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BLUEPRINT/Hello Jesus
[Minerva rec 2004]
Hello Jesus, terzo lavoro dei
romani BLUEPRINT, e primo cd a uscire per la neonata MINERVARECORDS,
è un disco di post rock classico. E dire classico
di un genere che sembrava per DNA non aver alcun fondamento
e coordinata precisa di suono, ma piuttosto un atteggiamento,
una curiosità, una ricerca che hanno accomunato gruppi
così distanti come ad esempio gli alfieri Tortoise
e Mogwai, potrebbe sembrare strano, ma tant'è. Suona
classico, vuoi perché già sentito, vuoi perché
a queste atmosfere siamo già avvezzi. I Blueprint
la materia la sanno maneggiare molto bene, e soprattutto
lo fanno con grande passione e attenzione a non proporre
un suono eccessivamente carico e spigoloso. Le atmosfere
sono infatti piuttosto soffuse e delicate, dal malinconico
al riflessivo al giocoso, senza mai eccedere in drammaticità
alla (croce e delizia dei) Godspeed You! Black Emperor.
Tropical Lamborghini ci introduce con una brillante batteria
e un delicato arpeggio al clima di dolce malinconia, che
qui ha il sapore dell'estate che finisce e delle serate
che si accorciano. La title track poi ha un'atmosfera morriconiana
più desertica e tesa, che sul finale cresce con un
basso che diventa più presente e "dritto".
E poi arriva la splendida Big Jim, il pezzo a mio parere
più bello del disco, batteria incalzante e basso
pieno a creare quasi una base dance su cui le chitarre arpeggiano
gioiose. 082001 è l'unico pezzo cantato, in italiano,
e non è molto distante dallo stile dei Giardini Di
Mirò, chitarre intrecciate e lente pennate. Apnea
continua il discorso di Tropical Lamborghini, l'autunno
sta arrivando, brezzolina e foglie gialle. Satellite infine
ricorda certi Tortoise, periodo TNT, e sul finale sint,
effetti e rumori s'incaricano di chiudere con un'atmosfera
più cupa il pezzo.
Il disco è molto ben realizzato, sia per quanto riguarda
la registrazione che è stata fatta al Maximum Volume
Studio (Venezia) di Massimo Sartor (ex One Dimensional Man),
sia per il package: una cover davvero bella.
enrico marcuzzi
-Come mai siete andati a registrare
al Maximum Volume Studio? da Roma a Venezia...è per
il fatto che Massimo Sartor vi ha coprodotto, e "il
produttore" per un certo tipo di musica sembra praticamente
non esistere in Italia?
Al Maximum Volume Studio abbiamo registrato pure il precedente
"Bela Lugosi" uscito x Alice Records di Torino.
Sartor registra completamente in analogico e ti mette a
disposizione una grande quantità di apparecchiature
rigorosamente vintage, questo fatto insieme all'ampiezza
dell'ambiente che ti permette di registrare tutti insieme
in presa diretta fa del Maximum Volume uno fra gli studi
migliori in Italia. Se a ciò aggiungi pure la sua
perizia tecnica e le qualità di arrangiatore / compositore
puoi ben capire xchè ogni volta andiamo fino a Venezia.
La sua è stata piu' che altro una coproduzione e
supervisione artistica in quanto ha partecipato attivamente
alla composizione e all'arrangiamento di parecchi brani
in Hello Jesus.
-Qual'è
il motivo che ti ha spinto a creare la Minerva Records?
che obiettivi ti poni?
Minerva nasce dall'esigenza di fare le cose a modo nostro
e di non subire
passivamente quello che ci viene proposto dall'esterno,
ha come obbiettivo di proporre la musica che ci piace indipendentemente
dai vari trend di mercato e mode passeggere.
In giro c'è troppa tendenza a farsi imboccare da
pubblicità, riviste musicali, mode, emittenti musicali
televisive, ecc. Ho l'impressione che soprattutto sulle
riviste specializzate e pseudo alternative vengano create
ad arte "new big things" del momento per poi distruggerle
e denigrarle altrettanto velocemente. A me piace pensare
che la buona musica sia eterna e che non possa essere intaccata
da sistemi consumistici di alcun tipo.
-Avete
avuto esperienze negative, costrizioni in passato o semplicemente
avete preferito arrangiarvi?
Piu che altro ci siamo resi conto che finche' ti muovi ad
un certo livello è meglio fare le cose in prima persona
che fartele fare da qualcun altro. Se devo uscire per una
piccola indie label tanto vale che lo faccia sulla mia,
se in futuro ci sarà qualcuno che potrà supportare
meglio di Minerva la band, ben venga.
-Conti
di far uscire altri gruppi con la Minerva? di che genere?
Al momento stiamo valutando l'ipotesi di far uscire una
raccolta di gruppi romani intitolata "Roma Caput Indie"ed
inoltre abbiamo in programma l'uscita di un'altra band al
massimo per gennaio - febbraio 2005.
C'è pure da dire che con il mercato musicale che
ci ritroviamo in Italia prima di far uscire qualcosa bisogna
pensarci non 1 ma 100 volte, soprattutto quando sei agli
inizi e non ti puoi permettere passi falsi. Tutto quello
che uscirà da Minerva cmq corrisponderà il
piu possibile alla concetto di musica che mi piace e che
mi colpisce (vedi risposta seguente…)
-Cosa
hai ascoltato in questo periodo che ti ha colpito?
Al momento mi colpisce e appassiona ascoltare musica che
pur essendo di qualità, originale e propositiva allo
stesso tempo sia comunicativa, emozionante e comprensibile
al maggior numero di ascoltatori.
Quest'anno mi hanno colpito Polmo Polpo, Phoenix, Blonde
Redhead (che mi colpiscono praticamente ad ogni loro uscita..),
Radiohead e gli Explosions In The Sky soprattutto dopo che
li visti suonare dal vivo.
MINERVARECORDS
c/o Massimiliano Cruciani
Via Prenestina 74 00176 Roma
www.minervarecords.net
mail@minervarecords.net

Grand Transmitter /Under the Wheel EP
[Ghost Records/Faith & Hope 2004]
Prima di buttar giù queste poche
righe ascoltavo il disco degli inglesi Grand Transmitter
(editi in Italia per Ghost Records, ecco il motivo della
loro presenza qui) in macchina al ritorno in autostrada
verso Milano. Ascoltavo con piacere uno di quei dischi che
non vuoi togliere dallo stereo, soprattutto su di un auto
spinta verso il sole calante delle sei del pomeriggio. Non
travelling music che piace tanto ai recensori ma pop inglese,
dal sapore incrociato fra Coldplay e spunti di Jeff Buckley.
Quest’ultimo solo nel timbro della voce, non per la
forma, lontana dalla profondità emotiva del citato.
Quattro pezzi che si muovono tra pattern inglesi di chitarre
acustiche, suoni indie/pop ben costruiti sulle chitarre
e ritmiche semplici e precise, per scemare nell’ultimo
episodio sulla dilatazione senza batteria costruita su un
tappeto d’archi. Vi sembrarà un de-ja vu, uno
schema già sentito. Lo è, ma alle volte risulta
duro da togliere dallo stereo un cd anche poco originale
se è fatto bene, e questo lo è. Vediamo come
verrà servito il piatto sulla lunga distanza di un
33 giri, sicuramente da condire in modo diverso e personale.
L’assaggio su questi 20 minuti è del tutto
consigliato, nessun rischio di intossicazione.
Al

DESING
[promo 2004]
Il cd di cui sto' per scrivere non esiste piu' cosi' come
il gruppo stesso , non e' dato saperlo pero' ne scrivo perche'
e' stato un buon gruppo Italiano fra quelli meno inquadrati
e piu' trasversali.
L'ecclettismo e' la parola chiave di questo promo che parte
prima con scosse di rumore per poi passare ad un suono che
sfiora la colonna sonora con una marcetta-jazz (con tanto
di xilofono) dagli stacchi storti.
La terza traccia Ken e' invece puro indie-pop veloce e leggero
ma dai ritmi spezzati con un contrabbasso che regge l'intero
pezzo nel suo andamento a zig-zagante.
In pezzi come "Galosa" e "Una giusta rivincita
nei confronti dell'ovvio" il gruppo suona in una maniera
raffinata vicina per intenti al jazz cosi' come al folk
strumentale portando avanti la ricerca fatta da Gatto Ciliegia
Contro Il Grande Freddo in Italia.
Insomma un buon gruppo ecclettico e interessante anche se
ormai si e' gia' sciolto
tommy

Mirsie/El santo
[Voludo 2004]
Nel migliore dei casi la musica dei Mirsie
può ricordare il blues marcio del buon Jon Spencer,
ma proprio nel migliore dei casi. Per il resto tutto suona
come l'ennesimo gruppo hard'n'blues, riffettoni anni 70
da abbecedario dell'hard rock (e la citazione delle fonti
a volte è un po' troppo evidente…), chitarra
bella sporca e satura. E francamente se ne hanno anche un
po' pieni i coglioni di sentire frasi tipo "…baby
baby c'mon you will shake that rock'n'roll…",
o, udite udite, "…baby baby i like your ass…"…..MINCHIA!…anche
se poi alla fin fine I like your ass è anche un filino
trascinante.
Il disco è comunque molto ben realizzato e tutto
il suono è estremamente curato, voce e strumenti.
http://www.mirsie.com/
Enrico Marcuzzi
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The Paper Chase meet Red Worms' Farm
[Robotradio rec 2004]
Bello, interessante, curato e orginale!!! questo è,
secondo me, l'esordio della Robotradio Rec di Paternoster,
già conosciuto per l'ottima fanzine 'Equilibrio
precario'.
Uno split, come si può dedurre dal titolo; un gruppo
americano e uno italiano, sapientemente confezionati nel
particolare digipack. Le illustrazioni sono state preparate
da Alessandro Baronciani, che disegna su quattro facciate
istantanee a fumetti...un vago ricordo personale a MAUS
di Spiegelman, forse per la maschera da topo che indossa
il personaggio in copertina.
Oltre a questo, il cd contiene due video, 'pop song' e
'i'm your doctor now'. rispettivamente di Red worms' farm
e The paper chase. Il primo creato su filmati live, rielaborati
con vari effetti e montati tra di loro, l'altro creato
attraverso computer grafica.
Non siete ancora soddisfatti?!Ci sono ancora da ascoltarsi
tutto d'un fiato i 7 brani del disco, due dei quali remix.
Potrebbero essere tutti dei potenziali singoli, a partire
dalla 'tiratissima' Jelly Bean dei Red worm's farm, un
intreccio sapiente di chitarra e basso e a seguire 'I'm
your doctor now', claustrofobica e cupa. Si cambia aria
sui bellissimi remix di 'Out come the Knives' e 'Pop song'
in veste più elettronica.
Un grande progetto, di qualità, sia nell'estetica
che nei contenuti...come un piccolo tuffo nel passato,
quando le grosse copertine dei vinili ci affascinavano
a tal punto da comperare dischi a scatola chiusa
E come ciliegina sulla torta anche il nome di Mirko Spino,
questa volta in veste di grafico.
www.robotradiorecords.com
- stefano@robotradiorecords.com
gianmaria
ho scambiato anche due parole con stefano...
>> magari
non tutti sanno che eri la mente che stava dietro alla
bellissima fanzine 'Equilibrio precario' che ormai ha
chiuso i battenti....come mai? non hai più pensato
di riprendere a lavorare al progetto? o di far portare
avanti il lavoro da qualcun'altro?
Penso che la fine di equilibrio precario sia stata una
cosa del tutto naturale, ad un certo punto mi sentivo
un po' soffocato dai piccoli ma numerosi impegni legati
alla fanza. Quello che era sempre stato un piacere: "parlare
di dischi e di gruppi" stava consumando la stessa
voglia di ascoltare musica. Sicuramente il fatto di portare
avanti la maggior parte delle cose da solo è stata
una causa di questo "affaticamento" ma negli
anni non ho mai trovato persone con cui condividere a
pieno quest'esperienza. Nessuno mi ha mai chiesto di portare
avanti equilibrio precario, ma se fosse accaduto lo avrei
trovato assurdo e avrei consigliato di farsi la propria
fanza e non di portare avanti quella di un altro.
Oggi, dopo due anni, la voglia di rimettermi a fare una
fanza o un'esperienza simile, di tanto in tanto mi torna,
soprattutto ultimamente. Questo per il semplice fatto
che quando avrei voglia di leggere qualcosa di musica
non trovo nulla che mi sembri interessante. La situazione
della stampa musicale mi sembra piuttosto desolante. Le
fanzines su carta non esistono più e sulle riviste
trovo ben pochi dischi o gruppi di cui mi piace leggere.
Forse sono io a non riuscire ad adeguarmi a quello che
in questi ultimi anni sembra attirare le maggiori attenzioni
della stampa. Ma credo anche che non sia possibile che
i gruppi più interessanti siano gli stessi di cui
parlano tutte le riviste nel mese dell'uscita del loro
cd, perché così facendo ci si limita a fare
semplice promozione per le case discografiche in base
ai dischi stampati di mese in mese. Certamente è
più semplice fare le interviste telefoniche quando
l'ufficio stampa dell'etichetta organizza la promozione
per i nuovi dischi o andare in qualche hall di albergo
a Milano a intervistare il gruppo in tour promozionale
per i giornalisti… ma dovrà pur esistere
qualcos'altro là fuori.
Infondo la pecca maggiore della stampa nazionale mi sembra
quella di non avere il polso della realtà, nel
senso che le persone che in Italia si muovono e smuovono,
quelle che organizzano concerti, stampano cd e fanno sì
che ci sia un minimo di fermento, trovano difficilmente
spazio. Ho il dubbio che molte volte chi scrive sui giornali
frequenti poco i concerti, al di là di quelli che
fanno "costume", altrimenti credo che gli spazi
per i gruppi sarebbero ben diversi e oggi chi viene relegato
a qualche pur lusinghiera ma breve recensione guadagnerebbe
altri spazi.
Da questo forse emerge il fatto che il punto di vista
che preferisco rimane sempre quello dell'appassionato
che ruba le ore al sonno per fare chilometri e vedersi
un concerto.
In ogni caso, mi fa piacere che hai un bel ricordo di
equilibrio precario e forse questo è dovuto anche
al fatto che quando è stato il momento quest'esperienza
è finita, piuttosto che protrarsi quando ormai
aveva esaurito parte delle sue energie.
>> ma adesso
parliamo della tua nuova creazione, la nascente ROBOTRADIO
rec che apre i battenti con l'uscita di 'The Paper Chase
meet Red Worm's Farm, un bellissimo split che include
due videoclip e le illustrazioni di Alessandro Baronciani
l'idea di unire alle tracce audio, le illustrazioni di
un fumettista e video-clip creati attraverso animazioni,
è molto bella e originale...come ti è venuta
in mente?
La cosa è nata in modo molto semplice, hai presente
quando magari un po' soprapensiero pensi: "sarebbe
bello se ci fosse questo, sarebbe bello se…"?
E io pensavo che sarebbe bello trovare in circolazione
una serie di cd condivisi tra gruppi italiani e stranieri,
magari tra quelli che per me sono i più interessanti…
e visto che in giro non c'era, la cosa più ovvia
era provare a realizzarla. Poi l'idea è cresciuta
un po' alla volta. Oltre alla musica c'era quell'immagine
che Alessandro Baronciani mi aveva inviato perché
divenisse la copertina di un numero mai uscito di equilibrio
precario, e che era troppo bella per rimanere sempre sul
mio pc. Poi da quest'inizio all'uscita del cd, la collana
ha assunto varie forme nella mia testa prima di quella
definitiva, ad un certo punto mi ero documentato sulle
carte magic e dei pokemon perché avrei voluto allegarne
una per ogni componente dei gruppi coinvolti, in modo
da formare alla fine un mazzo di carte… ma dopo
il primo preventivo ho lasciato stare l'idea.
L'idea dei video è nata parlando del cd con Marco
dei Red Worm's Farm che mi disse: " visto che ci
sarà un fumetto perché non fare anche un
video?". La cosa era molto bella ma mi sembrava irrealizzabile,
poi come spesso capita, la soluzione è invece più
vicino di quanto si pensa. Infatti qualche settimana dopo
ho scoperto che una persona che conosco da una decina
di anni e che abita a una decina di minuti di bicicletta
da me, era da un po' che stava lavorando sui video, così
ci siamo trovati in un bar a parlare… i remix poi
mi sembravano la giusta quadratura del cerchio.
>> com'è
avvenuta la scelta dei gruppi e dei vari illustratori?
Nella scelta mi sono accorto che in fondo robotradio non
è altro che la prosecuzione di equilibrio precario.
Tutte le persone coinvolte in qualche modo avrebbero potuto
fare parte di un nuovo numero di equilibrio precario.
I Red Worms' Farm li avevo già intervistati, Alessandro
Baronciani ne aveva preparato la copertina e avrebbe voluto
curarne l'intera grafica, Founthead diversi anni fa aveva
collaborato recensendo alcune fanzines, mentre di certo
avrei avuto voglia di intervistare i The Paper Chase e
altrettanto avrei fatto con Giulio dei One Dimensional
Man.
La scelta delle persone da coinvolgere è una cosa
del tutto naturale, mi basta pensare ai migliori concerti,
ai migliori dischi, ai fumetti… e poi provare a
mettermi in contatto. Con Red Worms' Farm, Giulio, Founthead,
Alessandro Baronciani e Mirko Spino che ne ha curato la
grafica, la cosa è stata semplicissima perché
con tutti ci si conosce da tempo ed è bastata una
telefonata o una chiacchierata dopo un concerto per trovare
la giusta intesa. Con i The Paper Chase, un oceano di
mezzo a reso le cose un po' diverse ma anche qui è
bastata una semplice mail per iniziare a confrontarsi
sull'idea e trovare un comune interesse sul progetto.
Poi intendiamoci arrivare alla fine non è stato
facile, telefonate, mail e qualche ora di sonno passata
a girarmi e rigirami nel letto.
>> la tua
idea è quella di pubblicare una serie di split
formati da un gruppo italiano e uno straniero e di inserire
anche dei remix. pensi di riuscire a mantenere questa
'linea editoriale e musicale' anche per le prossime uscite
o ti vorresti occupare anche di altri generi musicali?
Come ti dicevo il tutto ha preso corpo strada facendo
e ora questa formula dei due gruppi, uno italiano e uno
straniero, brani inediti, remix, video-animazioni e fumetto,
mi sembra la migliore e la vorrò applicare anche
per le uscite future. Ovviamente cambieranno le persone
che se ne occuperanno ma la formula rimarrà invariata.
A meno che strada facendo non possa incontrare qualche
deviazione che mi sembri più interessante della
strada che sto percorrendo ora.
Per quanto riguarda i generi musicali, beh non vorrebbe
essere una collana di noise o di post-rock o di qualche
altra catalogazione, ma semplicemente la mia collana di
cd personali, dove cercherò di coinvolgere i gruppi
che mi sembrano più stimolanti. Quindi magari sarà
il prossimo cd che ascolterò o il prossimo concerto
a spingermi verso un tipo di musica o un altro.
>> come
sottolinei tu stesso nelle note di presentazione che accompagnano
il cd, quotidianamente nasce una nuova etichetta...credi
che questo sia una nota positiva o negativa? non credi
che tutte queste 'facili produzioni' non facciano altro
che nascondere materiale che magari meriterebbe più
attenzione, facendo 'emergere' solo chi ha disposizione
più soldi per pubblicizzarsi?
Su questa cosa ho pensato diverse volte e devo dire che
personalmente mi mancano i demo e i 7". In qualche
modo questi supporti segnavano dei passi di crescita per
un gruppo, ne scandivano i tempi di maturazione. Il fatto
che fossero dei formati fisicamente diversi non era un
aspetto secondario, perché ne indicava fin da subito
la diversità. Ho ancora moltissimi demo su cassetta
e potrei dire di averne forse 5 che potevano meritare
un uscita più "ufficiale" su cd, mentre
in tutti gli anni di equilibrio precario ho sentito moltissimi
cd che avrebbero fatto bene a uscire più modestamente
su una cassettina. Credo che oggi si dovrebbe riconsiderare
il formato cd-r, potrebbe essere una strada da valorizzare,
ma purtroppo oggi a tutti i livelli conta l'apparenza
e avere un cd tra le mani con il suo cellophane da strappare
fa sembrare tutto più serio. Anche in ambito musicale
si tende a voler saltare i passaggi, penso che rallentare
un po' farebbe bene a tutti.
>> come
dicevamo prima, continuano a nascere piccole etichette,
e ognuna cerca naturalmente di portare acqua al suo mulino,
perchè invece che 'individualizzarsi' sempre di
più non si cerca mai di unire le forze (e i soldi)
per collaborare?!
Prima di tutto devo dire che questo mio primo cd esce
grazie alla collaborazione attiva di tutti quelli che
vi hanno partecipato in modo più o meno evidente,
perché sono diverse le persone che ancora oggi
mi aiutano nelle cose più banali e quotidiane,
come aiutarmi a tradurre le mail in inglese visto che
rimango ancora l'italiano medio che dell'inglese sa a
mala pena dire "how are you?".
In ogni caso quest'esperienza degli split non potrebbe
vivere senza l'aiuto e la collaborazione attiva di chi
vi partecipa.
Ma per quanto riguarda la collaborazione tra etichette,
questo dovrebbe essere la cosa più ovvia e diffusa,
ma invece non è così facile. Anche perché
per collaborazione spesso si intende che qualcuno lavora
per tutti e poi si condividono gli eventuali meriti.
Uno dei migliori esempi di collaborazione tra etichette
indie italiane è stato l'Offest organizzato qualche
anno fa al Leonkavallo. Per chi l'ha seguito da vicino
credo che sia stata un'esperienza decisamente significativa
del potenziale che potrebbero avere le etichette indie
italiane se volessero collaborare assieme, ma anche della
difficoltà di condividere i pesi nel realizzare
un progetto, e se magari chi ha portato il peso fino a
quel momento chiede che ora a faticare siano anche gli
altri spesso trova più parole che fatti.
Mi piace anche ricordare l'ultimo numero di equilibrio
precario dove avevamo allegato un "ep-rom" che
raccoglieva 27 etichette italiane indipendenti, con mp3,
bio, foto… è stato un lavoro difficile da
realizzare e in questo sarò sempre grato a Mirko
Spino per tutto il lavoro che ha fatto, spinto solo dalla
passione e dalla voglia sincera di smuovere un po' le
cose. Penso che l'offest come l'ep-rom siano esperienze
da portare avanti, magari con formule diverse ma con la
collaborazione attiva di tutti. Ma anche le mie sono parole
perché arrivare a qualche fatto concreto sarà
difficile.
>>ci puoi
dare già delle anticipazioni sulle prossime uscite?
Mi piacerebbe molto ma è veramente prematuro e
in questo momento non posso ancora iniziare a pensare
concretamente alla prossima uscita, perchè prima
devo cercare di recuperare almeno parte dei soldi spesi.
Ma ti assicuro che in testa di nomi e idee ne frullano…
>>qual'è
la tua attuale playlist?
In questi ultimi due anni non ho preso moltissimi dischi
nuovi, anche perché dopo la fine di equilibrio
precario avevo bisogno di "disintossicarmi"
un po'… e visto che sono ancora occupato a sistemare
i dischi dopo il mio trasloco, sto soprattutto riascoltando
cd di qualche anno fa con la scusa di ordinarli in una
sorta di discografia ragionata e così in questi
giorni nello stereo stanno passando:
Skull Kontroll, Deerhoof, Sinister Luck Ensemble, Hot
Snakes, Morricone… mentre se posso allargarmi ai
concerti Rosolina Mar, Gi Joe e Red Worms' Farm sono tra
i gruppi che dal vivo continuano a colpirmi maggiormente.
>>quali
sono stati i libri e/o i fumetti che ti hanno in qualche
modo colpito?
Per i fumetti il mio amore non trova sempre corrispondenza,
nel senso che pur sentendomi attratto dal fumetto fatico
a trovare cose che mi piacciano veramente. Tra tutti quella
che prediligo è forse Francesca Ghermandi di cui
è ormai dà molto che non trovo più
cose nuove, mentre più recentemente Andrea Bruni
ed "Ehi, aspetta…" di Jason un fumettista
norvegese che è arrivato in Italia attraverso la
Black Velvet. Ho apprezzato anche iPunk e la collana Black
della Coconino.
Per quanto riguarda i libri, non leggo praticamente da
anni romanzi ma mi interessano soprattutto i saggi. L'unico
che può essere definito una via di mezzo tra un
romanzo-autobiografico e un saggio è Il Girasole
di Simon Wiesenthal che sto ancora finendo di leggere,
ma che mi ha già fatto molto riflettere. Ho trovato
poi interessante e molto documentato "Una Guerra
Empia" di John Cooley un lavoro di ricerca giornalistica
su Bin Laden e la guerra in Afghanistan scritto quasi
del tutto prima dell'11 settembre.
robotradio records
Po Box 62
38015 Lavis (TN)
Italy
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