copertina  
 


Bergamo Psichedelica?!?
non pensiate che vi voglia prendere in giro con la solita storia della scena o della corrente musicale che ogni tanto investe città o zone italiane, ma semplicemente volevo scrivere questo articolo che nasce da una serie di coincidenze che mi hanno portato a conoscere gli Hogwash e i Gea e a scoprire in fondo che avevano qualcosa in comune...

GEA vs HOGWASH vs VERDENA

GEA
Ho conosciuto Stefano per puro caso, dietro al banchetto del merchandising degli Hogwash in occasione di un concerto tenuto in un locale vicino a casa mia.
Due o tre birre, due chiacchere, pochi giorni e per posta ricevo SSSH...BLAM!, l'ultimo lavoro uscito per Santeria/Audioglobe.
Un paio di ascolti e mi innamoro subito della magnetica voce e delle altrettanto belle melodie.
Pop, senza ombra di dubbio, curato sia nella forma che nei contenuti. Ma anche richiami al rock pscichedelico e allo stoner delle loro prime incisioni con i Bug, ma con una cura maggiore nei suoni e negli intrecci rispetto anche al precedente Ruggine
Qualche ascolto e i ritornelli ti rimangono in mente, e li canti a squarciagola mentre il cd riparte nel lettore.....'vai verso le ortiche/portali laggiù/un abbraccio che sarà/di urla amiche'
Registrato da David Lenci al red House Recordings con l'aiuto nella stesura di alcuni testi da parte anche di Enrico Ruggeri (Hogwash), un gran bel disco, tutto italiano, suonato con quella passione e spontaneità così difficili da trovare ora.

A questo punto non potevo che ricontattare Stefano per scambiare due chiacchere e per farmi spedire il vecchio materiale. Scopro delle amicizie e collaborazioni tra gli Hogwash e i Gea e aspetto che arrivi Ruggine.
Una grossa conchiglia in copertina, che mi ricorda di più una fessura femminile, di una bella rossa....la grafica e i colori del libretto interno non può che ricordarmi quelli dei primi Motorpsycho e anche le sonorità non ci vanno molto lontano....e scusate se è poco!!
Mentre lo riascolto per scrivere queste righe, risento i tempi di batteria sincopati intrecciati egregiamente con i riff graffianti di chitarra....non a caso sono un trio, il numero perfetto...
Dov'ero nel 2001 quando era uscito questo disco?!forse cercavo ancora di grattare via la ruggine del grunge di Seattle e delle sue struggenti melodie che si erano fissate nelle mie sinapsi...che amo riascoltare ancora in questo disco.
http://www.geaband.com/

 

Gli Hogwash [www.hogwash.it] avevo già avuto occasione e grande piacere di incontrarli e anche di condividere il palco in un paio di concerti, ma quando anche loro mi hanno fatto ascoltare il materiale inciso precedentemente ad 'Atombombproofheart' sono rimasto colpito.
Funghetti allucinogeni, fate ed elfi e pesci volanti...così è la psichedelica copertina di 'Fungus Fantasia', esordio ufficiale degli Hogwash che debuttano per la 'Lucifer rising rec' con distribuzione Self.
Siamo nel '97 e i bergamaschi si presentano come grandi ascoltatori dell'acid-rock anni '70 e sonorità più stoner e moderne risalenti ai primi Kyuss. Questa volta però tutti i testi sono in inglese. Peccato un po' per l'incisione, che molto spesso non esalta le soluzioni sonore adottate.

A seguire arriva 'Tailoring' che presenta la collaborazione dei Verdena in tre brani (e qui salta fuori ancora bergamo). Mentre lo riascolto mi chiedo se a Bergamo i negozi di dischi vendessero solo dischi di stoner, psichedelia, acid-rock e dischi dei Motorpsycho. Si apre con 'Snapshot', brano dalle aperture pop-rock, che viene poi ripreso alla fine del disco e a seguire il basso distorto, lento e claustrofobico di 'Ginger Queen', con in sottofondo uno scacciapensieri e tastiere. Darkjoy ci regala 12minuti di crescite vertiginose e cali improvvisi. A seguire brani più o meno dilatati o ricchi di stacchi stoner con voci filtrate, riff di basso distorto e grandi tastiere che vanno a comporre puzzle perfetti come la bellissima 'Twelfth'
Un gran bel disco!!da avere!!!
Cambiano direzione con 'Atombombproofheart', l'ultimo lavoro uscito per Urtovox, del quale abbiamo gia parlato in queste pagine (vedi post? n.7).

Morale della favola?!?
Bergamo in sostanza è un giro losco di amicizie psichedeliche!! ;)
aspetto altri gossip...


gianmaria



waiting room(aspettando musica nelle valli 2004)
21/5/2004 circolo arci sesto senso

ROSOLINA MAR+
3 IN 1 GENTLEMEN SUIT+
BOB CORN

Il concerto di cui sto per parlare e' stata una piccola anticipazione del grande festival "MUSICA NELLE VALLI" che ogni anno rilancia la bassa padana con una schiera di gruppi underground.
Il concerto parte nel pomeriggio e vede Bob Corn conquistare il palco"che non c'era" (evviva i concerti sul pavimento!) e seduto su una sedia con la chitarra folk la sua voce e niente piu' riesce ad ipnotizzare il pubblico accorso che miracolosamente sta in silenzio ad ascoltare le piccole storie cantate. Durante il concerto suona un po' di tutto: qualche pezzo dal disco "Sad Punk And..." , qualche pezzo nuovo , e qualche cover fra cui risaltano una cover di Maijrelle (prima!) e una cover di "i see darkness" di Will Oldham (dopo!).
Poi Majirelle non suona perche' non sta bene cosi' come i Satellite Inn mancano (pare si siano sciolti.....) e quindi e' gia' il turno dei 3 in 1 gentleman suit che suonano sciolti , con la loro carica fatta di parti un po' noise cosi' come abbellimenti/finezze che ci ricordano il modo di suonare di Geoff Farina e soci (Karate per intenderci).
Per ultimi suonano i Rolosina Mar (nome ispirato al Ron nazionale?) che scuotono il pubblico che riempie le prime file che e' talmente prima fila da rischiare di prendere schitarrate in bocca visto quanto si muovono i due chitarristi. Grazie al loro rock strumentale pieno di stacci matematici come un perfetto mix fra il rock piu' classico e il modo di strabordare in strada tipico dei Paul Newman anche se' in maniera meno ostile e violenta.
Il gruppo suona bene (ormai e' gia' rodato!) e anzi paiono proprio divertirsi ad ondeggiare e giocare sulla loro stessa musica fino a quando il vicinato non ha cominciato a lamentarsi chiamando i carabinieri.

p.s. da notare il concerto viene interrotto proprio mentre il gruppo stava attaccando "la basetta scolpita nella roccia" alle 19,45 (19,45 non sto scherzando!!).

tommy

 

   

Oltre 200 al Milk per Xiu Xiu e Deep End
04.maggio.2004

Autentico jackpot quello di giovedì scorso (29 aprile) al Milk. Nonostante la band americana toccasse svariate città del nord Italia, la data genovese ha raccolto un affluenza anche extracittadina non indifferente.

L'apertura è toccata agli alessandrini Deep End che, ormai da diverso tempo, stanno seguendo un discorso musicale che si allontana sempre più dagli stilemi indie/post rock tradizionali. Enrico Brunoldi pare aver abbandonato definitivamente la chitarra (almeno dal vivo) per inserire parti elettroniche direttamente dal laptop che aiutano non poco l'insieme a svincolarsi dai cliché elettrici caratteristici delle "cavalcate" post rock. Purtroppo, nonostante il disco sia di prossima uscita (settembre), la band fatica ancora un po' a trovare, dal vivo, una piena coesione tra i vari strumenti, forse a causa anche della nuova virata elettronica.
Unico dubbio/dilemma: perché Enrico Brunoldi ama tanto suonare in ginocchio su un palcoscenico, già di per sé, alto pochi centimetri? Non vedendolo si poteva pensare che tutti i suoni "sintetici" fossero pre-registrati. Comprendo l'essere schivi, ma almeno la presenza!

Gli Xiu Xiu, (leggi sciù-sciù) attesissimi e pluri-osannati da destra e manca si sono presentati in power-duo: James Stewart, voce/chitarra e Caralee Mc Elroy, sampling/tastiere/beat. I pezzi, seppur stravolti rispetto agli originali, mantenevano la loro caratura di sofferenza e straniamento e necessitavano, comunque, di una concentrazione e attenzione che talvolta mancava al pubblico di giovedì. In ogni caso, è stato uno show intenso e coinvolgente anche se le lunghe interruzioni tra un brano e l'altro, a mio giudizio, abbassavano il torrido climax creato dai due americani.
La miglior frase della serata è arrivata dai disturbatori delle ultime file: "Aho! Sembrano i Joy Division che suonano al contrario!"In effetti...

Indefessa, la stagione del Milk procede alla grande, il prossimo giovedì (6 maggio) con gli Amari da Udine, autori di un gradevolissimo cd d'esordio che mixa sapientemente hip-hop/nonsense e...amara poesia appunto.
Apriranno le stelle cittadine Ex-Otago che non hanno certo bisogno di presentazioni e il one man project Tarick-one.
Altro che Factory...

Marco Giorcelli


Sinistri (ex Starfuckers) + Tingis
18 maggio 2004 - Tago Mago, Marina di Massa


"Dopo 12 anni ci sembrava bello e necessario dare una svolta. E poi c'eravamo stufati del fatto che in America pensassero che facciamo roba porno". Mi spiega così Alessandro Bocci la decisione di cambiare nome. Non più Starfuckers allora, ma Sinistri. Che poi è pure il titolo del loro disco più importante, quello che ha segnato il radicale punto di svolta per questa band che ha iniziato facendo rock'n'roll grezzo ed istintivo e finirà facendo… sì, ancora rock'n'roll, ma… beh, se mai avete visto un loro concerto o ascoltato un loro cd, allora capite di cosa sto parlando.
L'occasione di vederli dal vivo è ghiotta (e tra l'altro capito in Toscana di passaggio, proprio una coincidenza invitante): suonano al Tago Mago di Marina di Massa - che ha fatto una stagione di concerti straordinaria e Stefano, che lo gestisce, è bello soddisfatto. Loro qui sono di casa, per ragioni geografiche, e infatti in mezzo al pubblico c'è un sacco di gente che li conosce e fioccano le pacche sulle spalle.
Arrivo che Tingis, che si esibisce prima di loro, è alle prese con un laptop che produce un temibile muro di suono, ma ha già quasi finito il suo set. Davvero sento solo le ultime note, peccato.
Poi tocca a loro: Manuel al centro del palco con la chitarra e gli effetti, Alessandro vicino alla finestra con l'armamentario di elettronica e la batteria di Roberto sta dall'altro lato. Cominciano a suonare e partono subito col loro inconfondibile incedere asincrono. Ma la forma, che aveva fatto di "Infinitive Session" una sorta di manifesto per un nuovo modo di suonare, ora è meno prevaricante sulla sostanza e la pratica sta portando a una fluidità sempre più efficace. I pezzi sono molto funky e le impercettibili variazioni timbriche, l'utilizzo di questo o quell'effetto, il picchiare più o meno forte sulle pelli e la presenza più o meno incisiva dei campionamenti dà il senso a queste nuove creature. C'è pure il tempo per recuperare un paio di pezzi da "Infrantumi" e risentire così la voce di Manuel, che per le nuove cose è stata invece bandita. E il suono è sempre così vibrante e fisico, da sentire col corpo molto più che con la mente.
Che lo si voglia o no, continuo a pensare che sia proprio questa una delle più eccitanti tra le possibili varianti del rock del futuro.

Guido Siliotto


Meeting delle Etichette Indipendenti 2003 @ Faenza 29/30-11-2003

Inutile farsi troppe paranoie: il MEI è una simpatica occasione per incontrare quelle persone con cui comunichi tutti i giorni, ma vedi tre volte all'anno. Tutto il resto è caos allo stato puro e non è nemmeno il problema peggiore. Se fosse una situazione caotica fatta alla "cazzo", in cui vai per divertirti, dire due stronzate e magari sentire qualche buon gruppo andrebbe benissimo. Il problema è che è tutto il contrario. Se suona qualche formazione interessante la vedi per quindici minuti o poco più (plauso ai Cut che hanno proseguito senza alcun problema, pur a microfoni spenti, facendosi odiare da una simpatica responsabile in preda ad ictus da tensione organizzativa), mentre il resto è una sorta di "Mettiamoci dentro di tutto e vediamo se va bene". Evento paraculo ha detto un mio caro amico: vero, paraculo e noioso, a meno che tu non abbia qualche amico con cui scherzare. Ma questo puoi farlo anche a casa tua con un buon disco in sottofondo. Accozzaglia di gente che sarà anche indipendente, ma non sembra proprio. Poi ti dicono: "Beh, se portiamo certi personaggi viene più pubblico". Vero, che poi questo pubblico voglia conoscere determinate realtà è una teoria utopistica che nemmeno il più folle idealista potrebbe ritenere seria.E allora prendiamo le cose come stanno, se andiamo al MEI andiamoci per incontrare degli amici spesso lontani, bere qualche bicchiere di vino ed avere la conferma che, in fondo, paraculi lo siamo un pò tutti. Altrimenti stiamo a casa, andiamo ad un concerto o in giro con la ragazza: perdere un evento mondano non è poi questo dramma.

Marco del Soldato_kronic