| di Fabio Battistetti
La musica elettronica, così come alcune forme di
rock avanzato (post ?) si sono inserite a pieno all'interno
delle musiche di confine, per la ricerca e l'evoluzione
stessa della materia e dei concetti. In Italia, negli ultimi
5 anni c'è stato un grosso fiorire di realtà
elettroniche sperimentali, nate in casa, sul web e nei musei
di arte contemporanea, più o meno con una stessa
attitudine, che arriva dal basso, dalla singola persona
che con le sue idee inizia a creare e collaborare: un'esperienza
che ridisegna all'oggi l'etica del do it yourself, considerando
le nuove tecnologie ed i mezzi attuali come possibilità
per esprimersi. Oggi, la realtà inizia ad avere delle
strutture e dei punti di riferimento, dai festival come:
Netmage, Dissonanze… alle etichette discografiche:
Fringes, Bowindo Betulla, Mouselike Lab… sino a dei
progetti comuni come è il caso di iXem: progetto
in cui la musica è uno dei componenti e dove tutto
è in continua evoluzione.
Abbiamo intervistato : uno dei partecipanti al progetto.
Quando
e perchè nasce un progetto come iXem ?
iXem nasce propriamente come progetto nel febbraio 2003.
la modalità di correlazione dei membri in una prima
fase avviene attraverso un sommerso ma fitto interscambio
tendente a coinvolgere differenti individualità più
o meno operanti in "quell'armadio dei possibili"
che è il filone elettro/elettroacustico, ma che sarebbe
meglio definire "sperimentale", o tendente alla
ricerca sonora, sia essa di composizione concreta, sia post/digital,
o di orientamento più morbido. la ragione effettiva
che è dietro all'adunanza, e quindi alla molteplicità
planare di tale iniziativa è da ricercarsi in un
intento collettivo di orientamento, sia di livello teoretico,
cioé più propriamente finalizzato alle modalità
dell'operare, alla techné, sia più specificamente
pratico, dove il termine prassi è da fondarsi nell'accezione
politica, quella tendente a combattere certe disparità
di trattamento, che talvolta, ed in taluni casi, sia per
una miopia critica, sia per un gusto all'elitarismo di certe
sponde sonore, adombrano interessanti realtà nazionali
a discapito dei soliti nomi osannati. iXem è quindi
proprio in quest'insorgenza mirante al divenire, al fare,
all'organizzare nel campo delle arti elettroniche, al mixed
media.
Chi
sono coloro che fanno parte di iXem ?
iXem è un sistema aperto, con un assetto geografico
assolutamente libero, quindi sebbene delimitato sul territorio
nazionale italiano, non ha un centro, un fulcro, o meglio
un capo. in questo rispecchia pienamente una rizomatica
dell'operatività e non avendo una concentrazione
epigonale ma solo rapsodica, dislocata ed in progress, non
ha in sé una tracciatura definitiva, quindi conchiusa.
dalla sua fondazione ad ora, iXem accoglie una ventina di
musicisti, e non faccio liste, perché ne dimenticherei
sempre qualcuno, quindi per maggiori informazioni al riguardo
rimando qui: http://www.ixem.it/en/pages/whoisIXEM.htm
In questi
anni (ultimi 10 ?), abbiamo visto la rottura di parecchi
argini all'interno della musica: la
contaminazione tra i vari generi e le altre forme artistiche,
è divenuta importante, anche qui in
italia; secondo IXEM: è questo uno dei motivi della
notevole crescita di realtà "avanguardistiche"
che dimostrano di avere un senso più critico ed un
etica collaborativa (tra i vari progetti e situazioni) rispetto
al passato ?
E' inevitabile che il frutto di una storicità si
addensi o si sviluppi sempre seguendo delle tendenze talvolta
non assolutamente prescritte, ma tracciabili, da tracciare,
da mirare. coloro che operano nel campo delle arti in genere,
soprattutto in relazione al sistema dominante, al sistema
organizzativo, ma anche a quello più propriamente
microtestuale, di micropotere, adottano un'insieme di strategie,
di connessioni o colleganze per far fronte alla miriade
di pluralità che avvengono sullo stesso piano e nello
stesso momento nel campo di una particolare forma artistica.
non che la storia sia uno sviluppo provvidenziale, ovvio,
né che questo sviluppo sia parallelo, come una dinfensiva,
un'azione libera e necessaria, né che è detto
che le avanguardie o le non avanguardie debbano districarsi
in un determinato modo ad un determinato momento. con questo,
semplicemente, intendo dire che non c'è una norma,
un'azione, o una volontà per come dei movimenti decidono
di operare, di movimentarsi. soprattutto nel presente. noi
operiamo nel presente, definiamo iXem come una realtà
multiplanare, mobile/operativa, purtroppo non abbiamo il
dono critico della storiografia, quindi non possiamo sapere
cosa accadrà da qui a pochi mesi. diverso è
invece il ruolo del critico, dello storico, che opera su
un piano differente, che è quello più oggettivamente
riferibile delle mode, delle tendenze e che riesce poi dopo
un determinato tempo a fare il punto della situazione, sempre
a posteriori. credo soltanto che certe realtà a volte
si sfasciano, altre se ne creano, altre sono in costruzione,
in polluzione. l'unica cosa che mi viene da dire è
seguire questi movimenti, senza alcun pregiudizio, che è
la cosa peggiore, il maggiore limite sigifica introdurre
quella stessa etica e critica che le stesse realtà
moderne introducono come condizione fondamentale per il
loro essere.
Si
possono fare analogie tra iXem ed il concetto di Open Source
?
Sì. anzi questa è la prima analogia e quella
più esatta che proporrei. anche individualmente.
la sorgente è portavoce d'accumulazione. nella sorgente
confluiscono tutte le acque che s'incontrano in un dato
spazio, in un dato momento. finiscono per essere alla sorgente
solo l'addensarsi di una straordinaria forza naturale, eppure
in questa forza sono contenuti i codici, le matrici, i solchi,
e le tendenze di un'intera collettività. mi piace
pensare iXem in tal senso. dentro ci convivono realtà
differenti, che talvolta sono opposte, per un principio
sonoro, per un particolare dispositivo di messa/in/scena,
per un particolare elemento sonoro. eppure dentro questa
eterogeneità c'è un nodo, una giuntura, una
codice genetico che deve nascere per forza dall'aperto,
altrimenti non accetterebbe, non potrebbe contenere, tenere,
e mantenere l'alterità di cui iXem è portatrice.
Dove sta andando ora il progetto
?
Il progetto ora va in una direzione di ulteriore apertura,
di ulteriore pluralizzazione, va anche verso una "mappatura",
cioé verso una localizzazione delle realtà
operanti in Italia, cerca delle aperture in questo senso.
ovviamente qui apertura non deve esser vista come un aprire
delle porte, anche perché non esistono delle porte.
non è che iXem cerchi di accogliere spropositatamente
ogni scibile. cerca piuttosto un confronto, un tentativo
di coinvolgimento, d'interazione anche con altre operatività
che non siano già da ora "sotto il segno"
di iXem.
Qual
è l' "output" del progetto, in concreto,
dove il progetto diventa qualcosa di reale, per il pubblico
? In eventi particolari e ben definiti da iXem stessa o
in situazioni comuni (siano concerti, mostre...) ?
iXem è innanzitutto un forum, un posto di discussione,
dove chiunque può iscriversi. e questa è la
prima specificità, diciamo una specificità
a distanza. poi vi sono le singole iniziative, talvolta
più fitte, talvolta meno fitte, che rappresentano
i luoghi d'incontro del gruppo, e cioé festival(s)
dove iXem o è ospitato ( ed in cui all'interno del
gruppo si scelgono democraticamente i partecipanti, anche
considerando delle condizioni effettuali in cui suonare,
o anche la sola posizione geografica) oppure iniziative
in collaborazione con istituzioni interessate alla diffusione
delle arti elettroniche. ovvio che i musicisti di iXem cerchino
un confronto diretto, soprattutto col pubblico, e credo
che questa sia anche la prerogativa o precondizione di ogni
fattore sonoro e non, che ami confrontarsi non solipsisticamente,
ma anche in funzione di una realtà, che è
l'esterno, l'ambiente.
Immagini:
(etre) a Superfici Sonore - Firenze 2003
Pierpaolo Leo a Superfici Sonore
- Firenze 2003
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