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Meeting delle Etichette Indipendenti 2003 @ Faenza 29/30-11-2003
con questo piccolo spazio dedicato al MEI volevamo raccogliere alcune opinioni, impressioni e considerazioni riguardanti l'edizione di quest'anno; siete invitati a partecipare all'iniziativa che eventualmente proseguirà nei prossimi numeri...


Non mi trovo a mio agio a sentirmi un "emergente" di un mondo in cui Piero Pelù, Marco Masini e Gianni Morandi vengono premiati come "grandi". Non mi piace che il controverso termine di indipendente assuma il significato di sfigato. Al MEI non c'è traccia di antagonismo nè culturale nè sociale, che è quello che io cerco nella musica. Probabilmente l'ho cercato nel posto sbagliato, errore mio. Il MEI è un posto come tutti gli altri, è un posto come il ToraTora o il festival di Mantova, dove si corre tanto dietro allo slogan da dimenticarsi che cosa dice lo slogan stesso, dove si fanno i dischi no-global sulle major.
Mi pento proprio e mi considero un ipocrita ad aver participato alle ultime edizioni.

mirko spino


...e pensare che nei comunicati stampa hanno il coraggio di scrivere 'l'evento discografico più importante in Italia'
siamo al 29 e 30 Novembre 2003 in quel FAENZA (RA)
grazie a Danilo e all'associazione Beranera abbiamo a disposizione un piccolo stand, dove abbiamo deciso, di pubblicizzare anche post?, gli uvmms e la Love Boat di Andrea Pomini che mi fa avere qualche cd da vendere.
Si parte subito male, visto che non sembra esserci nessuno stand a noi riservato o perchè già occupati da altre associazioni...in pratica vale la regola di chi prima arriva, meglio alloggia.
Tra incomprensioni e primi insulti ci trovano un tavolo nel padiglione B, zona che verrà ribattezzata come 'zona mercato', infatti alla nostra sinistra c'è un banchetto che vende cibarie varie: frittelline, biscotti e porcate varie e alla nostra destra invece un piccolo palco, che si rivelerà essere una piccola vetrina per personaggi dal gusto musicale assai bizzarro e poco adatto per un festival di musica 'indipendente'

Non mi ricordo bene dei prezzi per gli stand nel paglione A (quello 'serio'), ma erano a dir poco verognosi...da quanto io ne sappia, non mi sembra che le etichette indipendenti vivano così nel lusso da potersi permettere grosse spese. E poi cosa dire della presenza, direi alquanto 'scomoda', dello stand della SIAE?!?!?!?
Me ne vado a fare un giro, per salutare le varie etichette e fantine che (in)consapevolmente hanno aiutato post? a crescere, e mi assale addosso una tristezza immonda vedendo lo stand di Poggi Pollini (il chitarrista di Ligabue) che presenta il suo disco di prossima uscita; gruppi semisconosciuti che si sono inventati per l'occasione una loro etichetta, che semplicemente hanno pagato per avere lo stand; gente che regala demo a destra e manca o gruppi disperati che riempiono letteralmente dei bidoni della Mescal di cd promo (uno degli ottimi metodi per buttarlo via).
Altri che passando anche dal nostro stand ci chiedono se possono lasciarci un cd, non per ascoltarlo, ma eventualmente per produrlo, gente impazzita, alla ricerca di una etichetta...d'altronde dove trovarla, se non al Meeting dell Etichette Indipendenti?!?

Per non parlare del padiglione dove si tenevano i concerti live....abbiamo visto i Perturbazione venire 'tagliati' per fare spazio a gruppi di bassa categoria. La scaletta proposta era alquanto vergognosa: gruppi interessanti che suonavano per 20minuti alle prime ore del pomeriggio, e altri (solo perché legati a promoter più importanti...leggi Jestrai) presentarsi sul palco alla sera, quando il padiglione è stracolmo di gente.

Si conclude il sabato portando a casa una grande tristezza, qualche demo, e l'idea che il MEI è solo un luogo dove poter incontrare persone che si conoscono via mail, e potersi stringere la mano. Tutto qui, per me niente di più, anzi...se volete risparmiare i soldi dell'ingresso e investirli in una birra incontratevi in qualche bar, ve lo consiglio vivamente.

ju

   

La prima volta al MEI non è stata così fulminante ma mi ha lasciato alcuni dubbi che persistono dopo mesi....

Interessante vedere gli stand di alcune etichette interessanti e di alcune webzine (un po' meno le riviste) e conoscere le persone che ci lavorano. Interessante conoscere (quasi sempre per caso) i componenti di alcuni gruppi e scambiare due chiacchere con loro.Un po' meno vedere gli stand di altri gruppi sconosciuti e sentire ogni tre metri un disco diverso sparato a palla che poi alla fine non si capiva niente era tutto un miscuglio.

Tra le conferenze nei due giorni ce n'era per tutti i gusti: dal nuovo Premio Italiano della Musica Indipendente e l'ormai testato Premio del Videoclip italiano - che hanno riempito la sala anche grazie alla presenza di ospiti famosi quali Agnelli o Ligabue o Gianni Morandi o Frankie Hi NRG - a quelle più strettamente riservate agli addetti ai lavori, cui in definitiva è dedicata la manifestazione: si scambiano i contatti, si prendono accordi, si fanno suonare le proprie band si decide su quali nomi puntare per il prossimo anno.Forse i concerti sono stati veramente la cosa più esagerata: ce n'era dappertutto 2 stand più tanti piccoli showcase nell'area delle esposizioni e alla fine il tuo cervello scoppia non ce la fa più..(ma sicuro qualche promoter ne avrà tratto tesoro)...nel pomeriggio di sabato alcuni nomi interessanti.. ma per favore no, risparmiatemi la sfilza di gruppi della Jestrai per fortuna non ho ancora cenato e vado a magnà giusto in tempo ritorno e mi becco Riccacdo Sinigallia con gli ex-tiromancino e sono salvo. Soddisfatto. Contento per tutta la notte..ascoltatelo tutte le notti Riccardo Sinigallia il suo pseudo-esordio è un gran bel disco.
Domenica ancora tra stand conferenze banchetti facce nuove gente strana ubriaconi (che strana fiera!) concerti ne vedo pochi per cui vi risparmio la solfa e poi fa buio e si torna a casa.
Di tutto questo una domanda ancora ritorna spesso: il meeting delle etichette indipendenti, che cos'è? Ma soprattutto >> l'indipendenza<< che
cos'è? e quanto vale?
Tutto ciò che è lowbudget è indipendente? Tutto ciò che non è maggior è indipendente? E allora tutto quello che è minor perché è indipendente vale di più? Ma soprattutto, l'indipendenza esiste? ...mah


Spero di poter tornare su questi concetti nel prossimo numero e con più calma, intanto se qualcuno ha qualcosa da ridire può scrivere a
borderline@email.it


Che dire circa l'edizione MEI 2004….sicuramente tante cose andrebbero sistemate al meglio: incominciando dal rumore proveniente dagli stand: un'insopportabile confusione causata dalla musica diffusa, mi rivolgo principalmente a quegli stand da dove fuoriusciva quella musica truzza e assordante. L'organizzazione dovrebbe farsi carico di accreditare solo determinate realtà musicali, soprattutto quelle in programma come i concerti dal vivo nel palco acustico del Pad. B: il problema che se tutti fanno degli show-case, oltre ad esserci una dispersione di suono incredibile, non si capisce letteralmente un cazzo e gli addetti ai lavori dopo due giorni vengono ricoverati per crisi convulsive. Non vorrei fare la nonna della situazione, ma possibilmente il meeting richiede più accorgimenti e pochine regole in più. Rispetto all'edizione 2002 ho notato più ordine nell'area conferenze, video clip, inoltre la novità della tenda all'entrata è stata azzecatissima permettendo ad una quantità maggiore di gruppi emergenti di esibirsi.
Pretendere un ordine di tematica nei padiglioni (tipo zona press, label, shop, coop/associazioni): è un'utopia lo so, ma noi ci speriamo sempre. Non sarebbe male pretendere anche un minimo di assistenza tecnica rispetto gli stand e forse l'organizzazione si dovrebbe armarsi di un servizio base di manutenzione (compreso nel prezzo) e noleggio apparecchiature magari affidandosi a ditte esterne a carico dei singoli privati.
Un'altra grande variazione sono i concerti della sera: quest'anno ci sono state due serate a teatro, la prima il venerdì dedicata a De André, la seconda il sabato, prendendo il posto ai soliti concerti del palatenda. Ovviamente le due serate erano a pagamento, quindi scoraggianti dal punto di vista economico e logistico: ok il venerdì era un anticipo e ci può benissimo stare (anzi), ma il sabato dovrebbe continuare all'interno della fiera come le passate edizioni e con qualche ospite speciale.
Un grazie grande cosi' va a Fiamma, Brychan e compagne/i, per aver suonato e cantato alla grande nel palco acustico, generosamente allestito tra i canisciolti del Pad. B.

Vito