La
realtà dei registi indipendenti non è una
tra le più visibili in Italia, nonostante il mercato
di massa che essa serve indirettamente.
(
www.ottomillimetri.com ) è un giovane videomaker
italiano con all’ attivo molti clip per band indipendenti
italiane. Tra i suoi lavori anche il video di “Trash
Picking Hours” dei Mosquitos. Ecco un breve scambio
di domande per “post?”.
di Andrea La Placa
Potresti dare
una tua rapida presentazione?
Stefano Bertelli, 23 anni di Rovigo.
Frequento il terzo anno di università a Ferrara,
Laurea in Tecnologo della comunicazione, da 5 anni mi
dedico al video, da 3 nel mondo dei video musicali.
Come hai iniziato
ad occuparti con continuità di video musicali?
Ho iniziato con 2 video, rispettivamente
per Estra e Moravagine. Mi hanno conosciuto grazie ad
un cortometraggio pubblicato in internet: “Rapid
Eyes Movements”. Poi un gruppo tira l'altro, le
voci corrono; ancora mi farebbe piacere girasse voce,
non è mai abbastanza il lavoro: quest'intervista
mi può essere utile.
Quali sono a tuo
giudizio gli ostacoli principali per il mercato dei video
musicali in Italia?
Le etichette indipendenti vogliono spendere
sempre meno soldi per i video, e per avere un contatto
con le major bisogna aver diretto grossi video, ma si
sa, nel mondo dei video musicali i soldi fanno la differenza
sulla qualità, dunque bisogna affidarsi a qualche
produzione.
E' quello che sto facendo.
Il tuo video per
"Trash Picking Hours" dei Mosquitos è
particolare. I personaggi di Alberto Trombin, dalle fattezze
riconducibili all' industrial, si muovono in un mondo
che, nonostante la desolazione, si presenta pacifico,
quasi felice (la sequenza della neve...). Anche la musica
è rilassata e sognante. Eppure il tuo "cagnolino
di latta" sembra non essere a suo agio, confrontato
da molti ostacoli ed insidie. Come ti è venuta
quindi quest' idea? Era qualcosa che desideravi fare da
tempo e hai colto l' occasione?
Esattamente, con questa domanda hai
capito veramente lo stile che mi piace in ogni video.
Il videoclip per i Mosquitos è senz'altro il video
che si distacca più dagli altri, divenendo di carattere
più concettuale e meno legato alla trama. Anche
la regia è diversa, pur essendoci sempre un tocco
della mia cara e amata "camera libera". Qui
a mio parere è stata curata molto la composizione
dell'immagine, la fotografia e la scenografia, grazie
anche a Riccardo Orlandi, scenografo del video.
L'idea è venuta per caso, il gruppo mi aveva dato
come unica indicazione questa parola: DISAGIO. Per cui
ho pensato ad una situazione irreale, dopo aver visto
sempre per puro caso una mostra di Alberto Trombin, con
le sue sculture cyberpunk/industrial. Il video è
diviso in 4 location, rappresentate da un colore dominante.
La prima è stata la neve, poi la camera verde,
poi la spiaggia. Il teatro è stata l'ultima idea
che mi è venuta in mente, volevo un colore caldo,
e soprattutto l'idea di mettere "in scena" il
cagnolino. Il mezzo busto, metafora di questo disagio,
osserva continuamente il cagnolino sopra al palco e si
sposta celermente da una poltrona all'altra.
Secondo il tuo
parere di regista, si può sostenere che il post-rock
offra maggior libertà espressiva per un video rispetto
a generi come il punk (pensando anche ai tuoi video per
gruppi come Persiana Jones o Sun Eats Hours)?
Sicuramente il punk da molte limitazioni.
La musica a mio parere migliore per esprimersi compiutamente
è l'elettronica più che il post-rock; ed
è quel genere che aspetto da tempo.
“Rapid Eyes
Movement”, il tuo primo cortometraggio, presentava
la stessa tecnica (passo 1) del video dei Mosquitos. Anche
la sigla "Bollicine" mi ha ricordato tanta arte
illustrativa influenzata da Photoshop. Questo mi ha fatto
riflettere su come le espressioni artistiche vengano plasmate
dai mezzi e dagli strumenti. Molte altre caratteristiche
e tecniche ricorrono nel tuo lavoro. E' una questione
di scelta di stile o più che altro ti trovi imbrigliato
nello spettro ristretto delle possibilità?
Mah, a dire il vero non conosco Photoshop
(in effetti è un programma di photo editing NdR),
anzi i software che uso sono molto semplici e senza impostazioni
standard; dunque penso sia il mio stile che mi porta a
dare questa impostazione ai miei video, mi piace “fare
grafica” sulle immagini, tanti videomaker emergenti
secondo me non considerano che l’audiovisivo è
formato da tante arti e sottovalutano alcune molto importanti
che io invece cerco di curare al meglio: fotografia e
scenografia, se non movimenti di camera (quindi regia).
Sono legati molto alla sceneggiatura e al soggetto, a
raccontare con le immagini invece di raccontare per mezzo
delle immagini.
Ci sono dei registi,
magari anche indipendenti, il cui lavoro ti è da
modello?
Mah, non ho molta cultura in merito
ad altri registi, conosco solo i grandi e non mi informo
molto nell’ambito indipendente pur essendoci dentro.
Se devo dire dei nomi dico Von Trier e Vitenberg, pur
essendo nel ambito cinematografico.
Altri lavori in
cantiere?
Si ho altri video in progetto, tenetevi
informati sul sito (www.ottomillimetri.com/porfolio.htm),
non voglio anticipare nulla per scaramanzia

Musical Buzzino - S/T
[Great Machine Pistola/Shinseiki 2003]
Quando si dice che non tutti i mali vengono
per nuocere! Musical Buzzino nasce infatti da un infortunio
alla caviglia patito durante una partita di calcetto,
a causa del quale Lorenzo Corti, membro stabile della
band di Cristina Donà, ha dovuto trascorrere un
mese a casa senza poter uscire ma trovando così
il tempo per mettere a fuoco e su hard disk idee nate
nei vari soundcheck e altre composte insieme al pc. Inizialmente
l'intenzione era di far cantare i pezzi a qualcun altro,
ma col maturare delle canzoni l'uso provvisorio della
sua voce è diventato scelta definitiva e il risultato
è un bellissimo disco di pop cantato in inglese.
Le influenze sono variegate, e il disco nella sua interezza
dà l'impressione di essere una sintesi molto personale
di quanto ascoltato in gioventù: certi Beatles,
Tom Petty, Beck, John Frusciante, finanche Rod Stewart
(omaggiato con la cover di "Maggie may"), il
tutto miscelato in un lavoro che si può senz'altro
considerare una piccola gemma home made.
http://www.shinseiki.it/
Enrico Marcuzzi
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Resina /opinio omnium
[ mousike lab 2003]
I Resina sono un
gruppo Napoletano che nasce dalla somma (non proprio
matematica) dei Retina.It (usciti per la hefty rec di
Chicago) con Marco Messina dei 99posse.
Il risultato e' molto interessante e distante dal suono
delle band generatrici (dei 99posse non traccia alcuna!)
che possiamo descrivere come reverberato denso di micro-ritmi
e reiterazioni minimali.
In questo disco (uscito per la loro stessa etichetta)
il suono e' piuttosto tranquillo e astratto tant'e'
che non e' possibile sentire per tutta la durata del
disco un suono che possa essere considerato umano o
reale in natura a parte un coro di voci che risuonano
lontanissime ed avvolte da enorme reverbero che pare
non finire mai.
I riferimenti piu' vicini al gruppo stanno nel suono
ambient della Warp records e della City Center Office.
www.mousikelab.com
tommy

Empty Frames/Draw a line
[Great Machine Pistola 2004]
Secondo cd a uscire per
l'etichetta Great Machine Pistola, Draw a line è
un disco di ballate pop che si dipana tra episodi più
rock e altri dalle atmosfere più soffuse e sognanti,
coprendo per capirci la gamma di suggestioni dei vecchi
REM. Le chitarre fanno da padrone, qua e là affiora
un po' di noise, di elettronica quasi non c'è
traccia. Il tutto si lascia piacevolmente ascoltare,
ma quello che manca sono gli acuti, il pezzo che lasci
il segno, e la natura comunque derivativa del lavoro
penalizza il risultato finale sottolineando una certa
mancanza di personalità.
L'album è scaricabile interamente e gratuitamente
dal sito www.emptyframes.it
rudi98@gsnet.it
www.shinseiki.it
Enrico Marcuzzi

U-topia/I slept less last night
[autoproduzione 2004]
Tornano da queste parti gli
emiliani U-topia, entità in movimento dalle parti
del trip-hop, genere per un certo verso lontano dall’orientamento
di questa fanzine. Forse genere datato, già espresso
o quant’altro tanto da valutare, per chi crea, non
per chi ascolta, se prenderne o no le distanze. U-topia
non sembra del parere e sforna un cd curatissimo nell’incisione
quanto nella confezione con un deciso rimando al genere.
La raffinatezza e l’introspezione sono da lodare,
forse meno la forma, che sa di già sentito, di
standard se ci soffermiamo al primo ascolto. E’
infatti nell’ascolto attento che necessita il cd
che ci si lascia prendere dalle sfaccettature di “I
slept less last night”, con quello stato da occhiaia
e sigaretta, da nottata passata in piedi e lavorare al
banco di regia, al minimo suono e registro, alla precisione
di una base. Granitico e chiuso nella sua costruzione,
“spesso”. Un lavoro da dj diretto verso un
mondo interno più che verso la pista e il down
beat. Immaginate l’ultimo lavoro di Massive Attack
cantato dalla cantante dei lamb. Il primo ascolto vi potrebbe
suonare così, ma andate dentro le righe e le pieghe
del disco, vi lascerete prendere dalle ambientazioni fino
a tirare un lungo sospiro sulle note di chiusura come
usciti da una crisi di claustrofobia (forse un po’
esasperata l’immagine!!). U-topia non ci regala
assolutamente un disco facile, e la sua ambizione sembra
andare piuttosto lontano dallo scintillio del pop, dove
la competizione sarebbe davvero dura in fondo, per la
saturazione di band che si confrontano negli stessi territori.
Sicuramente un gruppo di stoffa, che se sapesse muoversi
in anticipo sui tempi, potrebbe segnare veramente qualcosa
di importante. Ma non è facile anticipare i tempi,
di solito.
info@u-topia.co.uk
- http://www.u-topia.co.uk
Al

Micevice/You Monster Headache
Cacchio, Giovanni Ferrario
è come il prezzemolo, te lo trovi dappertutto.
Il cantante/chitarrista/autore/produttore che è
in giro oramai da una ventina d'anni ha collaborato a
vario titolo con Cesare Basile, Lula, Scisma, Donà,
Snaporaz, Morgan, Hugo Race, Bad Seeds, Estra, Vegaenduro,
Sepiatone. Ora con questo EP di 4 tracce approda alla
cagliaritana Desvelos, dopo 2 album usciti per Homesleep.
Oltre al brano che da il titolo all'EP, un power pop tirato
ed orecchiabile, e proposto con e senza testo (?), ci
sono i 2 pezzi che Virzì ha tratto da "Bipolars
of the world unite cpl" e utilizzato nella colonna
sonora di "Caterina va in città". Kill
Someone è un pop sognante alla Badly Drawn Boy,
mentre Opium&Speed è un rock lento, unto e
nebbioso.
www.desvelos.it
- info@desvelos.it
- www.shinseiki.it
enrico marcuzzi
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