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L'intervista che segue
e' rivolta ai ragazzi di Basemental che stanno portando
in Italia un nuovo modo di creare eventi , dando cosi' sfogo
e visibilita' ad "artisti underground" che , altrimenti
sarebbero senza palco perche' considerati "troppo fuori"
dalle logiche del mercato discografico Italiano.Quindi di
seguito riporto la mail-intervista a Onga di Basemental
cosi' come l'ho ricevuta:
1)Cos'e' Basemental
e da cosa è nato?
@: Basemental è un non-locale, un posto dove si fa
musica dal vivo in modo diverso da come si fa nei locali.
Si fa con passione, senza badare ai soldi e concentrandosi
solo sulla musica. L'idea nasce dalla mancanza di qualcosa
di "vivo" nella nostra area. In questa parte del
Veneto, se si escludono un paio di posti, esistono solo
locali che propongono sempre gli stessi gruppi e non sono
poi così indie come si dichiarano. Noi eravamo stanchi
di fare 200 km per veder suonare i gruppi che ci piacciono
e abbiamo deciso di arrangiarci.
2)Da
dove deriva il vostro nome?c'e'un riferimento a qualcosa
di specifico?
@: Ah beh.. Basemental prende il nome da basement, scantinato.
E' il posto dove operiamo di solito e dal quale sono partite
le nostre prime azioni. Vicino a casa nostra c'è
un centro culturale che ci ha messo a disposizione lo scantinato
dove esisteva già una sala prove e si facevano anche
altri concerti. Lo scantinato era inizialmente il simbolo
di un immaginario sommerso, davvero underground. Adesso
Basemental si sta allargando, come idea/progetto, anche
ad altri luoghi che non sono sottoterra ma pensiamo che
il nome stia ad indicare anche una attitudine più
che un luogo.
3)Da
quanto tempo organizzate concerti(anche in maniera singola/informale)?
@: Io personalmente ho organizzato il mio primo evento una
decina d'anni fa, giovanissimo, mischiando in una unica
serata un gruppo pop alla Smiths, uno new-wave italiano,
uno di hard-rock stile Zeppelin e uno di heavy metal stile
Motorhead. Poi per la vergogna sono rimasto lontano dalle
scene per anni ;) . Quando assieme al mio amico Gian Maria
abbiamo iniziato con il progetto Martini Bros abbiamo organizzato
qualche live acustico nei locali dove facevamo i nostri
djset e così mi è tornata la voglia.. Poi
ho trovato Mauro che ha rovesciato tonnellate d'entusiasmo
nell'idea di organizzare dei live di qualità e così
siamo partiti. Mauro è un musicista molto fine, e
suona da un bel po' di tempo. La sua esperienza nei live
e le sue capacità sono la fortuna di Basemental,
del quale è motore insostituibile.
4)In
quale zona (geografica) operate?
@: Il Centro Culturale Buenaventura è a Castelfranco
Veneto, Treviso ed è lì che la maggior parte
delle attività Basemental hanno luogo. Io e Mauro
in un paio di occasioni ci sposteremo a Padova per alcune
serate ma il nostro basement al Buenaventura rimane casa
madre. Una bella notizia di questi ultimi giorni è
che, come era nelle nostre intenzioni, Basemental si sta
allargando e grazie alla passione di Danilo Cardillo e Alberto
DeRosa ci sarà un nucleo organizzativo anche a Milano.
La nostra speranza è che l'interesse attorno al progetto
Basemental cresca anche in altri luoghi e ci sia qualcuno
che adotti la nostra filosofia applicata all'organizzazione
dei live. 
4)Per
i contatti con i gruppi stranieri vi affidate al loro management
oppure lavorate su un contatto diretto col gruppo?
Per il momento i gruppi che seguiamo non sono dotati di
management, inteso come qualcuno che non capisce nulla di
musica e cura in maniera industriale i contatti vendendosi
al miglior offerente. Le parole management e professionalità
fosse per me le bandirei dal vocabolario in quanto alle
volte vengono messe prima della musica, e non mi piace.
Per nostra fortuna abbiamo avuto a che fare con ottime persone
molto appassionate come Monica di Suiteside, Bruno di Bar
La Muerte, Tizio&Matteo di Fooltribe oltre che con molti
contatti diretti con i gruppi, che sono nostri amici. I
Black Forest/Black Sea che erano in copertina su una grossa
testata musicale italiana a Marzo, me li aveva proposti
Marco di Wakeupandream un amico di Napoli che ne curava
il tour italiano. Anche lui un appassionato prima che un'agenzia.Le
dimensioni del locale, e le finanze personali a disposizione
non ci permettono di affrontare l'organizzazione di alcuni
concerti che davvero mi piacerebbe fare (un nome su tutti?
Giardini di Mirò) e quindi ci siamo posti alcuni
limiti che fanno la filosofia di Basemental. Prima la musica,
poi il resto.
5)Come fate ad informare il pubblico
che viene a vedere i vostri concerti?(passaparola,newsletter,volantini,radio)
Io sono un drogato mediatico dell'ultima generazione, quindi
affido quasi tutto a internet e ai suoi strumenti, newsletter,
blog. Poi ovviamente facciamo i nostri bei flyer e manifesti
da attaccare in giro.
6)Basemental
ha altri scopi oltre a organizzare concerti?
Il concerto è il mezzo e non il fine. Quello che
cerchiamo di fare noi è creare, anche se in maniera
non ufficiale, una rete di conoscenze. Dalle nostre parti
la "cosa" indie non esiste e ognun suona per sè,
destinato a rimanere per sempre nella sua cameretta. Dando
la possibilità a musicisti di suonare e incontrarsi
dalle nostre parti può far nascere amicizie e collaborazioni
che possono rivelarsi utili. Un esempio su tutti è
quello che lega la Madcap Records ai Franklin Delano. Se
entrambi non avessero girato dalle parti di Basemental e
tramite i nostri canali si fossero conosciuti sarebbero
mai entrati in contatto tra di loro? Sarebbe mai finito
un pezzo dei Franklin Delano sulla Madcap Compilation che
ha distribuzione anche negli USA? forse sì, ma a
noi piace pensare che abbiamo accelerato il processo. Tutto
quello che facciamo, non è fatto per soldi ma per
conoscere gente nuova e sentire buona musica. Il resto lo
lasciamo fare a chi lo sa fare meglio di noi.
7)La
vostra programmazione è da classificarsi come di
genere (quindi specializzata) oppure siete aperti ad ogni
genere?
Oddio, qui si rischia l'incidente diplomatico... Posso dirti
che noi abbiamo dei gusti molto ampi, ma nei nostri spazi
vogliamo far suonare solo chi ci piace davvero. Non siamo
un locale e quindi non abbiamo bisogno di seguire il trend.
Eppoi, detta fuori dai denti, di locali che fanno concerti
punk ce ne sono abbastanza.
8)Che
tipo di politica avete scelto nei confronti dei gruppi underground
(quelli senza etichetta discografica)?
Nessuna politica. Se un gruppo ci piace può essersi
formato anche da tre giorni. L'importante è che ci
piaccia talmente tanto da volerlo proporre al nostro pubblico.
Per citare di nuovo i Franklin Delano, quando hanno suonato
da noi erano in giro da un anno ma ancora senza etichetta,
ma noi sapevamo che avrebbero fatto un grande show e così
è stato.
9)Potete
darci alcune anticipazioni di eventi che farete nel futuro
prossimo?
Mentre in questi giorni stanno arrivando da noi i Black
Forest/Black Sea, magnifico gruppo freefolk statunitense
che ha ricevuto il massimo dei voti da Blow Up, stiamo preparando
per Aprile:
03.04 Morose
10.04 Ultraviolet Makes Me Sick + One by One We're All Becoming
Shades
24.04 Marlae in più siamo a buon punto per piazzare
una serata con Ronin, uno dei progetti di Bruno Dorella
che abbiamo già avuto ospite con OvO.
10)Come
ha risposto il pubblico ai vostri eventi?
Ottimamente direi. E' una cosa incredibile vedere che in
alcune serate riusciamo a raccogliere un centinaio di persone
in uno scantinato dove non si può fumare, non c'è
il bar e il tutto in una zona dove hanno più fortuna
i concessionari d'auto tedesche che gli strapazzatori di
chitarre. Penso che la nostra qualità sia percepita
dal pubblico, inoltre siamo totalmente onesti coi prezzi
e non chiediamo mai più di 3 euro per l'ingresso,
nemmeno quando facciamo i gruppi che finiscono sulla copertina
di Blow Up.
11)Cosa
ne pensate dei centri sociali? Non trovate che la nascita
di queste mini-organizzazioni/co-ordinamenti sia la reazione
alla mancanza di Centri Sociali (C.S.O.A) aperti al vero
underground musicale e non?
Mi avvalgo della facoltà di non rispondere, non vorrei
trovarmi le gomme tagliate o la scritta "libera Pedro"
su una fiancata. In ogni caso, più sono le persone
che hanno voglia di sbattersi per far circolare buona musica,
di qualunque genere sia, meglio è.
basemental@email.it
tommy
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Presentazione
dell'etichetta (com'è nata, quando, etc.)
Tizio- Fooltribe come etichetta è nata nel novembre
2002, con l'uscita di "trocomorto-halley nation"
dei RedWorms'Farm. E' nata come conseguenza naturale a
quello che avevamo fatto fino a quel punto, vale a dire
un numero imprecisato di concerti che ci ha portato ad
avere rapporti e contatti con gruppi e situazioni. Alcuni
di questi rapporti sono diventati legami ed amicizie e
da qui la voglia, il desiderio di condividere anche i
dischi oltre ai concerti. Questo vale per tutti i dischi
che abbiamo finora pubblicato.
Finora abbiamo pubblicato:
FT01 / RED WORMS' FARM troncomorto-halleynation
cd
FT02 / KARATE concerto al barchessone vecchio cd live
FT03 / RED WORMS' FARM - SPRINZI - TO THE ANSAPHONE split
cd 3" coprodotto con Alice dischi
FT04 / THREE IN ONE GENTLEMAN SUIT buttlefields in an
autumn scenario cd
FT05 / FEVERDREAM arnold mini cd
FT06 / BOB CORN sad punk and pasta for breakfast cd
Abbiamo in programma altre
uscite che speriamo vadano a buon fine: un live di SODASTREAM
sempre al Barchessone vecchio ( ci piacerebbe fare una
serie di live ) ...e ci piacerebbe un casino pubblicare
il vinile di CANDINISTA delle BLACK CANDY.... E poi il
nuovo RED WORMS ' FARM penso in autunno...
Visto
che eravate già tutti coinvolti nell'organizzazione
di concerti, qual è stata la molla che vi ha portato
a fondare un'etichetta?
Tizio- Mah!!! Non è stata una vera molla a scattare...come
detto prima è stato tutto abbastanza naturale.
Eravamo e siamo molto vicini ad HALLEY (etichetta padovana
degli INFRANTI) ed al suo spirito. HALLEY aveva pubblicato
il primo cd dei RWF. Il secondo era pronto ma non c'erano
le disponibilità economiche per pubblicarlo. Ci
siamo offerti ed è nato il lato dischi di Fooltribe.
Non è un caso comunque che il disco dei "vermi"
si chiami "halley nation" oltre a "troncomorto".
E' un segno di continuità con il passato per loro.
E sinceramente grande orgoglio per noi. Anzi a 'sto punto
ti dico che halley e quel mondo e modo di fare le cose
(tipo incollarsi le copertine dei dischi) sono stati la
MOLLA.
In
che modo hai iniziato ad ascoltare musica indipendente
e cosa ti ha spinto a passare dalla semplice fruizione
ad un ruolo più attivo?
Tizio- Ho iniziato ad ascoltare musica indie a metà
anni ottanta con il revival del garage 60 dei caschetti
e delle camice a fiori...paisley underground, california.
Ero mezzo freak cresciuto a PINK FLOYD, rock-blues e flower-power...mi
affascinava il recupero di una certa estetica legata agli
anni 60. Ho iniziato a comprare le riviste di settore
e da lì si è aperta una porta su un universo
a me sconosciuto. Fino a quel punto pensavo che il rock
fosse finito a metà anni settanta. Se volete ridere
vi dico che il primo gruppo con i capelli corti che ho
ascoltato sono stati i PIXIES. E di MUDHONEY e NIRVANA
ho apprezzato prima il look tardo freak che le chitarre
distorte!. In quel periodo (primi novanta) formammo una
band : FOOLTRIBE era il nome. Ovviamente non sapevamo
suonare ma ci credevamo un bel po'. Non abbiamo mai aspettato
che qualcuno ci chiamasse a suonare (impossibile), pertanto
ci organizzavamo i concerti : partendo dalla ricerca del
posto passando per i flyer e la promozione e chiudendo
suonando. Mi è sempre piaciuto tutto quello che
ruota attorno a quella mezz'ora. Poi fooltribe come gruppo
è finita...ed è rimasto il resto.
Matteo- anche per me vale
lo stesso discorso, salvo che prima di freak sono stato
un Duraniano dichiarato...ho anche tentato di farmi il
ciuffo biondo! poi sono arrivato i capelloni e la "compagnia"
freak e la musica che si ascoltava era tassativamente
60/70. Mandati a memoria Floyds, Doors e Zeppelin fino
alla nausea, la domanda che mi facevo ogni giorno era:
"ma possibile che esista solo 'sta roba datata venti
anni fa?" è stato il rifiuto totale verso
questa musica a farmi scoprire "Day dream Nation"
(Sonic Youth -ndr-), titolo profetico ancor più
del nome della band che lo suonava.....abbandonai definitivamente
i fiori e mi buttai nella ruggine. Un'anno dopo, il concerto
di Mudhoney al Velvet mi portò a scoprire l'intero
mondo "underground", fatto di concerti con 50
persone, dischi stampati in 1000 copie e 20 birre in un
colpo! ho ancora un ricordo intensissimo di quella sera,
probabilmente è ancora il concerto, se non più
bello, il più significativo...sono nato lì.
Fooltribe
è indissolubilmente legato al festival "Musica
nelle Valli", ce ne potete parlare un po'? Qualche
anticipazione?
Tizio- Il festival è nato per contrastare l'ipotesi
di costruzione di una megadiscarica per rifiuti industriali
in un'area molto vicina a San Martino Spino, il paese
dove viviamo. Le prime edizioni raggrupparono band locali
e qualche headliner un po' più conosciuto. E raggrupparono
pure parecchia gente, cosa che ci ha spinto a proseguire
nell'organizzazione del festival una volta vinta la "battaglia"
contro la discarica. Nel frattempo avevamo iniziato ad
organizzare concerti a tempo pieno e di qui la scommessa
di passare da semplice esibizione di gruppi locali a qualcosa
di più ampio. Scommessa direi vinta, visto che
ora il festival è diventato un punto di riferimento
per il movimento indie (non lo diciamo noi ma la gente
lo dice). Per noi adesso il festival è diventato
un resoconto di quello che si è fatto durante l'anno;
nel senso che invitiamo a suonare gruppi con cui abbiamo
instaurato contatti o amicizie, gruppi legati a persone
e associazioni che FANNO cose simili alle nostre, gruppi
che entrano nelle nostre "simpatie" per motivi
che anch'io non so spiegare. Ovviamente ospiti "grandi"
che abbiamo avuto negli anni passati hanno aiutato il
festival a crescere, ma allo stesso modo siamo consapevoli
che il festival abbia contribuito e contribuisca tutt'ora
alla valorizzazione di certi gruppi. La cosa che mi piace
sottolineare è che il festival è una cosa
di tutti: di noi che organizziamo e ci facciamo un mazzo
tanto e ci rimettiamo qualche soldo, delle band che suonano
per un semplice rimborso spese, del pubblico che assiste
ai concerti pagando un biglietto e bevendosi qualche birra.
Credo che questo venga recepito ed è per questo
che secondo me ha avuto "successo". Purtroppo
dall'anno scorso abbiamo dovuto abbandonare la sede "storica"
e ci siamo spostati a Finale Emilia nell'ambito di "Solida
Rock". Anche quest'anno il festival si svolgerà
lì nei giorni 29 e 30 maggio. Non mi va adesso
di anticipare nomi e scaletta che è in fase di
definizione. Come detto prima trattasi di una sorta di
resoconto dei contatti avuti durante l'anno. Per cui riguardatevi
la nostra ultima programmazione ed iniziate a scommettere
su chi suonerà alle Valli............
Il
festival e l'organizzazione di concerti nel vostro caso
specifico mi sembra si possano associare bene alla recettività
dell'Emilia, che insieme al Veneto e alla Lombardia fa
parte delle isole felici per i gruppi che hanno una dimensione
live. Credete che nel resto d'Italia prima o poi le cose
cambieranno o tutto è inevitabilmente destinato
a peggiorare?
Tizio- Ecco hai detto bene: si possono ASSOCIARE alla
ricettività della zona; ma non è assolutamente
immediato che possa funzionare. Noi il festival l'abbiamo
costruito passo dopo passo, anno dopo anno, lasciando
il pubblico esclusivamente "birroso" delle prime
edizioni, e cercando un pubblico veramente attento alla
musica; pubblico che arriva un po' da tutta Italia....e
proprio per questo credo che potrebbe funzionare anche
in altre zone. Ma ripeto: il "lavoro" è
stato lungo e non si limita ai giorni del festival ma
si sviluppa durante il corso dell'anno. Credo che con
forte volontà, chiarezza d'intenti e un po' di
rischio la cosa potrebbe funzionare anche da altre parti.
Avendo
acquisito una discreta esperienza nell'organizzazione
delle date, come vedete la ricettività del pubblico
nei confronti dei "prodotti di casa nostra"
(miglioramenti, peggioramenti, gruppi grossi, gruppi piccoli,
etc..)?
Tizio- Mah!!! Qui da noi mi sembra le cose vadano bene
per i gruppi italiani. Ovviamente USA scritto di fianco
al nome di chi suona ti può garantire dieci persone
in più al concerto. Ma l'attenzione che viene dedicata
al gruppo non ha nazionalità. Se spacchi spacchi,
se fai cagare fai cagare, non so se mi spiego. Come esempio
ti porterei la serata Fooltribe che abbiamo fatto al Covo
di Bologna a fine gennaio. C'era tanta gente, duecento
persone circa, OK c'era Mirah in chiusura ma i concerti
di Black Candy e Disco Drive hanno veramente colpito tutti
i presenti...e forse quella sera il concerto meno "vissuto"
è stato quello della pur bravissima Mirah...
Vi
sentite parte di un circuito? L'idea del circuito (come
la "scena" nel punk) nonostante i vantaggi,
alla lunga non rischia di essere ghettizzante?
Tizio- Volente o nolente, le persone che si sbattono per
fare cose in giro sono sempre quelle...per forza si appartiene
ad un circuito. Ghettizzante forse un po', ma a me non
interessa organizzare il concerto di un determinato gruppo
che porti gente ma a me fa cagare (musicalmente o come
attitudine). E poi: il fatto di condividere esperienze
spesso con le stesse persone mi ha portato a rapporti
di vera e propria amicizia. Mi ha aiutato e mi aiuta a
crescere come persona. E questo non è ghetto.
Cosa
fate nella vita oltre all'etichetta ed ai concerti?
Tizio- Da tre anni a questa parte non ho un lavoro normale.
Non riuscivo più a fare entrambe le cose. Cerco
di sopravvivere con le cose che faccio/facciamo: un concerto
andato particolarmente bene, il noleggio e la guida del
furgone che mi sono comperato vendendo alla Southern 1000
copie del disco dei karate...piccole percentuali su tour
organizzati....ed andando a mangiare a casa di mamma e
papà, che mi pagano pure qualche bolletta....ma
non ditelo a Matteo che si incazza altrimenti!
Matteo- ...no dai che non
m'incazzo, però se rimani senza un soldo lo sai
che non ti pago neanche un caffè! Io ho un lavoro
normale in legatoria, 8/9ore giornaliere che mi danno
qualche soddisfazione e tanti mal di pancia.....prendo
bene e spendo tutto in dischi, pantaloni e pizze prosciutto
e cipolla! da poco ho anche iniziato a gestire un piccolo
pub in zona, con l'intento di riempirlo...ma per ora le
cose non vanno troppo bene, tant'è che il proprietario
stà pensando di sostituirmi con latino/americano.
Scegliete fra
le seguenti opzioni (e giustificatele come volete):
AC/DC - MOTORHEAD no comment
KURT COBAIN - SID VICIOUS....COBAIN (Sid Vicious, l'autodistruzione
ed il punk inglese non mi hanno mai smosso, anzi...)Cobain
è un'altra cosa, Cobain è una persona normale
che si è trovata nel posto sbagliato nel momento
sbagliato, il suo è stato una specie di sacrificio,
non so se mi spiego...non vorrei spararla troppo grossa
ma è quasi morto in croce........ Mi ha cambiato
la vita ed un giorno gli ho persino dato la mia giacca
di pelle nera a cui tenevo tanto e che mi faceva somigliare
a loro...ma piaceva tanto anche a lui e non ho resistito.
Matteo-...e poi siamo andati
tutti a bere vodka-lemon, giro pagato con i soldi della
giacca...e nel concerto ha pure fatto "something
in the way" solo per me...non era in scaletta...ho
le prove!
LEONE DI LERNIA - FRANCO
CALIFANO no comment
http://www.fooltribe.com/
andrea ferraris
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