolazione: anatrofobia (che trovo incredibili), bron y aur, christian rainer, a short apnea, gatto marte, zu (più dal vivo che su disco), banda ionica, with love, gianni coscia, paolo conte, comrades, maledetto ottave, dining rooms e potrei andare ancora avanti, ma forse è meglio che mi fermi.


qual'è la vostra occupazione nella vita ?
andrea sta per iniziare a lavorare in biblioteca vicino ad alessandria e credo che potrete vederlo nel prossimo sei nazioni di rugby....io faccio pratica in uno studio legale ma vorrei giocare a calcio in serie a o fare lo stilita ( non volevo scrivere stilista...)

come è strutturato il vostro set dal vivo ?
per ora stiamo lavorando per proiettare delle diapositive nei concerti, ma spero che presto avremo i mezzi per proiettare dei filmati. io credo che la nostra musica si presti molto ad un rapporto con le immagini...proiettare diapositive o filmati da un senso di maggiore completezza ai nostri concerti e ci aiuta, eventualmente, a trasmettere concetti e atmosfere che sono insiti nei pezzi ma non esternati dalla voce e dalle parole, che non usiamo quasi mai.

progetti futuri ?
spero di riuscire al piu' presto ad arrivare al primo lp, i pezzi ci sono gia' quasi tutti. una volta registrato cercheremo di trovare la sistemazione migliore possibile per stamparlo. e poi concerti, concerti, concerti...l'ambizione e' quella di divertirsi e di realizzare il piu' possibile i nostri "sogni compositivi".

 

 

     

I Treni All'Alba

Questa è la prima registrazione, (promozionale) per il quartetto torinese – aostano: una strada di uscita dai canoni (delle esperienze precedenti: belli cosi / encore fou), che li porterà verso interessanti sviluppi. Il gruppo suona come una orchestrina a metà tra la musica tradizionale nostrana ed il post rock, un po' tra il classico d’autore e l’innovazione.
Hanno inciso tre brani che corrispondono a tre titoli di film (mad max, le streghe di blair e rocky): muse ispiratrici dell’ipotetica colonna sonora che i Treni compongono; la struttura delle canzoni (tutte strumentali) amalgama fraseggi di chitarra acustica ed un piano/tastiera, creando un tappeto ricco di melodie in continuo cambiamento su tempi moderatamente veloci. I fraseggi incalzano veloci ma non esplodono in distorsioni o sperimentazioni come in certi tratti si potrebbe aspettare, offrono, invece semplice melodia ed un senso piacevole di rilassamento. (non sono gutalax, però !).
contatti: itreniallalba@libero.it

Intervista: Realizzata da Fabio Battistetti con Sabino Pace nel novembre 2003

F: Da quanto tempo suonate assieme ?
T: I Treni all’alba suonano insieme dal settembre 2002, con la formazione attuale che vede 2 chitarristi acustici, un piano-tastiera e una batteria. In un anno di attività si sono effettuati circa 15 concerti nel nord e sud italia ed una piccola registrazione “promo” contenente 3 brani.

F: La musica strumentale in molti casi suggerisce all'ascoltatore delle immagini, spesso è lo stesso gruppo ad accompagnare la musica a delle proiezioni / installazioni, voi, a guardare i titoli dei vostri brani, sembra che avete negli occhi il cinema ?
T: Il fatto di proporre musica esclusivamente strumentale nasce soprattutto dall’intenzione di lasciare aperta, sia ai musicisti che agli ascoltatori, la possibilità di immaginare e sentire liberamente ciò che esclusivamente gli strumenti esprimono. Pertanto, a noi per primi, uno dei primi effetti è stato quello di immaginare scene e impressioni di film mentre preparavamo ed arrangiavamo i brani. Infatti le canzoni portano titoli di note pellicole hollywoodiane e non solo, cose tipo Rocky, MadMax , Il Corvo o Don Camillo !
Pertanto, di conseguenza a queste potenzialità della musica, stiamo progettando di portare in giro uno spettacolo fatto di immagini (inedite o meno) sottoposte ad un sottofondo musicale.
Il 18 dicembre sperimenteremo tale progetto presentando presso il PUNTOG (un locale di Torino), nella rassegna in/off, 20 minuti di un film muto francese del 1921, EL Dorado, con trama musicale eseguita interamente da noi dal vivo.
Come ti dicevo suonare solo strumentalmente brani costruiti su repentini cambi di tempo o di dinamica, con influenze diversissime, ricorda molto la musica progressive anni ‘70, di gruppi tipo Goblin o simili (sebbene il nostro taglio sia più verso il folk o la musica d?autore), che spesso e volentieri davano un plusvalore di emozioni rispetto alle semplici immagini delle pellicole che curavamo musicalmente.
Mente suoniamo le nostre canzoni ammetto di viaggiare molto con la fantasia ed immagini ?mentali?, spesso riconducendomi ad immagini di film già esistenti.? Il suono dei cinema vuoti? diceva un nostro slogan di qualche tempo fa.

F: Da dove siete partiti e dove vorreste arrivare con le vostre composizioni ?
T: Le composizioni, a livello di stimoli musicali, nascono quasi sempre da spunti e creazioni di Daniele Pierini e Paolo Carlotto, i due chitarristi.In fase di arrangiamento contribuiscono però poi in maniera fondamentale il piano e la batteria. Le influenze sono diversissime e arrivano tanto dalla musica folk acustica quanto dall’ hardcore.
L’idea è di sviluppare abbastanza brani da poter incidere un disco e poi decidere che scelte fare per un ulteriore sviluppo del progetto (non escludiamo altri strumenti, così come la presenza di un/una vocalist).

F: Il nome del gruppo ha un significato particolare ?
T: I Treni all’alba ? è un’ulteriore immagine, una sensazione che spesso si è provata, da soli in compagnia, in viaggio o in fuga, mentre si partiva o mentre o si tornava.

F: Arrivate a questo progetto da esperienze precedenti del tutto differenti: come è avvento il passaggio ?
T: Sabino Pace e Felice Sciscioli suonavano nel gruppo punk-hardcore Belli Cosi, mente Daniele Pierini e Paolo Carlotto nel gruppo scream-core Encore Fou (più tanti altri gruppi paralleli o precedenti, tipo Rudimenti o Le Consuetudini).
Naturalmente la grossa differenza da quel tipo di sonorità è abbastanza palese, ma da parte nostra, come tante altre cose della vita, fa parte di un percorso. Con quei gruppi ci sono tante analogie col presente così come tanti tagli netti. Volendo riassumere possiamo comunque affermare che quando si parla di passione e ?ricerca? musicale, l?idea di fondo è di non fermarsi o chiudersi in determinate sonorità acquisite. In generale, però, la nostra “cultura e formazione” musicale è per molti versi di attitudine punk.

F: Quali sono i vostri gusti musicali ? e quali gruppi italiani vi piacciono al momento?
T: Ti rispondo a titolo personale (Sabino).
Personalmente, negli ultimi tempi sto ascoltando gruppi legati al post-rock o post-core, tipo Mars Volta o ritorni da spettacolo tipo Jane’s Addiction. Per quel che riguarda la musica italiana, sono particolarmente appassionato di musica folk e tradizionale meridionale (pizziche e tarantelle, insomma). Nel rock “estremo” sto apprezzando i RedWormsFarm, i Withlove, i Cripple Bastards e gli Altro.Nella leggera o commerciale mi piacciono sempre Carmen Consoli e Max Gazzè. Più tanti altri gruppi, ma la lista sarebbe un po’ lunga.

F: progetti futuri ?
T: Per il futuro c?è l?intenzione di fare molti concerti a Torino e in Italia sia con performance live tradizionali, sia con proiezioni di immagini, appunto (film inediti, montaggi di film già esistenti, diapositive, fotografie ecc.).
Parallelamente curare i brani per un uscita discografica.
Inoltre un ulteriore “sogno” da realizzare sarebbe quello di lavorare insieme a registi o videomaker per costruire dei percorsi insieme.
Spero di aver risposto in maniera chiara alle domande !
I nostri contatti:
sabinopace@hotmail.com 339/5809114
o felixio@inwind.it
Grazie a Fabio per l’interesse dimostratoci.
Veniteci a vedere dal vivo.