copertina  
 



BLUEPRINT/Hello Jesus
[Minerva rec 2004]

Hello Jesus, terzo lavoro dei romani BLUEPRINT, e primo cd a uscire per la neonata MINERVARECORDS, è un disco di post rock classico. E dire classico di un genere che sembrava per DNA non aver alcun fondamento e coordinata precisa di suono, ma piuttosto un atteggiamento, una curiosità, una ricerca che hanno accomunato gruppi così distanti come ad esempio gli alfieri Tortoise e Mogwai, potrebbe sembrare strano, ma tant'è. Suona classico, vuoi perché già sentito, vuoi perché a queste atmosfere siamo già avvezzi. I Blueprint la materia la sanno maneggiare molto bene, e soprattutto lo fanno con grande passione e attenzione a non proporre un suono eccessivamente carico e spigoloso. Le atmosfere sono infatti piuttosto soffuse e delicate, dal malinconico al riflessivo al giocoso, senza mai eccedere in drammaticità alla (croce e delizia dei) Godspeed You! Black Emperor.
Tropical Lamborghini ci introduce con una brillante batteria e un delicato arpeggio al clima di dolce malinconia, che qui ha il sapore dell'estate che finisce e delle serate che si accorciano. La title track poi ha un'atmosfera morriconiana più desertica e tesa, che sul finale cresce con un basso che diventa più presente e "dritto". E poi arriva la splendida Big Jim, il pezzo a mio parere più bello del disco, batteria incalzante e basso pieno a creare quasi una base dance su cui le chitarre arpeggiano gioiose. 082001 è l'unico pezzo cantato, in italiano, e non è molto distante dallo stile dei Giardini Di Mirò, chitarre intrecciate e lente pennate. Apnea continua il discorso di Tropical Lamborghini, l'autunno sta arrivando, brezzolina e foglie gialle. Satellite infine ricorda certi Tortoise, periodo TNT, e sul finale sint, effetti e rumori s'incaricano di chiudere con un'atmosfera più cupa il pezzo.
Il disco è molto ben realizzato, sia per quanto riguarda la registrazione che è stata fatta al Maximum Volume Studio (Venezia) di Massimo Sartor (ex One Dimensional Man), sia per il package: una cover davvero bella.

enrico marcuzzi


-Come mai siete andati a registrare al Maximum Volume Studio? da Roma a Venezia...è per il fatto che Massimo Sartor vi ha coprodotto, e "il produttore" per un certo tipo di musica sembra praticamente non esistere in Italia?
Al Maximum Volume Studio abbiamo registrato pure il precedente "Bela Lugosi" uscito x Alice Records di Torino. Sartor registra completamente in analogico e ti mette a disposizione una grande quantità di apparecchiature rigorosamente vintage, questo fatto insieme all'ampiezza dell'ambiente che ti permette di registrare tutti insieme in presa diretta fa del Maximum Volume uno fra gli studi migliori in Italia. Se a ciò aggiungi pure la sua perizia tecnica e le qualità di arrangiatore / compositore puoi ben capire xchè ogni volta andiamo fino a Venezia. La sua è stata piu' che altro una coproduzione e supervisione artistica in quanto ha partecipato attivamente alla composizione e all'arrangiamento di parecchi brani in Hello Jesus.

-Qual'è il motivo che ti ha spinto a creare la Minerva Records? che obiettivi ti poni?
Minerva nasce dall'esigenza di fare le cose a modo nostro e di non subire
passivamente quello che ci viene proposto dall'esterno, ha come obbiettivo di proporre la musica che ci piace indipendentemente dai vari trend di mercato e mode passeggere.
In giro c'è troppa tendenza a farsi imboccare da pubblicità, riviste musicali, mode, emittenti musicali televisive, ecc. Ho l'impressione che soprattutto sulle riviste specializzate e pseudo alternative vengano create ad arte "new big things" del momento per poi distruggerle e denigrarle altrettanto velocemente. A me piace pensare che la buona musica sia eterna e che non possa essere intaccata da sistemi consumistici di alcun tipo.

-Avete avuto esperienze negative, costrizioni in passato o semplicemente avete preferito arrangiarvi?
Piu che altro ci siamo resi conto che finche' ti muovi ad un certo livello è meglio fare le cose in prima persona che fartele fare da qualcun altro. Se devo uscire per una piccola indie label tanto vale che lo faccia sulla mia, se in futuro ci sarà qualcuno che potrà supportare meglio di Minerva la band, ben venga.

-Conti di far uscire altri gruppi con la Minerva? di che genere?
Al momento stiamo valutando l'ipotesi di far uscire una raccolta di gruppi romani intitolata "Roma Caput Indie"ed inoltre abbiamo in programma l'uscita di un'altra band al massimo per gennaio - febbraio 2005.
C'è pure da dire che con il mercato musicale che ci ritroviamo in Italia prima di far uscire qualcosa bisogna pensarci non 1 ma 100 volte, soprattutto quando sei agli inizi e non ti puoi permettere passi falsi. Tutto quello che uscirà da Minerva cmq corrisponderà il piu possibile alla concetto di musica che mi piace e che mi colpisce (vedi risposta seguente…)

-Cosa hai ascoltato in questo periodo che ti ha colpito?
Al momento mi colpisce e appassiona ascoltare musica che pur essendo di qualità, originale e propositiva allo stesso tempo sia comunicativa, emozionante e comprensibile al maggior numero di ascoltatori.
Quest'anno mi hanno colpito Polmo Polpo, Phoenix, Blonde Redhead (che mi colpiscono praticamente ad ogni loro uscita..), Radiohead e gli Explosions In The Sky soprattutto dopo che li visti suonare dal vivo.

MINERVARECORDS
c/o Massimiliano Cruciani
Via Prenestina 74 00176 Roma
www.minervarecords.net
mail@minervarecords.net


 


Grand Transmitter /Under the Wheel EP
[Ghost Records/Faith & Hope 2004]

Prima di buttar giù queste poche righe ascoltavo il disco degli inglesi Grand Transmitter (editi in Italia per Ghost Records, ecco il motivo della loro presenza qui) in macchina al ritorno in autostrada verso Milano. Ascoltavo con piacere uno di quei dischi che non vuoi togliere dallo stereo, soprattutto su di un auto spinta verso il sole calante delle sei del pomeriggio. Non travelling music che piace tanto ai recensori ma pop inglese, dal sapore incrociato fra Coldplay e spunti di Jeff Buckley. Quest’ultimo solo nel timbro della voce, non per la forma, lontana dalla profondità emotiva del citato. Quattro pezzi che si muovono tra pattern inglesi di chitarre acustiche, suoni indie/pop ben costruiti sulle chitarre e ritmiche semplici e precise, per scemare nell’ultimo episodio sulla dilatazione senza batteria costruita su un tappeto d’archi. Vi sembrarà un de-ja vu, uno schema già sentito. Lo è, ma alle volte risulta duro da togliere dallo stereo un cd anche poco originale se è fatto bene, e questo lo è. Vediamo come verrà servito il piatto sulla lunga distanza di un 33 giri, sicuramente da condire in modo diverso e personale. L’assaggio su questi 20 minuti è del tutto consigliato, nessun rischio di intossicazione.

Al


 


DESING
[promo 2004]


Il cd di cui sto' per scrivere non esiste piu' cosi' come il gruppo stesso , non e' dato saperlo pero' ne scrivo perche' e' stato un buon gruppo Italiano fra quelli meno inquadrati e piu' trasversali.
L'ecclettismo e' la parola chiave di questo promo che parte prima con scosse di rumore per poi passare ad un suono che sfiora la colonna sonora con una marcetta-jazz (con tanto di xilofono) dagli stacchi storti.
La terza traccia Ken e' invece puro indie-pop veloce e leggero ma dai ritmi spezzati con un contrabbasso che regge l'intero pezzo nel suo andamento a zig-zagante.
In pezzi come "Galosa" e "Una giusta rivincita nei confronti dell'ovvio" il gruppo suona in una maniera raffinata vicina per intenti al jazz cosi' come al folk strumentale portando avanti la ricerca fatta da Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo in Italia.
Insomma un buon gruppo ecclettico e interessante anche se ormai si e' gia' sciolto

tommy


 


Mirsie/El santo
[Voludo 2004]

Nel migliore dei casi la musica dei Mirsie può ricordare il blues marcio del buon Jon Spencer, ma proprio nel migliore dei casi. Per il resto tutto suona come l'ennesimo gruppo hard'n'blues, riffettoni anni 70 da abbecedario dell'hard rock (e la citazione delle fonti a volte è un po' troppo evidente…), chitarra bella sporca e satura. E francamente se ne hanno anche un po' pieni i coglioni di sentire frasi tipo "…baby baby c'mon you will shake that rock'n'roll…", o, udite udite, "…baby baby i like your ass…"…..MINCHIA!…anche se poi alla fin fine I like your ass è anche un filino trascinante.
Il disco è comunque molto ben realizzato e tutto il suono è estremamente curato, voce e strumenti.
http://www.mirsie.com/

Enrico Marcuzzi


 


The Paper Chase meet Red Worms' Farm
[Robotradio rec 2004]


Bello, interessante, curato e orginale!!! questo è, secondo me, l'esordio della Robotradio Rec di Paternoster, già conosciuto per l'ottima fanzine 'Equilibrio precario'.
Uno split, come si può dedurre dal titolo; un gruppo americano e uno italiano, sapientemente confezionati nel particolare digipack. Le illustrazioni sono state preparate da Alessandro Baronciani, che disegna su quattro facciate istantanee a fumetti...un vago ricordo personale a MAUS di Spiegelman, forse per la maschera da topo che indossa il personaggio in copertina.
Oltre a questo, il cd contiene due video, 'pop song' e 'i'm your doctor now'. rispettivamente di Red worms' farm e The paper chase. Il primo creato su filmati live, rielaborati con vari effetti e montati tra di loro, l'altro creato attraverso computer grafica.
Non siete ancora soddisfatti?!Ci sono ancora da ascoltarsi tutto d'un fiato i 7 brani del disco, due dei quali remix. Potrebbero essere tutti dei potenziali singoli, a partire dalla 'tiratissima' Jelly Bean dei Red worm's farm, un intreccio sapiente di chitarra e basso e a seguire 'I'm your doctor now', claustrofobica e cupa. Si cambia aria sui bellissimi remix di 'Out come the Knives' e 'Pop song' in veste più elettronica.
Un grande progetto, di qualità, sia nell'estetica che nei contenuti...come un piccolo tuffo nel passato, quando le grosse copertine dei vinili ci affascinavano a tal punto da comperare dischi a scatola chiusa
E come ciliegina sulla torta anche il nome di Mirko Spino, questa volta in veste di grafico.
www.robotradiorecords.com - stefano@robotradiorecords.com

gianmaria

ho scambiato anche due parole con stefano...

>> magari non tutti sanno che eri la mente che stava dietro alla bellissima fanzine 'Equilibrio precario' che ormai ha chiuso i battenti....come mai? non hai più pensato di riprendere a lavorare al progetto? o di far portare avanti il lavoro da qualcun'altro?
Penso che la fine di equilibrio precario sia stata una cosa del tutto naturale, ad un certo punto mi sentivo un po' soffocato dai piccoli ma numerosi impegni legati alla fanza. Quello che era sempre stato un piacere: "parlare di dischi e di gruppi" stava consumando la stessa voglia di ascoltare musica. Sicuramente il fatto di portare avanti la maggior parte delle cose da solo è stata una causa di questo "affaticamento" ma negli anni non ho mai trovato persone con cui condividere a pieno quest'esperienza. Nessuno mi ha mai chiesto di portare avanti equilibrio precario, ma se fosse accaduto lo avrei trovato assurdo e avrei consigliato di farsi la propria fanza e non di portare avanti quella di un altro.
Oggi, dopo due anni, la voglia di rimettermi a fare una fanza o un'esperienza simile, di tanto in tanto mi torna, soprattutto ultimamente. Questo per il semplice fatto che quando avrei voglia di leggere qualcosa di musica non trovo nulla che mi sembri interessante. La situazione della stampa musicale mi sembra piuttosto desolante. Le fanzines su carta non esistono più e sulle riviste trovo ben pochi dischi o gruppi di cui mi piace leggere. Forse sono io a non riuscire ad adeguarmi a quello che in questi ultimi anni sembra attirare le maggiori attenzioni della stampa. Ma credo anche che non sia possibile che i gruppi più interessanti siano gli stessi di cui parlano tutte le riviste nel mese dell'uscita del loro cd, perché così facendo ci si limita a fare semplice promozione per le case discografiche in base ai dischi stampati di mese in mese. Certamente è più semplice fare le interviste telefoniche quando l'ufficio stampa dell'etichetta organizza la promozione per i nuovi dischi o andare in qualche hall di albergo a Milano a intervistare il gruppo in tour promozionale per i giornalisti… ma dovrà pur esistere qualcos'altro là fuori.
Infondo la pecca maggiore della stampa nazionale mi sembra quella di non avere il polso della realtà, nel senso che le persone che in Italia si muovono e smuovono, quelle che organizzano concerti, stampano cd e fanno sì che ci sia un minimo di fermento, trovano difficilmente spazio. Ho il dubbio che molte volte chi scrive sui giornali frequenti poco i concerti, al di là di quelli che fanno "costume", altrimenti credo che gli spazi per i gruppi sarebbero ben diversi e oggi chi viene relegato a qualche pur lusinghiera ma breve recensione guadagnerebbe altri spazi.
Da questo forse emerge il fatto che il punto di vista che preferisco rimane sempre quello dell'appassionato che ruba le ore al sonno per fare chilometri e vedersi un concerto.
In ogni caso, mi fa piacere che hai un bel ricordo di equilibrio precario e forse questo è dovuto anche al fatto che quando è stato il momento quest'esperienza è finita, piuttosto che protrarsi quando ormai aveva esaurito parte delle sue energie.

>> ma adesso parliamo della tua nuova creazione, la nascente ROBOTRADIO rec che apre i battenti con l'uscita di 'The Paper Chase meet Red Worm's Farm, un bellissimo split che include due videoclip e le illustrazioni di Alessandro Baronciani
l'idea di unire alle tracce audio, le illustrazioni di un fumettista e video-clip creati attraverso animazioni, è molto bella e originale...come ti è venuta in mente?

La cosa è nata in modo molto semplice, hai presente quando magari un po' soprapensiero pensi: "sarebbe bello se ci fosse questo, sarebbe bello se…"? E io pensavo che sarebbe bello trovare in circolazione una serie di cd condivisi tra gruppi italiani e stranieri, magari tra quelli che per me sono i più interessanti… e visto che in giro non c'era, la cosa più ovvia era provare a realizzarla. Poi l'idea è cresciuta un po' alla volta. Oltre alla musica c'era quell'immagine che Alessandro Baronciani mi aveva inviato perché divenisse la copertina di un numero mai uscito di equilibrio precario, e che era troppo bella per rimanere sempre sul mio pc. Poi da quest'inizio all'uscita del cd, la collana ha assunto varie forme nella mia testa prima di quella definitiva, ad un certo punto mi ero documentato sulle carte magic e dei pokemon perché avrei voluto allegarne una per ogni componente dei gruppi coinvolti, in modo da formare alla fine un mazzo di carte… ma dopo il primo preventivo ho lasciato stare l'idea.
L'idea dei video è nata parlando del cd con Marco dei Red Worm's Farm che mi disse: " visto che ci sarà un fumetto perché non fare anche un video?". La cosa era molto bella ma mi sembrava irrealizzabile, poi come spesso capita, la soluzione è invece più vicino di quanto si pensa. Infatti qualche settimana dopo ho scoperto che una persona che conosco da una decina di anni e che abita a una decina di minuti di bicicletta da me, era da un po' che stava lavorando sui video, così ci siamo trovati in un bar a parlare… i remix poi mi sembravano la giusta quadratura del cerchio.

>> com'è avvenuta la scelta dei gruppi e dei vari illustratori?
Nella scelta mi sono accorto che in fondo robotradio non è altro che la prosecuzione di equilibrio precario. Tutte le persone coinvolte in qualche modo avrebbero potuto fare parte di un nuovo numero di equilibrio precario. I Red Worms' Farm li avevo già intervistati, Alessandro Baronciani ne aveva preparato la copertina e avrebbe voluto curarne l'intera grafica, Founthead diversi anni fa aveva collaborato recensendo alcune fanzines, mentre di certo avrei avuto voglia di intervistare i The Paper Chase e altrettanto avrei fatto con Giulio dei One Dimensional Man.
La scelta delle persone da coinvolgere è una cosa del tutto naturale, mi basta pensare ai migliori concerti, ai migliori dischi, ai fumetti… e poi provare a mettermi in contatto. Con Red Worms' Farm, Giulio, Founthead, Alessandro Baronciani e Mirko Spino che ne ha curato la grafica, la cosa è stata semplicissima perché con tutti ci si conosce da tempo ed è bastata una telefonata o una chiacchierata dopo un concerto per trovare la giusta intesa. Con i The Paper Chase, un oceano di mezzo a reso le cose un po' diverse ma anche qui è bastata una semplice mail per iniziare a confrontarsi sull'idea e trovare un comune interesse sul progetto. Poi intendiamoci arrivare alla fine non è stato facile, telefonate, mail e qualche ora di sonno passata a girarmi e rigirami nel letto.

>> la tua idea è quella di pubblicare una serie di split formati da un gruppo italiano e uno straniero e di inserire anche dei remix. pensi di riuscire a mantenere questa 'linea editoriale e musicale' anche per le prossime uscite o ti vorresti occupare anche di altri generi musicali?
Come ti dicevo il tutto ha preso corpo strada facendo e ora questa formula dei due gruppi, uno italiano e uno straniero, brani inediti, remix, video-animazioni e fumetto, mi sembra la migliore e la vorrò applicare anche per le uscite future. Ovviamente cambieranno le persone che se ne occuperanno ma la formula rimarrà invariata. A meno che strada facendo non possa incontrare qualche deviazione che mi sembri più interessante della strada che sto percorrendo ora.
Per quanto riguarda i generi musicali, beh non vorrebbe essere una collana di noise o di post-rock o di qualche altra catalogazione, ma semplicemente la mia collana di cd personali, dove cercherò di coinvolgere i gruppi che mi sembrano più stimolanti. Quindi magari sarà il prossimo cd che ascolterò o il prossimo concerto a spingermi verso un tipo di musica o un altro.

>> come sottolinei tu stesso nelle note di presentazione che accompagnano il cd, quotidianamente nasce una nuova etichetta...credi che questo sia una nota positiva o negativa? non credi che tutte queste 'facili produzioni' non facciano altro che nascondere materiale che magari meriterebbe più attenzione, facendo 'emergere' solo chi ha disposizione più soldi per pubblicizzarsi?
Su questa cosa ho pensato diverse volte e devo dire che personalmente mi mancano i demo e i 7". In qualche modo questi supporti segnavano dei passi di crescita per un gruppo, ne scandivano i tempi di maturazione. Il fatto che fossero dei formati fisicamente diversi non era un aspetto secondario, perché ne indicava fin da subito la diversità. Ho ancora moltissimi demo su cassetta e potrei dire di averne forse 5 che potevano meritare un uscita più "ufficiale" su cd, mentre in tutti gli anni di equilibrio precario ho sentito moltissimi cd che avrebbero fatto bene a uscire più modestamente su una cassettina. Credo che oggi si dovrebbe riconsiderare il formato cd-r, potrebbe essere una strada da valorizzare, ma purtroppo oggi a tutti i livelli conta l'apparenza e avere un cd tra le mani con il suo cellophane da strappare fa sembrare tutto più serio. Anche in ambito musicale si tende a voler saltare i passaggi, penso che rallentare un po' farebbe bene a tutti.

>> come dicevamo prima, continuano a nascere piccole etichette, e ognuna cerca naturalmente di portare acqua al suo mulino, perchè invece che 'individualizzarsi' sempre di più non si cerca mai di unire le forze (e i soldi) per collaborare?!
Prima di tutto devo dire che questo mio primo cd esce grazie alla collaborazione attiva di tutti quelli che vi hanno partecipato in modo più o meno evidente, perché sono diverse le persone che ancora oggi mi aiutano nelle cose più banali e quotidiane, come aiutarmi a tradurre le mail in inglese visto che rimango ancora l'italiano medio che dell'inglese sa a mala pena dire "how are you?".
In ogni caso quest'esperienza degli split non potrebbe vivere senza l'aiuto e la collaborazione attiva di chi vi partecipa.
Ma per quanto riguarda la collaborazione tra etichette, questo dovrebbe essere la cosa più ovvia e diffusa, ma invece non è così facile. Anche perché per collaborazione spesso si intende che qualcuno lavora per tutti e poi si condividono gli eventuali meriti.
Uno dei migliori esempi di collaborazione tra etichette indie italiane è stato l'Offest organizzato qualche anno fa al Leonkavallo. Per chi l'ha seguito da vicino credo che sia stata un'esperienza decisamente significativa del potenziale che potrebbero avere le etichette indie italiane se volessero collaborare assieme, ma anche della difficoltà di condividere i pesi nel realizzare un progetto, e se magari chi ha portato il peso fino a quel momento chiede che ora a faticare siano anche gli altri spesso trova più parole che fatti.
Mi piace anche ricordare l'ultimo numero di equilibrio precario dove avevamo allegato un "ep-rom" che raccoglieva 27 etichette italiane indipendenti, con mp3, bio, foto… è stato un lavoro difficile da realizzare e in questo sarò sempre grato a Mirko Spino per tutto il lavoro che ha fatto, spinto solo dalla passione e dalla voglia sincera di smuovere un po' le cose. Penso che l'offest come l'ep-rom siano esperienze da portare avanti, magari con formule diverse ma con la collaborazione attiva di tutti. Ma anche le mie sono parole perché arrivare a qualche fatto concreto sarà difficile.

>>ci puoi dare già delle anticipazioni sulle prossime uscite?
Mi piacerebbe molto ma è veramente prematuro e in questo momento non posso ancora iniziare a pensare concretamente alla prossima uscita, perchè prima devo cercare di recuperare almeno parte dei soldi spesi. Ma ti assicuro che in testa di nomi e idee ne frullano…

>>qual'è la tua attuale playlist?
In questi ultimi due anni non ho preso moltissimi dischi nuovi, anche perché dopo la fine di equilibrio precario avevo bisogno di "disintossicarmi" un po'… e visto che sono ancora occupato a sistemare i dischi dopo il mio trasloco, sto soprattutto riascoltando cd di qualche anno fa con la scusa di ordinarli in una sorta di discografia ragionata e così in questi giorni nello stereo stanno passando:
Skull Kontroll, Deerhoof, Sinister Luck Ensemble, Hot Snakes, Morricone… mentre se posso allargarmi ai concerti Rosolina Mar, Gi Joe e Red Worms' Farm sono tra i gruppi che dal vivo continuano a colpirmi maggiormente.

>>quali sono stati i libri e/o i fumetti che ti hanno in qualche modo colpito?
Per i fumetti il mio amore non trova sempre corrispondenza, nel senso che pur sentendomi attratto dal fumetto fatico a trovare cose che mi piacciano veramente. Tra tutti quella che prediligo è forse Francesca Ghermandi di cui è ormai dà molto che non trovo più cose nuove, mentre più recentemente Andrea Bruni ed "Ehi, aspetta…" di Jason un fumettista norvegese che è arrivato in Italia attraverso la Black Velvet. Ho apprezzato anche iPunk e la collana Black della Coconino.
Per quanto riguarda i libri, non leggo praticamente da anni romanzi ma mi interessano soprattutto i saggi. L'unico che può essere definito una via di mezzo tra un romanzo-autobiografico e un saggio è Il Girasole di Simon Wiesenthal che sto ancora finendo di leggere, ma che mi ha già fatto molto riflettere. Ho trovato poi interessante e molto documentato "Una Guerra Empia" di John Cooley un lavoro di ricerca giornalistica su Bin Laden e la guerra in Afghanistan scritto quasi del tutto prima dell'11 settembre.

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