gennaio
2002
Il numero zero di post getta un ponte verso possibili repliche,
cloni no, variazioni sul tema piuttosto, improvvisazioni
e libere interpretazioni di uno spirito, quello musicale,
s'intende. Nasce allora il numero uno, che si presenta
con un poker di gruppi consolidando l'idea della puntata
pilota, di un lavoro sempre labile quanto definitivo,
attaccato a poche appassionate ore prese qua e là
nelle ns giornate, comunque arrampicato sugli specchi.
Il sottotitolo del numero uno fa intervenire termini
legati alla trasmissione del calore e dunque alla
fisica, termini che i Giardini di Mirò sposano
facendo intervenire delicati cambiamenti umorali nelle
sottili linee melodiche del suono di Rise and Fall
of Academic Drifting, così legato al pensiero,
ricco chiaroscuro mai complicato, così come
legato al cambiamento improvviso dello stesso, l'urto
in forma di intrusione sonica. E sulla linea del suono
attorcigliato, latente, su un pensiero più
matematico e fisico, difficile e ritorto non più
come naturale sfogo di un atmosfera statica ma come
punto di costruzione della loro teoria musicale presentiamo
Cardosanto, corposi e duri tessitori di pneuma. Dal
bolognese fa eco l'ep tutto strumentale (primo di
4) dei Votiva Lux, suono ad ampio raggio, fuori dalla
sfera oscura e intimista dell'io, panoramico e dilatato.
Lasciamo la coda (last but not least!) di questa presentazione
ai Lumiere Electrique, interessantissimo nuovo ramo
della musica made in italy non lontana e sicuramente
al passo di quella internazionale, giusto mix di sperimentazione
di forma e suono, tradizione e raffinatezza. Il più
difficile dei quattro ad essere catalogato, forse
per questo il più interessante?
Al