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Madcap Records,
da Treviso a New York e ritorno
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A volte le cose capitano per caso, e sono spesso le cose migliori. E' per caso che ho conosciuto questo collettivo/etichetta di Treviso di cui ignoravo l'esistenza fino a poco tempo fa.
La cronaca: Sabato 27 Dicembre 2004 nel secondo appuntamento di Basemental, attività che gestisco col mio amico Mauro Martinuz, membro di Claro e Mrsixities, faccio la conoscenza del Madcap Project, un quintetto che riassume tre diversi gruppi della Madcap Records. Il loro show è talmente fresco e coinvolgente che al termine del concerto gli dico che vorrei tenermi in contatto perchè in fututo potrebbero esserci altre occasioni per fare cose insieme. Si lo so.. si dice sempre così, ma quattro giorni dopo l'intera Madcap è al mio seguito alla volta di Bombanella (MO) dove li ho invitati a suonare per il Nanofestival Winter Section, il veglione di capodanno più indie d'italia (ma di questo si parla altrove.. in questo numero).
Madcap Records nasce all'inizio del 2003 con l'intento di riunire i progetti individuali di alcuni amici sotto un unico marchio, fondando così anche una specie di collettivo che collabora e intreccia le proprie abilità in continuazione. Il Madcap Project ne è un esempio. Madcap Records è principalmente costituito da Father Murphy, Littlebrown e Oswald che sono tre solo projects che dal vivo possono anche manifestarsi assieme in un unico gruppo, chiamato appunto Madcap Project, che interpreta i pezzi di tutti. A condire tutte le produzioni di Madcap troviamo poi Vittorio DeMarin arrangiatore sopraffino e musicista capace di suonare praticamente qualsiasi cosa gli capiti per le mani, a modo suo naturalemnte. Madcap Records inoltre è molto attenta alla contaminazione e all'incontro tra diverse arti e in più di una occasione si è accostata a esposizioni, installazioni e readings. In più Madcap è un vero e proprio collettivo se si considera che i ragazzi abitano tutti assieme e tutti assieme spendono energie per il cammino del progetto.
La potenzialità maggiore di Madcap è questa capacità di essere tante piccole cose indipendenti, come i 3 minigruppi, oppure una cosa sola che riesce ad ottenere risultati ottimi quando si muove a livello nazionale e internazionale. Le ultime notizie di casa Madcap parlano infatti di ottime cose a livello di visibilità e credibilità internazionale. A Marzo 2004 uscirà per la Tract Records dell'Indiana, USA una compilation di tributo alla musica di Will Oldham e con buone probabilità Father Murphy (aka Federico & Chiara) contribuirà a questo disco con la cover di "Nomadic Revery". La cosa migliore però è proprio una iniziativa che parte da casa Madcap con una compilation che racchiude, oltre a pezzi dei gruppi che la compongono anche altre nuove proposte scaturite dalle collaborazioni con amici e qualche bel nome come Fuck, Joie Dead Blonde Girlfriend (del giro Antifolk di New York) e Franklin Delano.
Il grosso risultato per Madcap è quello di potersi avvalere della collaborazione della Homesleep Records in italia ( e scusate se è poco, nd@ ) e della Insideout Records negli States. Quest'ultima è il cuore di tutto il movimento Antifolk dell'East.Side Manhattan, non c'è che dire un bel colpo. Le buone notizie non finiscono qui perchè la compilation avrà presentazione ufficiale a New York proprio durante l'Antifolk Winter Festival il 28 Febbraio e il 6 Marzo verrà presentata a Bologna prima che il Madcap Project inizi un minitour per qualche data europea.

Di tutto questo fermento parliamo con i diretti interessati:

@: Partiamo dalla fine: sta per uscire la Madcap Compilation #2 e voi fate maledettamente sul serio. Nomi importanti, presentazioni a New York, collaboratori eccellenti come Homesleep. Come siete giunti a tutto questo?
Paolo: E' più o meno un anno che lavoriamo su/a Madcap Records, avevamo l'esigenza di creare qualcosa che funzionasse e che servisse. Ma sul serio. Non essendo mossi da soldi, ma solamente da questa voglia di fare qualcosa di importante, siamo riusciti a trovare la via, i contatti e le idee giuste per organizzare una pseudo etichetta. Ci abbiamo dedicato un bel po' di tempo, e i risultati ci stanno confortando.
Freddie: La compilation number two è un po' un nostro modo/sogno di vedere le nostre produzioni affiancate sia a gruppi/progetti che ci piacciono molto, ma anche a realtà serie che sanno lavorare bene e con qualità. E la cosa piu' bella e divertente è stato riscontrare quanto le suddette persone siano essenzialmente gente semplice, disponibile, che ha subito mostrato interesse in questo progetto compilazione.

@: Parliamo di New York, come e con chi sono nate queste collaborazioni che avete in atto con la scena Antifolk?
Freddie: Ho vissuto, tra una cosa e l'altra, quasi due anni a New York; la prima volta che ci sono andato, per caso sono capitato in un locale, il Sidewalk cafè nel Lower East Side Manhattan, che ho scoperto essere diviso in due: la parte che interessa alla nostra storia è chiamata "The fort at the Sidewalk" ed è il centro della scena antifolk. Quella stessa sera ho conosciuto Joie ( D.B.G.) il quale mi ha convinto di tornare di lì a qualche giorno con la mia chitarra classica e suonare qualche pezzo (2), in occasione di una cosa geniale che loro chiamano open mic (ti presenti nel locale ad una certa ora, ti registri, viene estratto a sorte l'ordine di apparizione, e puoi suonare 2 o 3 pezzi davanti a, generalmente, un sacco di gente). Oltre a diventare un mio appuntamento fisso, qualche mese dopo, sempre grazie a Joie, mi ha scritto Mike Perazzetti di "The fevered brain of RadioMike", il quale aveva recensito il disco di Father Murphy, e voleva saperne di piu' sulla mia musica, ma soprattutto sulle mie origini italiane. Da quel momento abbiamo iniziato a lavorare spesso assieme, sempre mantenendo ottimi contatti,e, tra le ultime cose, Mike ci ha procurato un contratto come "Freddie Murphy feat. Chiara Lee and Victorio Dreamin'" per realizzare un pezzo da inserire in una colonna sonora per un cortometraggio di un giovane regista newyorkese.

@: Dal vivo Madcap Project riassume i prodotti di Father Murphy, Littlebrown e Oswald, il tutto condito ad arte dalla presenza di Vittorio DeMarin che arrangia e fa da collante. Come è nata l'idea di unire "fisicamente" i vostri show oltre che riunirli sotto la stessa etichetta?
Oltre che come Madcap Project vi esibite poi anche come singoli progetti?
Paolo: Volevamo far capire che Madcap Records è si un' etichetta, ma non nel senso convenzionale del termine. All' inizio, eravamo noi tre e basta (F. Murphy, Littlebrown e Oswald) e volevamo darci una mano l' un l'altro, sia pubblicizzandoci e aiutandoci, che suonando assieme. La cosa era, ed è, veramente carina da vedere. Siamo tre amici prima che tre musicisti e prima che tre colleghi. Dal vivo si vede questa cosa.. non c'è competizione, ma solamente voglia di divertirsi e procedere assieme.
Questo, e rispondo alla parte B della domanda, non ci nega ovviamente di suonare ognuno con il proprio progetto, anzi, continuiamo i nostri live "privati" tranquillamente, proprio perchè facciamo l' amore, non la guerra.
Freddie: Una delle cose che preferisco è poter suonare dal vivo le canzoni di Littlebrown e Oswald senza sentirmi in colpa perché faccio delle cover, dato che proprio a fianco a me ci sono i rispettivi autori… Poi con Vittorio c'è una vecchia e super collaudata intesa, che risale a circa una decina d'anni fa… Infatti, come Father Murphy, oltre ad averlo avuto sempre a fianco anche nel periodo newyorkese, abbiamo fatto pochi concerti rinunciandoci.
Andrea: Sì, ci esibiamo anche come singoli progetti. inizialmente ci esibivamo unicamente come singoli progetti, se si vuole escludere Mr. Dog Duo, un progetto parallelo mio e di Paolo. L'idea di portare i tre progetti dal vivo in una sorta di unione è nata per caso e per necessità essendo gli spazi praticabili per esibizioni molto pochi e per la maggior parte poco disponibili.

@: Contaminazione e incrocio fra diverse arti: sembra una cosa che vi interessa molto, in quali termini?
Freddie: Essenzialmente siamo una piccola cerchia di amici, piccola ma curiosa… Ognuno ha i propri interessi, ognuno lavora ai propri progetti… Fin dall'inizio, anche prima della nascita di Madcap Records, affiancavamo piccole esibizioni live a mostre di pittura, proiezione di diapositive, poi col tempo e con maggiori mezzi e conoscenze, abbiamo iniziato a proporre reading con alla base soluzioni di scrittura creativa e sonora, partecipazioni a colonne sonore per teatro, cortometraggi…sempre sfruttando le propensioni di ognuno… Io, tra l'altro, devo ringraziare moltissimo Rossana Papini e Enrico Sambo dell'Archivio Giovani Creativi di Venezia, che hanno dato a me e a Madcap moltissime opportunità per proseguire su questa strada, per non parlare poi di amici super attivi come Mario Paolilli e Gabriele Tiveron, che ogni volta che ci incontriamo mi e ci sottopongono 10000 progetti diversi, colmando tra l'altro ulteriori 10000 mie lacune in campo espressivo visivo e non solo… Penso che, a volte, non avere la possibilità di realizzare i progetti che hai nella tua testa ti dia l'opportunità di continuare a seguirli tutti, con la maggior libertà e fantasia possibile…

@: La vostra sembra un po' una storia come quella del Jewelled Antler Collective, dove gruppi, etichetta e conviventi coincidono con le stesse persone. Com'è vivere, lavorare e suonare tutti assieme? Come vi siete conosciuti?
Paolo: Frederico F lo conosco da quando sono bambino, Andrea da un po' meno. La sfortuna è che sono entrambe persone molto intelligenti e sveglie, quindi non è che ci si possa tanto staccare o incazzare. E si finisce per vivere assieme. Suonare assieme. Quando ci ritroveremo a letto assieme, cominceremo a rivedere i nostri obbiettivi. Per il momento, svegliarsi presto per andare a lavoro e sentire i tuoi coinquilini parlarti dell' ultima mail riguardante le copie della compilation, continua a farmi sorridere. E' squisitamente geniale.
Freddie: Oltre che concordare con Paolo, e dirti che Paolo lo conosco da quando era (classica frase) alto così e Andrea poco poco piu', ti confesso che a volte [essendo il piu' vecchio] mi sento un po' un King Buzzo che ha a che fare con due piccoli Kurdt…mentre da adolescente il mio sogno era trovare a mia volta il mio Buzz Osbourne…

@: Visto che alcuni di voi conoscono la situazione musicale estera, che differenze trovate con quella italiana? Siete la dimostrazione che un prodotto può avere respiro internazionale, senza temere l'impietoso confronto con i soliti americani per esempio. Ma cosa hanno loro che noi non abbiamo alla fine?
Paolo: I soldi muovono un po' tutto. Qui in Italia siamo bravi imprenditori, basta vedere chi ci governa e la soddisfazione dei suoi elettori. E' ovvio che si promuova principalmente prodotti che muovono grandi capitali. Le grandi masse muovono grandi capitali, e si fanno influenzare dalla pubblicità. In Italia si pubblicizza un prodotto decisamente mediocre, la gente ama il prodotto decisamente mediocre e l'industria promuove un prodotto decisamente mediocre. Tutto torna. Forse all' estero hanno assaporato i soldi che potevano muovere artisti diversi, e hanno sviluppato altre strade.. ma non è che siano messi tanto meglio. Peggio sarebbe tristemente difficile.
Freddie: Oltre dire che qui, in qualsiasi senso, non solo dal punto di vista della musica, arriva tutto circa dieci anni dopo, e quindi bisogna solo rendere il tutto con quel pizzico di"italiano", se davvero ci sono delle belle realtà, e io ne sono convinto, non c'è ancora l'interesse di grosse produzioni, e forse è meglio così, non penso che il pubblico italiano medio potrebbe modificare a breve i propri gusti (e d'altronde negli States e in Inghilterra, in classifica, c'è solo quasi esclusivamente merda, a parte qualche realtà straconsolidata… E quindi non è che ti abbia detto qualcosa di particolarmente sensato, forse quando Will Oldham sarà al primo posto nelle classifiche con tutti i nomi con cui è uscito, forse allora tutto cambierà…).

@: I passi che sta facendo Madcap e i risultati che sta ottenendo ci parlano di grande professionalità, nonostante questo traspare una componente naif e un atteggiamento molto rilassato e spensierato nei confronti della vostra cosa. Qual è l'approccio con cui vi occupate sia della composizione dei pezzi, che della gestione dell'etichetta?
Paolo: I miei pezzi sono la perfetta copia di me stesso. E' una frase un po' da diario delle superiori, ma è così. Per cui non potrai mai trovare ordine, precisione, buon inglese, note perfettamente intonate. Io non sono così. Faccio una cosa bene, ma alla mia maniera. Se poi piace, o addirittura ti fa divertire, allora mi saprai felice.
Freddie: Alla base di Madcap Records, come delle varie produzioni, c'è l'idea di progetto, il quale, avendo a nostro avviso un significato insito di "a termine" deve essere intriso di ironia. Questo non intacca assolutamente il fatto che alla base di ogni cosa che si propone non ci sia il rispetto reciproco e verso i soldi che investiamo… E comunque siamo tutti figli della miglior attitudine punk, almeno nel significato che noi le abbiamo attribuito… E poi, a titolo personale, anche quando suoniamo come Madcap Project, non siamo mai una band vera e propria, quindi non c'è mai la parvenza di quel castigo… Per poi arrivare a dirti che Father Murphy è l'unione del Reverendo Murphy e di St. Chiara Lee, e tutte le nostre proposte vengono vagliate dal Diacono Vittorio, quindi è una rivisitazione e/o arrangiamento di idee, che, almeno dal vivo, non suonano mai uguale…
Ultima cosa legata alla professionalità che poniamo in Madcap Records: un fatto che prima non conoscevo è quanto sia bello essere co-artefice nel produrre e promuovere produzioni davvero interessanti come Vittorio Demarin, Princesa, Basement e Umberto, che hanno da poco allargato la nostra famiglia, anche nel senso della qualità…

@: Non potete sottrarvi alla mia domanda finale: mi date una playlist dei vostri ascolti recenti?
Freddie:
"Outcesticide vol.7" un ottimo bootleg dei Nirvana
"New times" dei Violent femmes
"Kiss this" Sex Pistols
tutto ciò che fa capo a Will Oldham
"Locust abortion technician" Butthole surfers
"Like a Smoking Gun in Front of Me" Franklin Delano
Littlebrown:
"Madcap compilation #2" AAVV
"Souljaker" Eels
"ACDC in genere"
"Orange" Jon Spencer
Oswald:
Raymond Scott
John Coltrane "plays the blues", "ascenseur pour l'échafaud"
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